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La bellezza secondo Haec Dies

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Per me il difficile è scrivere un articolo in cui sia parte la religione visto che  Filippo Sorcinelli si sente rappresentato da quella Cattolica e la esprime attraverso la propria creatività.  Penso al dolore che questa credenza ha causato, alle imposizioni, al buio. E comunque fatico a vedere l’amore in una qualunque delle religioni strutturate (chiaro parlo per me).

La parte facile è la meraviglia dei suoi profumi.
(Sottolineo che questo articolo non è una marchetta, è da stamane alla presentazione del suo monomarca che penso se scriverci). 

Mi piace Haec Dies, l’ho sentito fatto vibrare nell’aria, poi sulla mouillette e l’ho trovato sinuoso, leggero, luminoso, molto morbido. (Mentre scrivo l’ho provato sulla pelle. Non mi piace spruzzato direttamente. ma se si crea la nuvola e si entra mantiene la leggerezza)

Eppure… racconta una storia di morte, paura e sgomento: il flacone di oli preziosissimi di aloe e mirra che si infrange a terra, dopo che il gruppo di donne che era andato a lavare e profumare il corpo di Gesù, si  accorge che la pietra del sepolcro e’ stata spostata ed il cadavere è sparito.

In questo profumo c’è l’intenzione, da una parte ,di affermare che la morte non esiste, dall’altra mostrare la bellezza collaterale del dolore (mentre Sorcinelli ho pensato proprio al film di Will Smith). E lo fa anche con il packaging. L’elemento più particolare dentro cui è custodito Haec Dies è il tappo: una pietra e riprende la forma dei massi che bloccavano l’entrata della tombe. Le scatola si apre in quattro, dice  “ad ali”, ed è rivestita di polvere e sabbia per ricordare Il luogo di sepoltura. E se mai vi capiterà di ordinarlo la bottiglia vi si presenterà coperta da un panno di lino. 

Certo chi è sorretto dalla fede parte da altri presupposti ma se i pagani come me se li dimenticano… credo che Haec Dies parli un po’ a tutti. Anche se personalmente non sia così sicura che ci sia un dopo, l’unica verità che mi sento di diffondere è che il principe azzurro esiste e fosse anche solo, per una frazione di secondo lo s’incontra: matematico! Per il resto penso che la vita sia un mistero, un’avventura. Anche il dolore è una sensazione che deve essere sperimentata (conosciamo per opposti). In definitiva soffriamo perché viviamo e c’è una fine perché c’è stato un inizio. 
A proposito trovo bellissimo (ma bellissimissimo) il nome della collezione di cui Haec Dies fa parte: “delire de voyage”. Per andare ad annusarlo, il monomarca Filippo Sorcinelli, in Via della Moscova 10.

Domani 1 Aprile alle 18.30 sulle note profumate di Trompette 8, un percorso sinestetico. Incenso, organo (Filippo Sorcinelli è un musicista) e chiesa San Carlo al Lazzaretto. Non sarà un concerto dove le persone stanno sedute, ma se si vorrà si passeggerà. Poi cena immorale (a casa propria o)  su invito.

(Ho sentito trompette otto questa mattina, è un viaggio nel medioevo. Certo c’è l’incenso ma anche il peperoncino ed il pepe nero. È ispirato all’organo di Notre Dame, nello specifico alla tromba. a uno dei registri d’organo più antichi, ed il tappo riproduce il tirante della cattedrale parigina).

Elisabetta Guida