Arte

‘Kiefer. Le Alchimiste” è un filo conduttore. (Dichiarazione d’intenti)

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A Palazzo Reale c’è Kiefer.
Premesso che tutti  abbiamo bisogno di risorgere da qualcosa, l’artista tedesco ne ha fatto il suo pezzo forte.

Di fianco, Kiefer. Le alchimiste. Milano, Palazzo Reale, Sala delle Cariatidi. Installation View. @Elabialkowska, Okno Studio.

A proposito c’è una fase del processo alchemico, si chiama “putrefatio” -alcuni testi parlano di Nigredo- dove la materia diventa liquida per diventare altro, assumere un altra forma.
L’idea è che non si può fare niente se prima non si disfa, affronta e digerisce il passato. Ecco, questo è il luogo. E Kiefer si concentra su questo “pentolone” in eterna ebollizione. Il suo punto di partenza è la Germania dopo il 1945, distrutta fisicamente, devastata dal nazismo, piena di silenzi e rimozioni.

A sinistra, Anselm Kiefer -Sophie Elisabeth Von Clermont-@Ansel Kiefer. Sotto, Anselm Kiefer – Lady Margareth Clifford of Cumberland- @Anselm Kiefer

Nel caso di Palazzo Reale protagonista é un composto -che nel corso del tempo si disfato e ricreato- che chiamiamo “scienza” e che in una delle sue fasi è chiamata alchimia. In quel periodo vissero un gruppetto di donne, dimenticate,  che hanno contribuito alla conoscenza attraverso l’analisi, l’esperimento e l’osservazione dei fenomeni naturali. A loro Kiefer, con 42 tele, che vanno a formare un opera unica, rende omaggio. 

Sopra: Kiefer. Le alchimiste. Milano, Palazzo Reale, Sala del piccolo lucernario. Installation view. @Elabiolkowska, Okno Studio.

Tra le tante, Caterina Sforza, autrice di un manoscritto contenente più di 450 ricette  di  medicamenti, cosmetici, formule alchemiche. Isabella Cortese a cui è attribuito uno dei più celebri libri segreti del rinascimento. Ma non si sa se sia un nome di fantasia o una donna reale. C’è Anne Marie Ziegler legata alla corte del duca Julius of Brunswick-Wolfenbüttel, che fu condannata al rogo per avere promesso trasmutazioni impossibile,  avere parlato dell’ordine religioso in maniera arrogante e tracotante, eresia, pratiche magiche. E sla moglie di Nicolas Flamel: Perenelle. La quale sarebbe stata la custode del segreto secondo cui Nicolas avrebbe scoperto il segreto della pietra filosofale. Pare che lei fosse la prova vivente della riuscita dell’opera. 

Sotto, Anselm Kiefer -Martine de Bertereau- @Anselm Kiefer. Di fianco, Anselm Kiefer -Perenelle Flamel- @Anselm Kiefer

Kiefer ha lavorato a questa grande opera  dal 2023 al 2026, appositamente per la Sala delle Cariatidi, una stanza  “sospesa” tra festa e tragedia, all’interno di Palazzo Reale e con una storia tutta particolare. Nel 1700, lì si tenevano, balli, incontri diplomatici: era il luogo della celebrazione del potere. 

Kiefer. Le alchimiste. Milano Palazzo Reale, Sala delle Cariatidi. Installation view. @Elabialkowsta Okno Studio.

Appariva come se la struttura fosse retta da statue femminili, da qui il nome di Sala delle Cariatidi. Poi nel 1943 una bomba la squarciò. Le cariatidi rimangono in piedi, ma sono mutilate e segnate dal fuoco. Si scelse di non restaurarla completamente e questa fu la svolta tanto che dieci anni dopo, Picasso, volle esporci “La Guernica”.

E In questi giorni , precedute da molte altre mostre, c’è “ Kiefer, le alchimiste”.
Si stabilirà o meno una connessione tra l’artista e te mi stai leggendo non si può sapere. Se l’arte fosse bella, perchè lo dice qualcuno, sarebbe marketing. Le opere funzionano come le persone, possono piacere oppure no. L’unica cosa da fare è andare e vedere se si è travolti. C’è tempo fino al prossimo 27 settembre.
Ma fin qui l’ufficialitá perché Kiefer è solo l’occasione per qualche di articolo che disseminerò nel tempo. Per un paio di argomenti sto  aspettarndo  le autorizzazioni alle pubblicazione delle mie fotografie. 
Con questo piccolo articolino e le mie dichiarazioni d’intenti vi saluto.

Di fianco Anselm Kiefer – Marie de Bachimont- @Anselm Kiefer.

Elisabetta Guida

Articoli a seguire:
– Una passeggiata per la Milano alchemica.

–Sulle tracce di un bestseller rinascimentale. Isabella Cortese, le tipografie clandestine e Venezia

(In aggiornamento)

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