Arte,  Vino

Veri aristocratici. (Il Pomerol e Charlotte Perrin)

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Importante: questo articolo è i impaginato su due colonne perché sono due facce della stessa medaglia: l’aristocrazia vera. Probabilmente se mi leggete da un cellulare non li avete affiancati. Ma sappiate che i due testi devono dialogare-

L’aristocrazia non ha bisogno di un titolo: é il modo in cui si abita il mondo.

Chateau Petrus, EnotecaSanPietro.it

Nobiltà, semplicità, mistero. Poco importa che sia un terra o persona. Per me il Pomerol ha la stessa grazia di Charlotte Perrin. Così le ho chiesto un intervista e lei mi ha risposto con ‘un lettre e quelque piste’.
Ho tradotto solo qualche estratto, perché le parole tintinnano. Non volevo che si perdesse la musica.

Un attitudine più che uno status.
È come la semplicità: l’aria, l’acqua, la terra, dove si nasconde la magia.
E poi il Pomerol, il più aristocratico di tutti. Un comune sulla riva destra della Dordogna. 7000 Abitanti. 800 Ettari di vigne. É un territorio piccolo, frammentato, non ci sono architetture monumentali come Chateau
Margaux con viali, parchi, un edificio che somiglia a villa veneta . É un territorio agricolo con case semplici, edifici agricoli.
Eppure produce vini tra i più rari, leggendari e costosi al mondo. La reputazione di Petrus, Le Pin, Lafleur,
Trotanoy si è costruita sul mercato degli appassionati. Non ha classificazioni ufficiali. Non vuole diventare Grand Cru.

Charlotte Perrin
La tenuta di Petrus

“La simplicité… peut-être qu’elle trouve son origine quelque part dans un endroit qui respire la passion?”

La semplicità… forse nasce da qualche parte, in un luogo che respira passione?

Nel 1855 per l’ Exposition Universelle de Paris, Napoleone chiese una lista dei migliori vini di Bordeaux. Nacquero così i Grand Cru suddivisi in cinque livelli dove vennero consacrati i Bordeaux famosissimi del Medoc. Chateaux Lafite, Chateuax Latour eccetera. Il Pomerol era sconosciuto.
Certo il vino è cosa di sempre. Nel medioevo i pellegrini passavano dal Pomerol per raggiungere Santiago.

Charlotte Perrin

La strada Turonensis, che partiva da Tour si inoltrava attraverso i campi ed era presidiata dai Cavalieri
Ospitalieri.

“Tout part de là.
Du fait d’être perméable au monde, aux autres, à moi.
Tu vois, tout existe déjà.
“

Tutto parte da lá.
Dal fatto di essere permeabili al mondo, agli altri, a me.
Tutto esiste già.

I quali per sostenere la loro attività -cura dei malati e accoglienza dei pellegrini- coltivavano i
campi. E ovunque dove era possibile piantavano la vite perché allora era più sicuro dell’acqua, era nutriente e faceva parte della liturgia cristiana.
Con il passare del tempo il vino é rimasto contadino, destinato al consumo locale. La parte che venduta -sul porto fluviale di Libourne- spesso veniva poi rimescolata con altri vini.
Poi qualcosa cambia.
Madame Loubat, la proprietaria di un ristorante molto frequentato -L’Hotellerie du Leon d’Or- e con un talento straordinario nel capire il vino assaggia Petrus.
Disse “questo vino ha una gravità”. Ed effettivamente
chi lo beve dice che sembra arrivare dal centro della terra.

Charlotte Perrin

Qualcosa di morbidissimo e insieme profondo,
come drappo di un velluto pesante. Madame Loubat cominciò a proporlo ai clienti, comprare parcelle della tenuta agricola dove si produceva Petrus. Lo presentava come il grande vino segreto di Bordeaux. A un certo conobbe un giovane commerciante di vini, Jean Pierre Moueix, che lo fece conoscere al mondo. Pare fosse il vino preferito di Jhon Kennedy.

“Peut-être que la simplicité, c’est quand on s’écoute qu’elle naît. “

Forse la semplicità nasce quando là si ascolta nascere.

la tenuta dove viene prodotto Le Pin. Uno

Quand on crée au plus juste de soi.

Quando si crea nel modo più vicino

Elle s’impose — presque de l’ordre d’une intuition,
d’une sensation,
d’une vibration.

S’impone come una intuizione,
una sensazione,
una vibrazione.

Così d’improvviso il Pomerol (all’inizio Petrus) diventano mito. Il Merlot smise di essere considerato un vitigno di second’ordine. Molto produttori iniziano a valorizzarlo, si diffonde in tutto il mondo e diventa uno dei
vitigni più piantati in assoluto.
Merito dell’incontro con un terreno particolarissimo.
Immaginate una spiaggia accarezzata dalle onde del mare, l’acqua che si ritira e lascia il segno. Pensate lo stesso riguardo ad un fiume, il suo modo di scorre, i depositi che lascia. Piano, piano la linea dell’argine si sposta, il letto cambia, ma progressivamente si formano una serie di strati che sollevano il terreno.

