Forme
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Noto è un organismo.
Prima c’è la superficie. Il terremoto devastante del 1693, dove si stima morirono tra le 50.000 e le 60.000 persone. Noto fu letteralmente trasferita in una zona considerata più sicura. La ricostruzione: fatta di pietra, scale, prospettive: tentativi di mettersi alle spalle la paura. L’idea era usare la luce della ragione dentro una città costruita come il percorso di una processione. La morfologia del territorio ha aiutato, il popolo in basso, la nobiltà nella zona intermedia e la chiesa in alto sopra tutto. Da intendere come se ognuno all’interno del proprio mondo, avesse trovato il proprio senso. Ricorda la leggenda della Gerusalemme Celeste: più la casa di Dio, dove l’umanità…
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Profumo di pane.
Il profumo del pane ha un qualcosa di atavico. E’ una sensazione indescrivibile che non è solo ‘buono’ o ‘fame’, ma essere nel punto di origine del bisogno di mangiare. Sicilia, Campofranco, 2019, @StefanoTorrione Quel piacere immenso di addentare un panino, sentire consistenze diverse, il sapore. E poi sentirsi attraversare da un boccone, un momento ‘animale’ e profondissimo. Quando un pezzo di pane si trasforma in abbondanza! L’appagamento. E’ un po’ come avere ragione: la stessa sensazione, il mondo che si sistema in un ordine che non è più minaccioso.A Milano è stata aperta una mostra fotografica sulle tradizioni del pane. Ma cosa significa pane? Stefano Torrione, l’artista, in “Sacred Bread, le…
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Risonanze. Rita Sabo, Palazzo Bembo e il ‘De Philosophia Occulta’.
Ma ci tiene ancorati a cose, luoghi e persone che ci permettono un confronto. Le nostre soglie.Forse ,in questo caso, con Rita Sabo e Palazzo Bembo – il nove maggio aprirà la sua personale ‘Unison- The fusion of high culture’- è stato fatto apposta. L’artista lavora sulla risonanza, il palazzo è uno snodo, un luogo di passaggio usato spesso nelle esposizioni per il fuori biennale.Lei è un artista sulla cresta dell’onda non per i premi o per la critica. E credo ancora meno per i mi piace o meno. Perché i suoi quadri sono come una brezza leggera che un po’ avvolge, un po’ colpisce. Rita Sabo dipinge la vibrazione.…
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Equilibri instabili. Tra il vino di Silvio Jermann e l’arte di Marco Ferri
Importante– Questo articolo è impaginato su due colonne, perché vorrei l’effetto specchio. L’idea è partita da due pensieri che si sono sovrapposti. Certo è il mio punto di vista forse non il vostro. la verità è un accostamento, ognuno si fa il suo. Mentre scrivevo mi sono imbattuta nella pubblicità del nuovo libro di Stefano Rovelli “Sull’eguaglianze di tutte le cose” in cui si chiede cos’è la realtà? potremo un giorno dire ha un senso? chissa. Ma al di là, se mi leggete da un smartphones si scompaginerà tutto. Silvio Jermann non sopportava l’idea che il un bianco fosse considerato il figlio di un dio minore. Fino a lui, era…
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Le tre stanze segrete di Palazzo Visconti. Eternità, profumi, luci e ombre.
Dentro ogni casa esiste un altra casa. Invisibile, ma più reale di un mattone. É l’impressione, quell’attimo fugace: quando si smette di guardare e si comincia ad ascoltare quello che dice il corpo. Una traccia che Palazzo Visconti porta a tre stanze segrete. La prima stanza : l’eternità. … Ma c’è un eccezione: L’unica costante nel cambiamento é il cioccolato: l’eternitá è sua. Gli antichi sbagliavano a fare affidamento sull’oro. Il cioccolato rimane un imperituro punto di riferimento, nonostante appartenga all’immateriale categoria de “I gusti sono gusti”. Poltrone, abiti, appartamenti e la vasta categoria degli oggetti che ci circondano funzionano come spugne. Accumulano: abitudini, giorni storti, impegni disattesi. In poche parole riflettono…
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Prima di San Pietro. San Giovanni in Laterano e le sue storie in un menu.
