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Cavalli volanti. Dove andiamo quando ci muoviamo?

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Sun -il sole- e Arcturus -la stella più luminosa del firmamento-  sono due cavalli, che corrono così veloci, da rendere difficile anche solo riuscire  a vederli. Sembrano schizzi disegnati su un foglio di carta per appuntarli prima che scappino.

Al loro passaggio,  é come se ci si librasse nell’aria, senza peso: la frequenza della sospensione.

Tutte le fotografie di Flying Horses, di Antonio Signorini, sono una cortesia del Suo Ufficio Stampa.


La sensazione di essere caduti in una coppa di champagne, di galleggiare spostati dalle bollicine eppure con la certezza di stare andando da qualche parte.
Si dice, che quando due corpi si muovono in sincrono, nella stessa direzione e alla stessa velocità, si formi un cuscinetto d’aria.
Può essere questo? Sembra caso diverso.
Loro sono cavalli volanti e a dispetto del fatto che si trovano ancorati a terra.
Alti quasi undici metri, pesano due tonnellate ciascuno. Stanno in piedi grazie a strutture interne portanti, progettate su misura, sistemi invisibili di distribuzione dei carichi, seguite da verifiche statiche e dinamiche avanzate. 

Uno dei segreti è  un gigantesco blocco di cemento dieci metri per dieci, nascosto quarantacinque centimetri sotto il livello finale del terreno e ricoperto di ghiaia nera.

Allo sguardo sembra un ombra proiettata, che fa apparire le gambe dei cavalli come se spuntassero dal nulla. 
É una sfida alla gravità, la stessa che sperimentiamo noi ogni giorno.  
Ogni volta che facciamo un passo, nell’istante tra la spinta di un piede sul pavimento e l’appoggio  dell’altro, c’è una piccolissima frazione di tempo in cui rimaniamo sospesi nel vuoto.
Ma dove si va quando ci muove? Non c’è una risposta vera e propria. Più che ‘andare’ la parola giusta è attraversare.

Prendete Sun e Arcturus: mi ricordano  il susseguirsi del giorno e della notte, ma  senza regole meccanicistiche, intendo quella mania di misurare tutto, il giorno dura x, la notte y . 

Corrono liberi dal tempo, come se procedessero in parallelo e potessero fare quello che gli pare. Fermarsi, tornare indietro, ripartire. Non si può semplicemente andare da un punto A ad un punto B perché,  come spiega l’artista, Antonio Signorini,  é impossibile sapere dove si andrà a finire quando si parte. 
Ammesso che esista un punto di arrivo visto che  qualunque meta apre a nuove partenze.
Da aggiungere che tutto quello che conosciamo è soggettivo. Dunque  come  é impossibile essere una cosa sola. Come potrebbe una forma esaurire la complessità dell’esperienza? 
Per Signorini la pratica artistica è un continuo attraversamento. I suoi cavalli volanti sono un intreccio di arte, antropologia, memoria, linguaggio, monumentalitá, filosofia.
Poi certo i passi di ognuno portano a un diverso “attraversare”, ma la costante è che quello che si sa è sempre tutto un miscuglio. 

Per me Sun e Arcturus sono l’emblema dell’eterno movimento che trascina tutto con sé. Perché poi c’è Peccioli, un paese a quaranta chilometri da Pisa  -esposto anche alla Biennale di Venezia- che ha avuto il coraggio di staccare le zampe da terra. 
I cavalli volanti si trovano qui, lontanissimi e liberi  dalla “scatola bianca” dei musei. 

È curioso pensare che tutto sia iniziato da un disastro, da un problema che sembrava senza senza via d’uscita. 

Sopra ‘la via di mezzo’ un’istallazione di Tremlett a Ghizzano di Peccioli. La fotografia è una cortesia di Peccioli.net

Nella frazione di Legoli, negli anni ‘70, venne  aperta una discarica abusiva a cielo aperto: odori nauseabondi, percolato scaricato nel terreno, gestione non all’altezza. 
Poi, le cose peggiorarono ancora. La regione con un disperato bisogno di  stoccare la spazzatura indifferenziata propose a Peccioli -che non aveva la forza economica né di chiudere il sito , né per opporsi- di diventare un punto strategico di stoccaggio promettendo in cambio la bonifica. Il paese si trovò così di fronte all’alternativa tra la bancarotta e lo spopolamento. 

Ma nel 1997 arrivó un nuovo sindaco: Renzo Macelloni.  Allora  il comune creò la Belvedere Spa, cominciò a gestire i rifiuti in proprio. 

Una statua di Naturaliter, l’installazione è ‘presenze’. La fotografia è una cortesia di Peccioli.net

Il risultato? milioni di euro di tasse d’ingresso e profitti pagati dai comuni vicini, per usare la discarica, vennero reinvestiti per mettere tutto a norma. Ma certo restava lo stigma: Peccioli era ormai associata  alla discarica. Bisognava cambiare la percezione che le persone avevano del territorio.
L’idea fu quella di trasformare il paese  in un grande site-specific, con opere d’arte diffuse ovunque: nel  centro storico, sulle colline, nell’impianto di smaltimento. Agli artisti  fu chiesto  di studiare il territorio per creare opere mirate. 

Ma anche fondare un nuovo senso di appartenenza.

Vittorio Corsini ‘Lo sguardo di Peccioli’ stampa su legno. Le fotografie si o

Perché affidarsi all’arte contemporanea porta con sé anche questo: un opportunità di riqualificazione urbana. Le passerelle panoramiche, le facciate rifatte.
Oggi ci sono  oltre 70 opere diffuse e tutto il territorio del comune è racchiuso sotto la sigla Macca – Museo d’Arte Contemporanea a Cielo Aperto-. 
Non esistono mura,  ne biglietterie, tutto è fruibile ventiquattr’ore su ventiquattr’ore, ma questo sistema consente una direzione unitaria, una regia. 

Nel comunicato stampa Antonio Signorin sottolinea che  la  gravità non è solo quella studiata dalla fisica. La  parola ha la stessa radice di grave: quel peso sul cuore che impedisce di muoversi. Lui dà la soluzione: la leggerezza dello spirito. 

Elisabetta Guida

Se voleste organizzarvi un week-end:

per arrivare, cosa vedere peccioli.net –https://www.peccioli.net
per stare io prenderei un b&b nel paese, ma c’è qualche resort.

Considerate che per vedere le statue nella centrale di smaltimento di rifiuti dovete compilare il form per tempo (non oggi per domani) su visit.belvederespa.it⁠ il sito ufficiale della struttura che ricordo è in funzione. Vi verrà inviato il codice a barre per aprire i cancelli. Il Sabato è aperto fino alle 13, la domenica é chiuso tranne la terza domenica del mese.