Charlotte Perrin

Nel Pomerol succede dalla preistoria

“Il faut l’apprivoiser, la simplicité.
Lui faire confiance (se faire confiance).
Lui donner le temps.
Laisser décanter.
“

Bisogna fidarsi della semplicità,
darle tempo,
Lasciarla decantare

Giorno dopo giorno si è formata una piccola colina; forse più corretto dire
un altopiano bassissimo sul livello del mare -si parla di 30/40 metri- disegnata dall’estuario della Gironde.
Perché tutto ruota attorno ai suoi due grandi affluenti: la Garonne e la Dordogne.
Il Pomerol è un vecchio livello del fiume rimasto sopraelevato.
Se lo si guardasse dall’alto sembrerebbe un mandala geologico.
Al centro ci trovereste un banco di argilla blu. Li ci sono le vigne di Petrus.
La cosa speciale è che le lamelle di minerali che formano l’argilla ha una struttura simile a foglie
sovrapposte. La conseguenza è che riesce a trattenere acqua e nutrienti.

Charlotte Perrin

Nel caso dell’argilla blu (il colore
deriva dal ferro) che si forma in ambienti antichi dove l’acqua ha ristagnato, la particolarità è la compattezza.

“Tout est processus, rien n’est vraiment figé.
Il m’arrive de sentir que je saisis quelque chose,
mais que ce quelque chose s’échappe toujours un peu.
“

Tutto è processo, niente è veramente fissato.
A volte mi sembra di riuscire ad afferrare qualcosa,
Ma c’è sempre una particina che mi scappa.

La vite non riesce a penetrarla e si espande in orizzontale. Questo crea equilibrio idrico, maturazione lenta
dell’uva, concentrazione aromatica ( motivo per cui il Merlot acquista un carattere così profondo). La ghiaia sotto l’argilla funziona come un radiatore mantenendo il suolo stabile, meno soggetto a sbalzi termici.
Parzialmente sul banco di argilla e in parte su un miscuglio di argilla e ghiaia c’è Trotanoy. Un nome che è un manifesto, deriva da trop ennuy (troppa fatica, troppo difficile). Visto che il terreno dove nasce è durissimo da lavorare: argilla compatta e ghiaia ricca di ferro che quando secca diventa quasi cemento.

Charlotte Perrin
la tenuta Lafleur

“Je ne sais pas s’il y a de la magie dans l’acte même de créer, mais peut-être dans ce qui surgit quand on partage.
Quelque chose apparaît — palpable, et au-delà de la matière.
“

Non so se ci sia della magia nell’atto di creare,
ma può succedere che sorga quando si condivide.
Qualcosa che appare, al di là della materia.

Il risultato è un vino che rispecchia quella durezza. Tra l’altro appartiene alla famiglia Moueix che possiede Petrus. È proprio a loro venne offerto un altro piccolo appezzamento di terreno confinante con le loro vigne.
Poca cosa, circa due ettari. Il terreno apparteneva a Madame Laubie, un’azienda familiare senza particolare visibilità. Invece dei Moueix acquistó Jacques Thienponte un commerciante di vini belga che farà diventare quel vigneto Le Pin -dal pino che cresceva accanto alla casa-. Un vino leggenda nella leggenda. In questa zona il terreno è sabbia e ghiaia. Qui il Merlot è costretto a scendere con le radici in profondità per trovare lo strato d’argilla e dunque l’acqua. È considerato il gemello sensuale di Petrus. Le Pin é un abito da sera ed è
uno dei vini più cari al mondo.
Se ne fanno all’incirca 7- 8mila bottiglie all’anno. Michel Bettane, un critico
francese, lo definì ironicamente un Garage Wine.

Charlotte Perrin

A 400/ 500 metri da Petrus c’è Chateaux Lafleur sul confine con Sant Emilion. Dove la caratteristica è laverticalità.

Ed è talmente verticale da ricordare… sapete le persone “Io sono fatto così” ? Questo non è un
vino che cerca di piacere.

Des dames-montagnes qui portent des robes d’histoires en guise de paysage,
des livres en tissus pour recoudre des blessures,
des dessins.

Donne montagna che indossano paesaggi, libri in tessuto per ricucire le ferite,
I disegni.

Ma ha una particolarità curiosa: al Merlot è aggiunto un 40/50 per cento di Cabernet Franc, cosa rarissima nel Pomerol. Questa un uva difficile da coltivare ma rende il vino più vicino al
terroir, fatto di un miscuglio di ghiaia argilla sabbia

Peut-être que j’aurais dû te parler de la simplicité des matériaux…
Des stylos, des feutres, des crayons de couleur,

de l’argile, des tissus recyclés, des carnets entassés.

Forse avrei dovuto parlarti della semplicità dei materiali.
Di penne, pennarelli, matite colorate,
argilla, tessuti riciclati, quaderni accatastati

Ici, là, ailleurs, tout le temps :
laisser faire le cœur, la respiration, la mémoire, les mains.

Qui, lá, altrove, sempre il tempo:
lasciare fare al cuore, alla respirazione, alla memoria, alle mani.

Sul lato opposto a parità di terreno Vieux Chateau Certan trasforma l’arco teso di Lafleur in armonia ed eleganza.
La mappa alchemica dei diversi modi d’essere Merlot é conclusa. Ma non la magia. I vini del Pomerol, in bottoglia dopo quindici o venti anni -a volte anche trenta-, sviluppano lo stesso aroma del tartufo.
Noblesse oblige.

www.Charlotteperrin.fr
@charlotte_perrin_

Elisabetta Guida

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