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Un bicchiere di vino

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L’idea è bere un bicchiere di vino. L’obiettivo è fare come dice Kurt Vonnegut “quando sei felice facci caso”. E se fosse il peggiore giorno della vostra vita pensate a Caligola. Una volta andò in un santuario per farsi fare una profezia  -forse dalla sibilla cumana?- e gli dissero che avrebbe avuto la stessa possibilità di diventare imperatore che di farsi una cavalcata sull’acqua del porto di Baia.


Così quando lo divenne organizzò una festa memorabile. Creò un ponte da Baia a Puteoli (la nostra Pozzuoli) con centinaia di navi da coprire quattro chilometri. Li fece ricoprire di terra battuta e tavolati per dare l’idea proprio del ponte e per l’allestimento della festa si affidò a coreografi egiziani, così che dessero quel tocco di mistero. Sopra , chioschi con piatti conditi con polvere d’oro e perle disciolte nel vino, musica, piante. Si dice che alcuni erano talmente ubriachi che cascando in acqua morirono annegati. Ovvio lui cavalcò per dimostrarsi superiore alla profezia.
(le fotografie sono la mappa di Baia e Baia sommersa)

Certo con lo spirito giusto, per festeggiare, basta casa propria.
Ma  a volere approfittare per passare qualche giorno di vacanza…

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Sulle pendici del Vesuvio, c’è un’iniziativa che abbina per “Calici sotto le stelle”  del prosimo  8 Agosto, al Castello di Taurasi, vino e pizza. L’idea è del Movimento Turismo Vino e dell’Associazione Verace Pizza Napoletana.  (L’immagine: https://www.flickr.com/people/94644932@N00 via wikimediacommons


Ci sono  due storie che hanno fatto di Taurasi -oggi il Castello é enoteca regionale- il simbolo dell’Irpinia: la prima riguarda la famiglia Mastroberardino. 

Qui parliamo di Angelo e dell’anno della svolta il 1878 quando salvó dall’estinzione vitigni antichissimi come l’Aglianico (vite portata dai greci tra l’VIII ed il IX sec. A.C) il Greco ed il Fano. Perché quegli anni arrivò un parassita “la Filossera” che faceva marcire le vite e fu fondamentale reimpiantarle. Mentre negli anni 50/70 del 1900, Antonio salvó questi vitigni, dallo Stato, -investendo controcorrente-, che ne incentivava l’estirpaziine a favore di uve “alla moda’ come il Merlot, il Trebbiano ed il Barbera,  indifferente all’identità di un luogo e di lo abita.

Il suo Taurasi Riserva 1968 fu il primo vino capace di portare attenzione globale sulle potenzialità del territorio. E nel 2000 Antonio, che era anche uno studioso venne scelto dalla Soprintendenza Archeologica di Pompei per ripiantare le viti negli scavi secondo tecniche romane basandosi sugli scritti di Columella e Plinio.

“Villa dei misteri” è  il nome del vino ,con i vitigni Piedirosso e Sciascinoso, che se ne ricava. 

La seconda è un Progetto diverso, ma simile nella volontà di un riscatto territoriale, é quello di tre amici, che nel 1959 misero insieme le loro proprietà oltre ad acquistare Antica Hirpinia. Loro non sono classici od archeologici, o meglio l’intento è recuperare il senso della comunità contadina e fare del borgo e del castello di Taurasi una comunità viva. Il tipo di vino che producono ha una struttura snella e non richiede anni di invecchiamento oltre ad essere meno spinti da un punto di vista aromatico.

In tutto questo una curiosità molto noir.

Antica Hirpinia ha una branca della sua produzione (legata ai piccoli coltivatori) che si chiama “Anno Domini 1591” legato a Fabrizio Gesualdo, nato proprio nel Castello di Taurasi, : il protagonista di uno dei fatti di cronaca nera più famosi del XVI secolo. 

Questo soggetto,tra l’altro musicista “visionario”, fu riscoperto nientemeno che da Stravinskij, era un folle totale. Capitó la solita storia: la moglie che si fece l’amante. Lui, il 16 ottobre 1591, per purificare l’onore infangato uccise entrambi infierendo con spada e pugnale. Non pago, espose i loro corpi fuori dalle porte del Palazzo di San Severo a Napoli. 

E ovvio grazie al fatto fosse un principe e alla connivenza degli aristocratici la passó liscia. Ma si sentì in colpa così si ritirò nell’Irpinia più profonda e ogni tanto faceva  frustare i servitori per espiare il peccato. A proposito, per non farsi mancare niente era cugino di San Carlo Borromeo.

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Sarà che mi affascina Petrarca ma adoro le cene in vigna tra i filari nei colli euganei, il sole che tramonta, le luci belle da festa -a volte a lume di candela-, la serata che scolora nella notte e ci si ritrova sotto le stelle. Secondo me è facile incontrarlo qui (il tempo è un costrutto umano, io credo nella fisica quantistica). Poi certo l’evento principale sarà ad Arquá dall’8 all’11 agosto.

Elisabetta Guida

Per saperne di più:
https://mtvcampania.it/prodotto/calici-di-stelle-2025-mtv/

https://www.stradadelvinocollieuganei.it/cene-in-vigna-2025-strada-del-vino-colli-euganei