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Chi ha ucciso Tycho Brahe? Idea per un weekend a Copenaghen

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Quello che si sa sulla morte di Tycho Brahe fu che morì il 24 ottobre 1601 a seguito di  un banchetto. La leggenda racconto che dopo avere ingerito una quantità esagerata di alcolici (a Praga in queste occasioni non veniva servita acqua), si trattenne dall’alzarsi da tavola e si provocò un blocco urinario. Ma andò davvero così?
La pista danese.

Per credere alla morte naturale, la sua salute avrebbe dovuto essere molto compromessa. Certo aveva 54 anni, quindi età presumibilmente compatibile con prostata ingrossata, calcoli. 

Tuttavia nessuna cronaca anteriore all’episodio che lo portò alla morte parla di problemi urinari o renali. Anzi, lo descrivevano come un uomo forte e robusto amante dei banchetti.

Nel 1901 fu riesumata la salma di Brahe; poi nel 2010 da parte di scienziati cechi e danesi. Cercavano tracce di metalli pesanti, nello specifico il mercurio,  perché compatibile con possibili danni ai reni e per un altro insieme di motivi.  Il fatto che per secoli fu il sospettato numero uno, essendo il mercurio il veleno più noto ed usato nel casi di corte. Aggiungiamo che Tycho brahe stesso fu un alchimista ed era una sostanza normalmente usata da queste categorie di persone. Il risultato fu che le quantità di mercurio su baffi e capelli era troppo esigue per dimostrare l’avvelenamento.

Ma c’è un altra sostanza che sarebbe stata perfetta: la cantárida o ‘mosca spagnola’; assoluta compatibilità con i sintomi e niente di meglio dell’occasione del banchetto  per la somministrazione. Si tratterebbe di una polvere ottenuta triturando questo insetto ed il sapore amarognolo sparisce se sciolta negli alcolici – nei banchetti nobiliari a Praga non si serviva acqua- o mischiata con cibi altamente speziati come La cacciagione. Il punto è che la tecnologia di allora non ne consentiva la rilevazione sui capelli ma solo sui tessuti molli che ormai erano compromessi. 

Idea per un indagine

A Copenaghen:

– Stare & Mangiare

La fotografia è di @SophiaBerghulm

L’epoca è quella di Cristiano IV, che voleva fare della Danimarca una potenza alla pari dell’Olanda, si vedeva come un sovrano rinascimentale. Voleva la Danimarca sulla breccia alla pari e dí più dell’Olanda o dell’Inghilterra quindi innovazione, economia che funziona, movimento.

La fotografia è di @KimWyon

Per immergersi nel periodo, consiglio un hotel realizzato all’interno di un magazzino del XVII secolo, il 71 Nyhaun Hotel -se interessa oltre ai vari siti consiglio di dare un occhiata alla pagina web dell’hotel-. Questa è la strada delle case gialle dei pescatori,  primo caso di  edilizia pubblica. Immaginatela piena di mercanti. Copenaghen fu un punto cruciale per il commercio trovandosi  sullo stretto tra il Mare del Nord e il Baltico. Per di più ogni nave che passava di lì doveva pagare una tassa alla corona danese. Il  Denaro che Cristiano IV usò rinnovare l’intera città prima di allora era un borgo medievale. Costruì la Borsa, la Torre Rotonda, e addirittura una quartiere ispirato ad Amsterdam dove oggi ci sono gallerie d’arte, ristoranti stellati e la città libera di Cristiania. Insomma questo era il mood del sovrano. Dunque a proposito di mangiare cosa meglio dell’energia del mercato di Reven? Ed anche se ho trovato la più antica trattoria di Copenaghen Det Lille Apotek che aprí nel 1720.

le fotografie sono, a partire da sinistra, di: @VillyFinkIsarksen CC By-Sa 4.0, via Wikimedia Commons (La borsa vista dal tetto); ©Abdellah hadian per il mercato di Reven; @Daderot, CC0, da Wikimedia Commons

Ora in tutto questo movimento, ecco Tycho Brahe, un carattere “posso, voglio, comando” condito da tanta superbia ed unico vero interesse gli osservatori di Hven che chiedevano continue ed ingenti somme di denaro da parte della Corona .

– Tycho Brahe gli abitanti di Hven e Cristiano IV

Fu Federico, II padre di Cristiano IV, a ‘regalare’ l’isola – oggi di Ven ed è in Svezia- a Tycho Brahe. L’astronomo fece costruire Uraniborg -un complesso enorme che includeva laboratori alchemici, osservatori, giardini, biblioteca, casa-, oltre ad un osservatorio sotterraneo per proteggere gli strumenti- obbligando la popolazione locale a lavorare gratuitamente. Il sistema era quello feudale ma lui andò decisamente oltre non rispettando nessuno degli obblighi aveva verso la popolazione. Più volte dovette intervenire il re in persona.  Quando Cristiano gli tolse il possedimento e lui dovette andarsene contadini e pescatori distrussero tutto e ad oggi sono rimaste solo le fondamenta.

Ed è proprio a proposito degli abitanti di Hven, che un giorno al Consiglio del Regno, avvenne uno scontro violentissimo tra Brahe e Peder Munk, uomo di fiducia e diplomatico per Cristiano IV.
lo accusò di arroganza, cattiva amministrazione e disprezzo verso il re. Brahe rispose ridicolizzandolo. Fu un tale litigio che divenne pubblico e spaccó la Corte. pare che fu questo espisodio a convincere Cristiano IV a revocare i privilegi dell’astronomo. E Brahe partì per Praga.

Da dove partire per indagare

Questa sopra è la Biblioteca Reale di Danimarca, detta il “Diamante Nero”. Qui si trova tutta la documentazione atti ufficiali, regolamenti, le lettere di Tycho Brahe dove parla dei suoi nemici. Un idea è partire da qui.
Per accedere non è necessario essere cittadini Danesi, bisogna però registrarsi. Siccome si tratta di manoscritti per potere vederli esistono regole precise e per potervi accedere dovete mandare qualche settimana prima una e.mail alla biblioteca spiegando il motivo dell’interesse. Perché la vostra richiesta sarà sottoposta al vaglio. Volendo alcuni documenti sono visibili anche online.
Altre fonti come atti ufficiali e corrispondenza di corte sono conservate a Risarkivet.
– Rigsarkivet
– Diamante nero
Elisabetta Guida.


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