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Due case, due modi di vivere: Rembrandt e Bol.
La colazione era un avanzo, del pane raffermo, oppure un pezzo di aringa. Poi, Ferdinand Bol. usciva di casa, inoltrandosi per le strade di Amsterdam. ( questa e la fotografia con la bolla di sapone è mia) Appena ventenne abitava vicino al porto interno, nel Damrak. Oggi in quei luoghi c’è la stazione centrale, ma allora camminarci prevedeva attraversare nuvole di polvere che scappavano dai sacchi, sentire un odore misto di spezie e pesce, fare attenzione a non andare a sbattere contro chi trasportava le merci più improbabili, vedere stoffe preziosissime. Da qui si dirigeva verso Piazza Dam: il centro del potere, dove si commerciava, contrattava, giudicava. Per di…
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Un quadro di Rembrandt per guida turistica. (La ronda di notte)
Stavo parlando con un’amica di cosa faccia la grandiosità di un artista. Secondo noi la risposta è la capacità di mettere l’infinito nell’opera. Cioè quell’eternitá che ti permette di identificarti, dunque di amare ma anche detestare perché è come se l’ eternità e l’identità andassero di pari passo e servisse l’una per capire l’altra ed ogni artista avesse la sua particolarissima specializzazione. Ma il punto in questo articolo è Rembrandt, con la sua “Ronda di notte”. Intanto il potere speciale dell’artista è il dramma. Non che la cosa fosse -all’epoca- universalmente riconosciuta. Proprio i protagonisti di questo ritratto di gruppo ebbero qualcosa da dire visto che pagarono 100 fiorini (un…





