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  • Andare,  Arte,  Forme,  Week End

    Noto è un organismo.

    Maggio 14, 2026 /

    Prima c’è la superficie.  Il terremoto devastante del 1693, dove si stima morirono tra le 50.000 e le 60.000 persone. Noto fu letteralmente trasferita in una  zona considerata più sicura.  La  ricostruzione:  fatta di pietra, scale, prospettive: tentativi di mettersi alle spalle la paura.  L’idea era usare la luce della ragione dentro una città costruita come il percorso di una  processione. La morfologia del territorio ha aiutato, il popolo in basso, la nobiltà nella zona intermedia e la chiesa in alto sopra tutto. Da intendere come se ognuno all’interno del proprio mondo, avesse trovato il proprio senso. Ricorda la leggenda della Gerusalemme Celeste: più la casa di Dio, dove l’umanità…

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    Elisabetta Guida Commenti disabilitati su Noto è un organismo.

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  • Champagne,  Tradizioni antiche,  Vino

    Chi è oltre l’errore  (il Qveri) e chi, un cavaliere senza macchia e paura (Vouette e Sorbeé).

    Febbraio 7, 2026 /

    La vita non è prevedibile e la perfezione un punto di vista.. Ma quando si parla di vino, l’errore può essere un problema. Il  sapore della bottiglia preferita deve coincidere  con quello su cui si è immaginato.  Facile parlare di piccola variazione; delle volte una cosina minuscola, senza importanza rovina una giornata. Altre, un sapore che vira anche sololeggermente fa sembrare che si sta bevendo un altro vino. Il Qvevri -il vino georgiano- è oltre. Ma davvero, davvero. Nel 2017 nei villaggi neolitici del Caucaso meridionale sono stati trovati vasi di terracotta con residui di vino -acido tartarico e polline di vite-. La scoperta, datata a ottomila anni fa, è…

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    Elisabetta Guida Commenti disabilitati su Chi è oltre l’errore  (il Qveri) e chi, un cavaliere senza macchia e paura (Vouette e Sorbeé).

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  • Arte,  Casa,  Design,  Food,  Forme,  Fotografia,  Illustrazione,  Terra

    Il potere degli oggetti: le ceramiche di Julie Spako

    Gennaio 21, 2022 /

    Difficile capire quale sia l’identità di una città. Pensate a New York con le sue tante anime. Eppure c’è un minimo comun denominatore: la terra. La scienza che studia il suolo, la posologia racconta che la terra è il risultato di un ecosistema quindi ogni posto nel mondo ha il suo. Dunque l’identità in un piatto di terracotta? Per me si. Meglio alcune ceramiche di Julie Spako sono New York. Ma quale relazione li leggerà ? Tra La a podologia, la scienza che studia la terra, e una favola russa.

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    La vorreste una scultura di zucchero che sembra fatta di neve?

    Dicembre 9, 2024
  • Andare,  Bei progetti,  Design,  Food,  Forme

    Coltivare il deserto. (La Dubai Design Week)

    Novembre 16, 2021 /

    A Dubai il cambiamento parte dall’ identità. Ed è curioso che la città che è stata sempre identificata con il lusso e la ricchezza, è invece una delle più profonde e vere. Le cose non sono mai come appaiono.

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    Elisabetta Guida Commenti disabilitati su Coltivare il deserto. (La Dubai Design Week)

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    La mia Firenze. I manoscritti di Cosimo il Vecchio. Ermete Trismegisto e la Biblioteca Medicea.

    Luglio 5, 2026
  • Inchiesta

    Essere corpo. Un’inchiesta

    Novembre 29, 2020 /

    Nella Grecia Antica chi aveva dalla sua la bellezza era benedetto dagli dei. Ma cosa è bello? Qualche anno fa sembrava che un importante esponente del centro-destra fosse responsabile di un certo modo di pensare. Cioè quell’idea per cui identità e riconoscimento erano legati all’avere un corpo che rispondesse a determinati canoni. Personalmente non credo che si pensi diversamente. Forse questa persona ha solo riconosciuto il fenomeno e portato un modo di pensare alla luce. Oggi ci sono eserciti di miss, fidanzate di e mogli. Beh, Buon per loro, il mondo è bello perché è vario. Perché il problema non è dove una persona trovi la felicità, ma, che un modo…

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Gentili, intanto grazie per essere qui.
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Sappiate però che se proseguite nella lettura il mio  piano Hosting ha un limite di accessi al mese. Quindi loro danno il numero degli utenti, le pagine lette (ma ad esempio non so quale sia la più letta), abitudini. Sono pagine che cerco di evitare  perché inevitabilmente influenzano. La domanda quando decido cosa scrivere è ‘cosa vale la pena raccontare? qual è la mia urgenza? e indipendente da quanti mi leggono. Sarà folle ma troverei ancora più assurdo scrivere qualcosa correndo dietro al piacere dei più. Che senso avrebbe aprire uno spazio e lavoraci? Le parole sarebbero appiccicate come fossero etichette. Io non voglio plastica ma qualcosa di vero.

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Pubblico circa due volte a settimana, all’inizio e alla fine. E non a caso. Quindi a volte capita che esca un articolo solo. O perché la ricerca mi porta davanti a un muro e la mia idea non regge, o proprio non ce la faccio in termini di tempo.

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