Importante– l’articolo è impaginato su due colonne, se mi leggere da uno smartphone si scompaginerà. Il 18 Aprile 1506 fu posata la prima pietra della basilica di San Pietro, poi conclusa nel novembre 1626. Quest’anno compirà 400 anni: ma prima?Questa è una storia che comincia con una guerra. Ufficialmente sarebbe stata in gioco l’identità dell’impero: Roma avrebbe continuato a credere negli dei o sarebbe diventata cristiana? In realtà la solita una sordida guerra per la conquista del potere: propaganda, simboli, costruzione del consenso. Qualche secolo prima, una famiglia potentissima -i Laterani-, cadde in disgrazia-. Plauto coinvolto nella congiura contro Nerone, venne giustiziato e i beni di famiglia confiscati. Così l’area…
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Sulle nature morte. Un’indagine ad Haarlem e un paio di viaggi.
Perché è quella sensazione di presenza che assale, come se le cose avessero una vita segreta. Come seascoltando una natura morta fosse possibile scoprirne la traccia.Si pensa che gli oggetti servano a questo o a quello: ma se fosse solo una parte che interpretano? E seinvece ‘ gli strumenti’ fossimo noi? Immagino l’umanità come tante folate di vento che permettono alle cosedi spostarsi o quei tali elementi che gli permettono di trasformarsi a seconda del bisogno. Chissà. In Giappone c’è una teoria: il ‘ki’, qualcosa che in certe condizioni appare e mostra l’anima delle cose. La nebbia, il vapore che sale da una pentola che bolle, la vibrazione di un…
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Carema è un universo (come spesso il vino). Una storia di spazio e dimensioni.
Importante- Una parte dell’articolo è impaginato su due colonne perche voglio che arte e vino appaiono uno dentro l’altro o viceversa. Se mi leggete da cellulare scompagina. Lo spazio è sempre troppo poco. Prendete un bicchiere di vino rovesciato, esattamente l’istante in succede ildisastro. A volerlo dipingere potrá mai essere contenuto in una tela? L’opera è Flying Bye (1982) di Elizabeth Murray, quattro tele sovrapposte al centro mostrano un bicchiere di vino rovesciato. Attualmente visibile alla David Kordansky Gallery di Los Angeles – fino al 25 aprile 2026-. l’idea è riunire Elizabeth Murray con Betty Woodman per mettere in luce la loro capacità di pensare alle forme. Certo: la prospettiva…
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Veri aristocratici. (Il Pomerol e Charlotte Perrin)
Importante: questo articolo è i impaginato su due colonne perché sono due facce della stessa medaglia: l’aristocrazia vera. Probabilmente se mi leggete da un cellulare non li avete affiancati. Ma sappiate che i due testi devono dialogare- L’aristocrazia non ha bisogno di un titolo: é il modo in cui si abita il mondo. Chateau Petrus, EnotecaSanPietro.it Nobiltà, semplicità, mistero. Poco importa che sia un terra o persona. Per me il Pomerol ha la stessa grazia di Charlotte Perrin. Così le ho chiesto un intervista e lei mi ha risposto con ‘un lettre e quelque piste’. Ho tradotto solo qualche estratto, perché le parole tintinnano. Non volevo che si perdesse la…
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I talismani di William Harper e i manoscritti medievali. Storia di un architettura
La storia comincia quando l’artista che si trova a fronteggiare il distacco della retina dell’occhio destro a cui sono seguite sette operazioni chirurgiche e vari interventi laser condito da quel l’impasto di angoscia e senso perdita. (Ancora non ha la visione periferica). Da prenettere che William Harper, uno dei protagonisti della Studio Jewelry americana, crea gioielli lavorando su soglie, campi energetici, oggetti che modificano uno spazio. E così attraversando, si é chiesto quando un gioiello smette di essere decorativo e diventa un talismano? Per entrare nel discorso bisogna immaginare di seguire un filo che si srotola. Imbattersi nella seconda legge della termodinamica, che poi è semplicemente la regola per cui l’universo…
