Prima di San Pietro. San Giovanni in Laterano e le sue storie in un menu.
Importante– l’articolo è impaginato su due colonne, se mi leggere da uno smartphone si scompaginerà.
Il 18 Aprile 1506 fu posata la prima pietra della basilica di San Pietro, poi conclusa nel novembre 1626. Quest’anno compirà 400 anni: ma prima?
Questa è una storia che comincia con una guerra. Ufficialmente sarebbe stata in gioco l’identità dell’impero: Roma avrebbe continuato a credere negli dei o sarebbe diventata cristiana? In realtà la solita una sordida guerra per la conquista del potere: propaganda, simboli, costruzione del consenso.

Qualche secolo prima, una famiglia potentissima -i Laterani-, cadde in disgrazia-. Plauto coinvolto nella congiura contro Nerone, venne giustiziato e i beni di famiglia confiscati. Così l’area che parteneva ai Laterani passa nelle mani dell’imperatori che si succedono fino a Costantino -vincitore della guerra- che la regala alla chiesa e ci costruisce il Vaticano dell’epoca. San Giovanni in Laterano.


C’era una chiesa simile ad un tempio romano. Poi il palazzo e un’infinità di storie. Le immagino messe in un menu.
Antipasti
– Veleni vari serviti in sale di ricevimento fastosissime.
Cronache tedesche raccontano di cardinali morti improvvisamente dopo avere cenato in Laterano. Alcuni racconti dicono che durante il conclave del 1216 si tentò di fare filtrare vino avvelenato nelle stanze di chi avrebbe dovuto decidere. Nel 1268, durante un conclave, Clemente IV -ostile ad alcune famiglie romane- muore improvvisamente senza apparenti malattie pregresse. Papa Leone III fu aggredito e quasi accecato (sembra abbia recuperato miracolosamente la vista in un secondo momento) sulla scalinata della cattedrale.
– Assedi & Congiure
Nel XII, XIII secolo, i papi erano eletti in laterano. I cardinali erano rinchiusi e circondati da guardie armate. Alcune famiglie romane cercavano di abbattere le porte della stanza dove erano riuniti ed influenzare il voto con le vie di fatto. Per condizionare il voto c’erano rapimenti di cardinali, di parenti ed amici.
Da accompagnare con uno Champagne blanc de blancs Salon.

Il vino perfetto per un luogo dove tutto è impeccabile ma niente è sicuro.

Piatti Principali
– Processo a un cadavere

Papa Formoso nell’ 897 era già morto da nove mesi quando il suo successore Stefano VI decide di metterlo sotto processo.
Allora aprono la tomba, lo vestono da Papa, lo issano sul trono all’interno della basilica e nominano un avvocato del diavolo che risponda per Formoso. Finí con una condanna, il cadavere dichiarato colpevole e dopo avergli strappato i paramenti papali, tagliate le tre dita della mano destra -quelle attraverso cui impartiva le benedizioni- fu trascinato per le strade di Roma e poi gettato nel Tevere.
Stefano VI apparteneva alla fazione rivale, aveva le necessità di rendere illegittime, decisioni, nomine ecclesiastiche, incoronazioni. Lì per lì funzionò, ma poi arrivó il terremoto, crolló una parte della basilica. I contemporanei lessero l’episodio come un segno della collera divina. Stefano VI deposto, messo in carcere e assassinato. Mentre Formoso, pare riemerse dal Tevere regalando qua e lá miracoli.
Da accompagnare con un Amarone della Valpolicella .

L’uva per fare l’Amarone sono fatte appassire per tre o quattro mesi (a volte di più).
Vita dopo la morte!

In più l’alto valore alcolico dá un senso di vertigine
– La spy-story
Se mai si capita in San Giovanni in Laterano é facile notare un sarcofago con la statua di Lorenzo Valla. Ancora più semplice dedurre che quella sia la sua tomba. Invece fu solo il tentativo di mettere a posto le cose di molto posteriore alla sua morte, era 1825.
Lorenzo Valla è del 1407, negli anni ‘30 si trovò nel mezzo di una lotta politica. Alfonso V d’Aragona voleva il Regno di Napoli ma il Papa gli preferiva altri pretendenti.
Lorenzo Valla che lavorava per Alfonso gli fornisce la legittimazione ideologica. Scopre che la “Donazione di Costantino” che la chiesa usava come strumento politico era un falso autofabbricato. La storia che si raccontava era che Papa Silvestro avesse guarito l’imperatore romano dalla peste così come ringraziamento ricevette Roma, l’Italia e L’Europa. Ma il documento é di molto posteriore a Costantino: il latino è medievale; i riferimenti a certi circoscrizioni amministrative sono a dire poco curiose visto che erano inesistenti ai tempi dell’impero. La Chiesa non può negare: sceglie di ignorare. La soluzione è silenzio controllato & assorbimento di Valla nel sistema. Nicola V lo chiama a Roma e diventa parte del progetto culturale papale. Nel 1457 Lorenzo Valla muore e viene sepolto nel cuore del potere ecclesiastico, a San Giovanni in Laterano. Poi, dopo qualche anno, iniziano i lavori di ristrutturazione, la tomba viene rimossa, un pezzo di Lapide usato come materiale di rinforzo.
Ad oggi non si sa dove sia il suo corpo.
Da accompagnare con un Soave Classico, perché è un vino che smaschera.


Contorni
– Passaggi Segreti

Sembra che nel Chiostro del Laterano ci fossero passaggi segreti che collegavano il palazzo papale alle mura aureliane.
Alcuni racconti, del 1500, parlano di cripte sotterranee dove sarebbero stati sepolti papi scomodi, mai registrati ufficialmente.
– Il drago
Secondo una tradizione medievale sotto il palazzo viveva un drago che terrorizzava la città. Fino a che Papà Silvestro non lo scacció.
– Il volto di Cristo disceso dal cielo
Sembra che nella cappella privata dei papi era custodita una immagine di Cristo non fatta da mano umana, capace di fermare pestilenze ed incendi.
Da accompagnare con un Etna Rosso.

Questo è il vino delle soglie che sta tra il sopra ed il sotto.
Il dolce
– La Scala Santa

La leggenda vuole che fosse la scala che percorse Gesù per arrivare da Ponzio Pilato. Portata a Roma congiungeva il primo piano del palazzo papale con la cappella privata del Papa, il “Sancta Sanctorum”. (Nasce da qui la parola usiamo colloquialmente).
Durante Rinascimento il palazzo é ormai fatiscente, si decide di ristrutturare. Ma tale era la credenza che la scala santa fosse originale, che venne fatta smontare e poi rimontare in un palazzo di fronte alla basilica dove si trova ancora oggi.
Da accompagnare con un Pedro Ximénez. Scurissimo, densissimo, quasi masticabile.
fatto di uvetta, fichi secchi, melassa. Non è un dolce, è un peso. Si arriva in cima che quasi si è schiacciati. E’ un vino che non consola, come la scala, che ancora oggi è considerata espiazione.

Le fotografie della Basilica sono una Cortesia di San Giovanni in Laterano.
Elisabetta Guida



