Week End
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Trilogia dell’abisso. Capitolo 2: la cronaca nera attraverso i secoli e la luce di Milo Manara.
L’ombra di un epoca: la cronaca nera attraverso i secoli Che sia un secolo o una persona, ognuno ha un idea di sé che costruisce nel tempo. Qualcosa, come andare a fare shopping. Il problema è che siamo chimere: un caos di istinti e pensieri diversi. La strada per l’inferno é lastricata di coerenza. Che il medioevo sia iniziato nel momento in cui l’occidente ha fatto un contratto con Dio? Niente “peace & love”, ma obbedienza: sottomissione alle autorità terrestri – perché Dio aveva strutturato il mondo secondo una gerarchia precisa – in cambio della protezione contro le forze demoniache. E Gilles de Rais, un cattivo vero, é assolutamente dentro…
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Noto è un organismo.
Prima c’è la superficie. Il terremoto devastante del 1693, dove si stima morirono tra le 50.000 e le 60.000 persone. Noto fu letteralmente trasferita in una zona considerata più sicura. La ricostruzione: fatta di pietra, scale, prospettive: tentativi di mettersi alle spalle la paura. L’idea era usare la luce della ragione dentro una città costruita come il percorso di una processione. La morfologia del territorio ha aiutato, il popolo in basso, la nobiltà nella zona intermedia e la chiesa in alto sopra tutto. Da intendere come se ognuno all’interno del proprio mondo, avesse trovato il proprio senso. Ricorda la leggenda della Gerusalemme Celeste: più la casa di Dio, dove l’umanità…
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Sulle nature morte. Un’indagine ad Haarlem e un paio di viaggi.
Perché è quella sensazione di presenza che assale, come se le cose avessero una vita segreta. Come seascoltando una natura morta fosse possibile scoprirne la traccia.Si pensa che gli oggetti servano a questo o a quello: ma se fosse solo una parte che interpretano? E seinvece ‘ gli strumenti’ fossimo noi? Immagino l’umanità come tante folate di vento che permettono alle cosedi spostarsi o quei tali elementi che gli permettono di trasformarsi a seconda del bisogno. Chissà. In Giappone c’è una teoria: il ‘ki’, qualcosa che in certe condizioni appare e mostra l’anima delle cose. La nebbia, il vapore che sale da una pentola che bolle, la vibrazione di un…
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Chi ha ucciso Tycho Brahe? Idea per un weekend a Copenaghen
Quello che si sa sulla morte di Tycho Brahe fu che morì il 24 ottobre 1601 a seguito di un banchetto. La leggenda racconto che dopo avere ingerito una quantità esagerata di alcolici (a Praga in queste occasioni non veniva servita acqua), si trattenne dall’alzarsi da tavola e si provocò un blocco urinario. Ma andò davvero così? La pista danese. Per credere alla morte naturale, la sua salute avrebbe dovuto essere molto compromessa. Certo aveva 54 anni, quindi età presumibilmente compatibile con prostata ingrossata, calcoli. Tuttavia nessuna cronaca anteriore all’episodio che lo portò alla morte parla di problemi urinari o renali. Anzi, lo descrivevano come un uomo forte e robusto…
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Un quadro di Rembrandt per guida turistica. (La ronda di notte)
Stavo parlando con un’amica di cosa faccia la grandiosità di un artista. Secondo noi la risposta è la capacità di mettere l’infinito nell’opera. Cioè quell’eternitá che ti permette di identificarti, dunque di amare ma anche detestare perché è come se l’ eternità e l’identità andassero di pari passo e servisse l’una per capire l’altra ed ogni artista avesse la sua particolarissima specializzazione. Ma il punto in questo articolo è Rembrandt, con la sua “Ronda di notte”. Intanto il potere speciale dell’artista è il dramma. Non che la cosa fosse -all’epoca- universalmente riconosciuta. Proprio i protagonisti di questo ritratto di gruppo ebbero qualcosa da dire visto che pagarono 100 fiorini (un…












