CasaDesignFormeIllustrazione

Il mondo del sottopelle… caccia al desiderio nascosto

Share

Nella Galleria di Rossana Orlandi la prossima settima -per la design week- sarà presentata Anatomic, un’opera un po’ sdraio, un po’ arazzo ed un po’ gioco da tavolo (!) creata da Nynke Tynagel & Byborre, per inCC.  (Lei un artista, loro degli sperimentatori tessili). 

E wow; doppio wow, aldilà  del gusto personale, perché si tratta di un oggetto  magico. (Nel senso che… è tutto quell’insieme di significati intriganti, rivoluzionari, liberi che porta con se ‘). Appare come una seduta  ma diventa una qualcosa da guardare, toccare (è una maglia morbida in 3d), esplorare, appendere.  
Ma l’incredibile, a volere riassumere in una manciata di parole sarebbe… : caccia al desiderio nascosto.

Mi spiego: giusto domenica avevo sentito una conferenza secondo cui, ricerche nelle  neuroscienze sarebbero arrivati alla conclusione che il pensiero arriva solo dopo, prima c’è tutto il mondo sensibile.

A pensarci una vera rivoluzione copernicana, un po’ come quando a scuola ci dicevano che l’evoluzione fu la conseguenza di un maggiore sviluppo intellettivo, invece è stato l’esatto opposto -abbiamo semplicemente cominciato a mangiare meglio e questo ha innescato i cambiamenti biologici che ci hanno portato dove siamo. Ma tornando al binomio ragione/sentimento, sembra che le emozioni siano le responsabili dell’80% delle nostre decisioni. Meglio: la nostra bussola, quando si tratta di decidere che direzione prendere,  è  il sottopelle, vale a dire quell’insieme emozioni, sensazioni che liquidiamo come effimere ma che in battito di ciglia, prima ancora del pensiero razionale, hanno fatto un bilanciamento tra costi e benefici.

In tutto questo: Anatomic.
Perché il principio è farsi condurre dallo sguardo e toccare reni, fegato, cuore ecc… e con questo ristabilire una connessione profondissima con il nostro se’ e con l’altro. 

L’idea di Nynke Tynagel (che ha il nome di una principessa di qualche antico regno incantato) è stata quella di creare un opera che parlasse dell’innato bisogno di intimità dell’essere umano, e dunque ha pensato di cominciare  da ciò che tutti condividiamo: il corpo, disegnandolo nella maniera più cruda e più nei minimi termini. In questo modo, arrivare a sentire il desiderio che ci definisce; quello che ci porta dove saremo in qualche futuro.  Come se, attraverso i sensi, liberiamo la nostra ragione d’essere e contemporaneamente gettassimo un ponte verso l’altro. Viene in mente  neotomismo, la corrente filosofica di epoca ‘Sartre’ secondo cui non esista una cesura tra materia e spirito, piuttosto che corpo e anima, ma è tutto un miscuglio strettamente correlato.

Che l’era del razionalismo sia definitivamente finita e gli intellettuali una razza in via di estinzione?  Beh per quanto mi riguarda farò sacrifici agli dei in tal senso. Ma intanto vi lascio con l’augurio di una design week spumeggiante, leggera e piena di incontri interessanti.
Elisabetta Guida