The Phair è una soglia da attraversare
Dal 22 al 24 maggio a Torino c’è The Phair, proprio oggi, mentre pubblico, l’anteprima stampa dell’edizione 2026.
The Phair non è la solita fiera con un milione di stand. Di quelle dove ad un certo punto non si sa né dove andare né cosa guardare e la confusione scende come la nebbia.

The Phair è un paesaggio da attraversare.
Ci sono spazi vuoti per respirare, poi montagne, le profondità del mare.
Non è una faccenda fisica, ma più un sentire.
Marcorossi Artecontemporanea_ Rune Gunerriusen
Le gallerie selezionate sono poche e posizionate in modo che progetti diversi dialoghino tra loro. Non c’è un tema, ma un immagine guida. L’unica cosa che si può fare è attraversarla, vedere dove porta.

Quella di quest’anno è di Nanda Lanfranco scattata al castello di Rivoli. Protagonista principale la porta, mentre chi la attraversa è Giuseppe Penone, un artista. Filo conduttore: “la soglia”. Una fotografia contenitore di significati. Perché di porte da attraversare ce ne sono tante e tanti e diversi i luoghi in cui si arriva. Ma ognuno deve principalmente fare i conti con il proprio corpo che attraversa il tempo. E Giuseppe Penone è una persona che si è sempre chiesta: “come cresce una forma?”, “Cosa lascia il tempo sulla materia?”, “Dove finisce il corpo e inizia il mondo?”. Che è un po’ come chiedersi: “perché qualcosa è quello che è?”.
E allora mi viene da guardare indietro: la storia.
Quella di The Phair e quella dell’origine della vita, visto che la risposta alla domanda è che qualcosa è quello che è quando raggiunge la consapevolezza di esserlo.
C’era una volta… The Phair. Come nasce una fiera (attraverso le locandine).

C’era una volta… la vita

La fotografia è arte, non un documento: il manifesto editoriale di The Phair.

L’immagine diventa un alfabeto attraverso cui costruire storie. Questa è l’anno della pandemia.

The Phair cerca di capirsi meglio. Si confronta con quello che era, con la ricerca contemporanea .

Comincia a esporre lavori che sperimentano, realizzano pratiche ibride.


Una cellula nasce da una divisione. Ma prima ancora quando comincia ad esistere un confine. Una membrana che differenzia un dentro e un fuori, permettendo scambio, organizzazione, relazione.
La vita comincia da una soglia e da una moltiplicazione ordinata.

Altre cellule si dividono, arrivano ad un numero tra i 16 ed i 32. A Questo punto prima si compattano in una pallina assomiglia ad una mora.
Ma succede che entra liquido dall’esterno, si forma una cavità interna, la massa si spacca e si deve riorganizzare. Le cellule si separano in due zone, l’una formerà la placenta, l’altra il feto.
Prima di arrivare la massa interna comincia a differenziarsi ancora e va e costruire un progetto corpo. E’ l’embrione.
Quando la struttura di base esiste già si comincia a sviluppare e perfezionare ossa, organi, pelle.
Si nasce e si ricomincia: si cresce, si scopre, si cerca. In un circolo infinito.
——————————————————————-
The Phair si mette in relazione con la fotografia internazionale. Torna ad essere oggetto isolato.

Ma nel 2024 più forte dialoga con il cinema ed il teatro.
L’anno dopo The Phair legge la fotografia glamour come un linguaggio artistico.
E tra qualche giorno attraverserà ‘la soglia’.
Elisabetta Guida

p



