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L’inferno. Esiste, Non esiste, di sicuro l’Aldila’ è un dedalo.

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Ma com’è questo inferno? Esiste non esiste? Ricordo che il mio professore di Filosofia del Diritto fu licenziato dall’università  che frequentavo perché disse ,in un’intervista ad un famoso settimanale, che l’inferno non esiste. E non è il solo che sostiene la tesi. 

Prendete gli Shintoisti, la religione più antica del Giappone, per loro il concetto stesso di peccato non ha ragione d’essere (essendo noi umani figli degli dei basta il cuore a ripulire il male) dunque come potrebbe esserci l’inferno? La vita è fatta di più vite e quando finiamo questa si passaal livello successivo: abbiamo l’upgrade come le app! 

Poi ci sono gli ebrei che su quello che sarà l’aldilà hanno diverse opinioni.  Tra le molte c’è’ chi pensa che l’eternità è dell’umanità -e non del singolo- altri che il paradiso sia un banchetto eterno e l’inferno è non far parte degli inviati. 

Certo ci sono religioni incrollabilmente convinte dell’esistenza dell’inferno.


Intanto se ci si figura l’inferno come un luogo di fuoco e fiamme… dovete sapere che sul punto c’è un aspro dibattito. Qualche anno fa un gruppo di fisici, studiando alcuni passi della Bibbia, avevano ipotizzato che si trattasse di un luogo freddissimo. Tuttavia le Assemblee di Dio -una chiesa cristiana evangelica pentecostale- non sono assolutamente d’accordo. E non solo riguardo alle basse temperature, ma anche nei confronti dell’idea, di chi ritiene che le fiamme siano un allusione a ben altri tormenti.

Forse a mettere d’accordo tutti ci pensano i buddisti che di mondi infernali ne hanno centinaia di migliaia e se ne possono trovare sia caldi che freddi.  Beninteso ognuno con un suo tempo di permanenza -perché niente è per sempre: la durata è commisurata al tempo necessario per fare esaurire l’energia negativa accumulata- e ci si arriva non per via del giudizio di qualcuno ma perché il male che si è fatto non permette di attrarre altro. Ma, fermo il funzionamento della struttura, se all’origine  delle cattive azioni c’è stata  avarizia o gelosia… allora cambia tutto perché ci si ritrova trasformati in un ‘preta’. Cioè esseri con bocche piccolissime e stomaci giganteschi che vagano per tutti i mondi esigenti con una fame che non riusciranno a spegnere. 

In tutto questo è garantito che quello che si dice sull’inferno siano solo ipotesi e sentito dire. 

Perché anche se si potesse attraversare il velo di Maia e andare a farsi un giro, sembra difficile identificarne la stessa posizione geografica.

A proposito alcune tradizioni del giorno dedicato ai  morti sembrano dare una risposta lapalissiana al tema. In Messico decorano le tombe con le candele e i fiori di calendula coloratissimi per permettere a chi è passato oltre di trovare la strada di casa. Mentre in Giappone usano le lanterne, non solo per aiutarli a tornare ma anche per dare una mano per segnalare la strada verso loro nuova dimora. Insomma  indipendentemente da dove siano diretti, e a cosa ci sia oppure no, l’aldila e’ un dedalo. 

Resta nell’antica Roma, si credeva che l’entrata dell’inferno fosse a Cuma (nei pressi Campi Flegrei),   per Dante  poco lontano da lì, nei dintorni del lago d’Averno. Ma non c’è neppure la certezza che  si trovi sottoterra. A guardare l’etimologia  la parola inferno deriva da Inferos, ciò che sta sotto, ma se appena ci spostiamo in altre culture c’è chi lo colloca sulla cima di una montagna o. In luogo indefinito sovrapposto al nostro mondo, piuttosto che appena al di sotto delle onde del mare.

Cosa aggiungere se non un altra domanda: secondo voi i vampiri e i mostri vari quando muoiono dove vanno? Smetteranno semplicemente di esistere come in Twilight?

Elisabetta Guida