Strati invisibili. L’arte astratta e le facoltà medianiche. Ma soprattutto cos’è uno e cos’è l’altro. Georgina Houghton
Nel 1871 Georgina Houghton affitta una prestigiosa sala londinese per esporre circa 155 opere. Erano legate da un unico significato: insieme disegnavano il mondo com’è, la struttura invisibili della materia.

Ci sono tanti modi di intendere la sua cosmologia, quanti quelli di definire cosa sia davvero una medium.
Per Georgiana Houghton si trattava di parlare con persone che erano passate oltre ed essere il tramite della conoscenza più preziosa, quella che non si riesce mai a raggiungere.
Di fianco: ‘Flower and Fruit of Henry Lenny’ 1861, pubblico dominio via wikimedia.
Per Georgiana Houghton questo era il ritratto spirituale del suo primo spirito guida. pensava che fiori e frutti fossero forme reali del mondo spirituale. il fiore era l’essenza di una persona; il frutto ciò che quell’anima aveva prodotto. Le volute verdi sembrano rami, invece è quello che tiene insieme il tutto.
Sotto a sinistra: ‘Floewer of Samuel Warrand’, 1862, via Wikiart, Pubblico Dominio.
Samuel Warrand viene mostrato con occhi, naso, bocca, ma a tenere insieme tutto c’è l’energia: la curva, il nodo, il frutto. Soprattutto il cambiamento l’idea che ttutto è in crescita e si trasforma in qualcos’altro. Per Georgina Houghton siamo un intreccio. i suoi ritratti infatti sono lenti, stratificati ed i colori hanno significati simbolici.

Sotto a destra: ‘The Flower of William Harman Butler” 1862, via Wikimedia, Pubblico Dominio

Georgiana Houghton non era un personaggio teatrale o eccessivo. Di lei si sa pochissimo, si trattava di una signora dell’alta società vittoriana con una vita molto discreta, molto educata, si dice fosse timida. Lei stessa racconta che le facoltà medianiche arrivarono con la morte della sorella Zilla. Frequenta i circoli spiritici di allora.
Gli stessi che poi fonderanno il College degli studi psichici e che smaschereranno medium come Helen Duncan. Fu accusata di frode perché l’ectoplasma che lei diceva di fare apparire erano garze e tessuti che lei ingeriva e poi rigurgitava.
Perché essere una medium nel 1800 era una cosa davvero seria.

Nel senso che in quell’epoca la scoperta dell’elettricità, del telegrafo, il magnetismo, le onde, i raggi x, facevano pensare che l’invisibile dovesse essere indagato.
Di fianco una ‘fotografia spiritica’. Al centro Georgina Houghton, alle sue spalle Mary Elizabeth Tebb e Agnes Guppy-Volckman. Quest’ultima era considerata una medium potentissima. Era legata agli ambienti di Alfred Russel Wallace il co-scopritore della teoria dell’evoluzione insieme a Darwin, che credeva sinceramente allo spiritismo. Il fotografo era Frederick Hudson.
Se interessa Georgina Houghton nel 1882 pubblicò “Chronicles of the photographs of spiritual beings and phenomena Invisible to the material eye’.
Per sfogliarlo:
– Archive.org
L’immagine che ho pubblicato è di Pubblico Dominio ed è stata pubblicata su Wikimedia.
Lo spiritismo nasce negli Stati Uniiti con le sorelle Fox che sostenevano di comunicare con uno spirito con colpi e rumori. Dopo qualche anno arriva in inghilterra si organizzano conferenze, sedute spiritiche, circoli medianici a cui partecipano scienziati, medici, aristocratici, scrittori – Conan Doyle fu uno spiritista convintissimo-.
Si voleva sapere, non era solo questione di parlare con i propri cari.
A proposito Georgina Houghton disegnó ‘la cosmologia’; mostró ‘come sono le cose’ e del perché una forma ha una forma. Disse di essere stata guidata dalle sue guide. La mostra del 1871 fu il modo per trasmettere il messaggio.
Chi si presentava in Bond Street presso la New British Gallery riceveva un catalogo, oggi sarebbe un opuscolo di 32 pagine, che lo aiutava ad orientarsi tra simboli, rivelazioni, mappe spirituali.
Se interessa il link alla Victoria Library per leggerlo:
Catalogue of the spirit drawnings in water colours, !871
Per Georgina Houghton dipingere era un compito.

