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Riflessi

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L’idea di questo articolo e’ scrivere su come noi creiamo le cose e come loro ci influenzano. Premesso che intendo per cosa tutto il mondo che abbiamo attorno, senza distinzioni, ho pensato di fare un articolo specchio:

Anima

La realtà è materiale da modellare. E qualche giorno fa a Bologna, all’Accademia di Belle Arti, ho partecipato ad un dibattito con Angelo Cruciani, il fondatore di Yezael. Per lo stilista gli abiti sono il tramite attraverso cui si esprime.
Poi se si guarda dentro a questi tagli e tessuti si trovano gli elementi che creano il composto:

1- l’emarginazione e il coraggio.
(Ha raccontato, all’accademia di belle arti di Bologna, che i suoi vestiti sono ‘armature’ :luoghi dove sentirsi più forti. E certo merito del passato: è nato e vissuto in un paese piccolissimo e come in tutti i paesi se non ti uniformi la vita è dura. Ma succede che giovanissimo diventa modello di Calvin Klein. Allora chiunque penserebbe ’voila’, invece viveva la dicotomia tra super bello in passerella e il sentirsi la persona meno attraente dell’universo.
2- Comunicare, vivere, esprimere se stesso.
(di avere scelto di cominciare con abbigliamento sportivo tipo i jeans da Miss Sixty perche’ e’ come si veste la maggioranza delle persone e quindi poteva dire la sua.)
3- 100% di desiderio (perché funziona come il terzo occhio, la seconda vista che va oltre l’apparenza).

Ma Il punto e’ che, le cose, sono la forma di quello che siamo. Passato, presente, aspirazioni… tutto un frullato.

Mi viene in mente Hoperaperta. Alla design week avevano creato un’esposizione tra una boutique (lo Spazio Banner) e l’hotel Ariston tutta c’entrata sulla forma nello spazio e nel tempo. Cioè : possiamo avere delle ‘cose’ una visione assoluta come se vivessimo nell’infinito incorruttibile e l’eternita’ sia l’ordine del giorno?

Corpo

Le cose sono un mondo inesplorato: significati nascosti dentro materiali sconosciuti. Perché l’incredibile che stiamo vivendo e’ l’dea del ’riciclo’ come moda ecologica. Invece credo sia tutta un’altra questione, cioè di materiali e quanto questi materiali esprimono. Alla fine e’ una possibilità in più… come una nuova parola per dire qualcosa.

E poi c’e’ la questione principe, vale a dire: che potere hanno le cose su di noi?
Intanto credo che non riusciamo a coglierne tutte le sfaccettature. Mi e’ capitato di indossare un profumo, dopo un po’ di tempo, e sentire che era diverso. Ok la stagione, Ok che io sono cambiata, ma la parte interessante e’ che il mio cervello abbia accantonato un odore o comunque la durata della persistenza.
Certo resta che le ’cose’ hanno un grande potere su di noi. Mentre ero da De Padova e vedevo la libreria stracolma di oggetti – durante la design week hanno ricostruito un pezzetto del salotto di Paul Smith (complice la collaborazione per il divano ‘Everyday Life’) e lo stilista ha portato oggetti dalla sua casa di Londra- ho pensato alla settimana enigmistica.
Sapete quel gioco dove unendo i puntini si scopre una figura? Perché ha pensarci delle le cose sono porte che ci ’costruiscono’… come se la loro funzione fosse quella di uno specchio, ci fanno vedere chi siamo e ci portano verso altre mete. Beh, questa è la mia idea.

Che il nostro rapporto con le cose sia un riflesso? Magari anche loro si stanno chiedendo la stessa cosa!
Elisabetta Guida