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Dentro, fuori.

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(L’immagine di copertina è di @LinoLago)

C’è una frase in Harry Potter, Silente dice che quando i tempi sono bui bisogna soltanto ricordarsi di accendere la luce. Interno, esterno: il paesaggio è quello che vediamo ma anche dove passiamo la maggior parte della nostra vita, nel nostro corpo. Ci sono mari, montagne,giornate di sole e di pioggia. 
Sembra che in definitiva è tutta una questione di luce, forse perché è connessa con l’umore, forse con  il modo in cui ci sentiamo. Stati d’animo che fino ad oggi hanno avuto la dignità di una chiacchiera. Ma succede sempre così, almeno fino a quando, qualcuno, li mette sotto gli occhi di tutti. 

Allora si vincono anche i premi, come è successo a Nemo Lighting con la menzione speciale al Fuori Salone 2023.

 Questa è una storia di paradossi, fatti che contraddicono l’opinione e l’esperienza delle cose comune. L’idea è un viaggio nel corpo umano ma senza il brutto di sangue, ossa ed organi mollicci. Più un girovagare tra il sentire. 

Non per niente il nome “Nemo Lighting” è ispirato a quello del capitano di “Ventimila leghe sotto i mari” che con il suo sottomarino Nautilus è arrivato fino a “L’isola misteriosa”. In questo caso l’obiettivo è stato esplorare l’energia, che poi è la luce che ci portiamo dentro.

La rampa di lancio è stata La rampa di lancio è in Via Via Borgonuovo 19, a Milano, dietro Via Manzoni ma lontana dal clamore, all’interno di un cortile, ancora più nascosto, che sembra sospeso nel tempo. Sarà il colonnato, oppure il parco sulla quale da’, ma l’effetto è quello d’essere in un non luogo. Poi, arrivati nello spazio privato di Nemo Lighting e superato l’ingresso… è fatta, ci si trova “dentro” Ron Gilad. 

la prova dell’incantesimo è che qualunque luce  vi troviate intorno, arriva direttamente dal designer isrealiano: nessuna spina è collegata alle prese. Con lo sguardo accende la luce, oppure in un immagine che sembra un ologramma  preme un’ interruttore e modifica e crea  l’illuminazione della stanza in cui le persone si trovano. Si naviga tra il conscio e l’inconscio. Sembra di vedere da dove nascono i pensieri.

Dunque cos’è un paradosso? Forse il suo pregio è proprio quello di essere contrario alla logica e al pensiero comune.

Oppure si liquida la questione come teorie astruse, giochi mentali, arte. Ma allora come la mettiamo con Jung e Pauli?

Il primo psicologo, antropologo, filosofo ecc… L’altro, premio Nobel 1945, definito dalla comunità scientifica “la coscienza della fisica”, la mente, con Niels Bohr dietro la fisica quantistica. In comune il desiderio di creare una teoria che collegasse la mente, alla fisica.

Perché, nel mondo reale il ventaglio di possibilità di quello che può accadere, si riduce ad una? Cosa succede sul crinale? Perché alcuni eventi escludono la legge causa- effetto? . Per Roger Penrose, Nobel 2020, questo potrebbe essere la base della coscienza.


Sembra che Pauli avesse trovato la soluzione. In punto di morte chiese di vedere Jung, probabilmente per confrontarsi sulla soluzione. Non venne esaudito; di sicuro avrebbe avuto a che fare con il numero 137, come per Kepler era il 3, per via della -solita- teologia cristiana. E per ,Fludd il 4, per le 4 membra, le 4 stagioni, i 4 elementi, la base della Kabbalah.
I due si erano conosciuti perché ad un certo punto della sua vita Pauli volle sapere cosa fosse l’amore! Lui, con un matrimonio finito dopo pochi mesi e che non accettava incarichi all’università se non erano in città con quartieri a luci rosse e con una vita notturna di rispetto. Jung volle in cambio della psicoterapia lezioni di fisica, intanto Pauli s’interessava di psicologia. Scrissero insieme “l’interpretazione della natura e della psiche”. Riuscirono a pubblicare solo dopo la morte della seconda moglie, nel 1985 , che ne osteggiò la pubblicazione perché considerava questi temi carnevaleschi. Oggi il carteggio tra Pauli e Jung. Oltre agli studi di psicologia del fisico, é conservato al CERN di Ginevra.

Certo ci vuole coraggio sia per fare fronte alla scienza “da reclam” che agli uffici marketing.
Elisabetta Guida