Il risultato fu un disastro. E non per quello che andavano significando i quadri, ma per il tipo di pittura. Le persone non era pronte a vedere. Attorno all’immagine c’era un’altra aspettativa, un’altra cultura. Bisogna dire che lei si considerava una donna del suo tempo.
Di sicuro avrebbe rifiutato di essere vista come un’artista astratta.
Riteneva di dipingere il vero cioè come se una montagna fosse una montagna, un volto, un volto eccetera. L’unica differenza era si trattava di un’altra realtà. Forse una realtà ancora più vera rispetto a quella che vediamo essendone la struttura stessa.
Di fianco: “The eye of the Lord”, 1862, Pubblico Dominio, via Wikimedia.
Poi non si considerava un’artista, solo il tramite attraverso cui gli spiriti comunicavano.
Ma per molti studiosi d’arte, i suoi vortici, le spirali, i colori e anche lo stile particolarissimo erano la nascita della pittura stratta: la rivoluzione . Perché dire: la realtà non coincide con quello che vediamo significa aprire la porta alla struttura invisibile della realtà. E Georgina Houghton lo fa quando tutto il mondo dipingeva usando prospettiva, corpo umano, spazio realistico, racconto lineare.

Fronte/Retro dell’opera “The house of the Lord”,1870. Secondo cui l’occhio di “Dio” è la vibrazione. Le immagini sono di Pubblico Dominio, via Wikiart.

Nel 2016 l’importantissima Courtauld Gallery dedica una mostra personale a Georgina Houghton indagando esattamente questo aspetto. Così mettendo in relazione la lo spiritismo con il simbololismo e l’astrazione.
Ora, la Courtauld non è una galleria come tante. Nasce nel 1932 con l’intento di dare all’Inghilterra un autoritá culturale internazionale.
Un po’ perché l’arte era vincolata all’ambiente aristocratico, un po’ perché il ventesimo secolo con le sue guerre, la dispersione delle collezioni, la modernità che distruggeva la tradizione. Serviva autorevolezza. Allora, Samuel Courtauld, Robert Witt e Lord Lee crearono un centro capace di formare esperti, costruire archivi, insegnare a leggere l’arte. E per farlo sviluppano fototeche immense, dipartimenti scientifici, studi su dipinti, restauro, catalogazione eccetera.
Insomma la Courtauld diventa il posto dove gli artisti entrano nella storia dell’arte.
Quando la mostra di Georgina Houghton arriva nelle sale della Somerset House -il palazzo neoclassico sulla riva del Tamigi- è un po’ come se si riconoscessero gli artisti della Londra sommersa, traballa l’idea di razionalità, progressione lineare.

Con Georgina Houghton l’interiorità diventa il meccanismo attraverso il quale l’arte si trasforma.
Dunque qual è l’altro significato che si attribuisce alla parola “medium”?
Di fianco: ‘The Love of God’, acquarello e Gouache su carta. Pubblico Dominio, via Wikimedia.
Per la Courtauld Gallery -e per una grossa fetta di contemporanei- é entrare in contatto con la propria interiorità. Certo profondamente con stati di trance, meditazioni. In poche parole, lasciarsi attraversare senza esercitare un controllo.
Il minimo comun denominatore tra i due significati è che essere una medium significa vedere gli strati invisibili di persone, cose, luoghi.
Oggi, delle155 tele originarie ne rimangono 46.
L’artista non entrò mai nel mercato dell’arte, non era una pittrice canonica né una figura istituzionale. Dunque non c’era interesse a conservare, catalogare e molte delle sue opere andarono disperse. La cosa curiosa è che il nucleo principale (circa 35) é conservato alla Victorian Spiritualist Union di Melbourne. Finirono lá perché l’associazione cominciò a raccogliere materiali storici legati allo spiritismo inglese. Senza di loro probabilmente avremmo poco o nulla.
Io immagino Georgina Houghton come l’uomo nella caverna di Platone, riesce a liberarsi ed esce per vedere il mondo. Ma gli altri, noi che siamo incatenati al suo interno e possiamo vedere solo le ombre non siamo in grado di sapere.
Elisabetta Guida