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Il “Rossini Tournedos” alla mia maniera
C’è la tradizione, preziosa come un tartufo. Una ricetta che nel tempo si deve scontrare con un numero infinito di variabili.L’equilibrio è un incantesimo. Impossibile da ottenere, ma altrentattanto complicatissimo da spezzare. Per questo motivo inizio dall’originale. 1- Prendete un affetta tartufi e tagliate a scaglie il classico Rossini Tournedos, da distribuire poi generosamente sul piatto.Il fondamento: Nel 1855 Gioacchino Rossini si trasferisce a Passy. Non proprio un sobborgo di Parigi, più un margine raffinato, una soglia elegante -case borghesi,una moltitudine di giardini- ad un passo dalla vita mondana. Passy, diventata il sedicesimo arrondissmant, è ancora cosi, fosse solo per l’energia che irradia. Quando qualcosa è decisamente Chic, a Parigi c’è un modo…
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Ognuno ha i suoi amori e i suoi anelli. (Goya e la sua contessa, tra Calder e Shobinger)
Maria Caetana da Silva Contessa d’Alba era una donna molto controversa. Giovane, ricca, autonoma, troppo libera e con frequentazioni discutibili. Di lei girarono così tanti pettegolezzi che, della sua vita reale, si sa pochissimo. E tra i si dice ce n’è uno secondo cui lei e Goya fossero amanti. Gli indizi sono intanto la presunta fuga subito dopo il funerale del marito. I due rimasero a Sanlucar de Barrameda per mesi. Poi, ritratti sempre più intimi, tra cui il dipinto del famoso anello dove si trova l’incisione “Goya e Alba”. Aggiungete che lo stesso dito indica una scritta: solo Goya. Il bello è che non ci fu un dopo, perché poi, ognuno per…
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Chi è oltre l’errore (il Qveri) e chi, un cavaliere senza macchia e paura (Vouette e Sorbeé).
La vita non è prevedibile e la perfezione un punto di vista.. Ma quando si parla di vino, l’errore può essere un problema. Il sapore della bottiglia preferita deve coincidere con quello su cui si è immaginato. Facile parlare di piccola variazione; delle volte una cosina minuscola, senza importanza rovina una giornata. Altre, un sapore che vira anche sololeggermente fa sembrare che si sta bevendo un altro vino. Il Qvevri -il vino georgiano- è oltre. Ma davvero, davvero. Nel 2017 nei villaggi neolitici del Caucaso meridionale sono stati trovati vasi di terracotta con residui di vino -acido tartarico e polline di vite-. La scoperta, datata a ottomila anni fa, è…
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Meccanismi di esperienza. Sara Abdu a Desert x e il carnevale di Mamoiada.
Importante: una parte dell’articolo è impaginato su due colonne. Non so se il telefono tiene la formattazione. Lo scorso 21 gennaio, ad Aiula ha aperto Desert X, la manifestazione che si tiene ad anni alterni, in Arabia Saudita e in California, andrà avanti fino al 28 febbraio. Di base l’idea è portare installazioni artistiche nel deserto, facendolo diventare un museo en plein air. Ma è immensamente di più. C’è un modo diverso di essere deserto. Se in America quel mare di sabbia è stato mitizzato ed è diventato un luogo dove si proiettano storie, quello in Arabia Saudita è prima di tutto un’area archeologica. Qui si sono susseguite per più di…
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La Burns Night sta arrivando. Tra Scozia e Giappone (Il karuizawa)
Il whisky è davvero un punto di vista? Forse si, forse no. Forse può essere contemporaneamente cose diverse. Certo non in Scozia. La fotografia è di www.findingtheuniverse.com Secondo lo Scottish Governement – Agricoltural Census-, oltre allo Scotch Whisky Association, circa un quarto delle terre stimate, tra 180.000 e 220.000 ettari, sono coltivate ad orzo. Una parte considerevole di questi appezzamenti è contrattualizzata, selezionata e controllata, allo scopo di produrre whisky o birra. Dentro questo dato c’è, non solo un paesaggio disegnato dalle distese d’orzo ma Il legame delle piccole comunità rurali alle distillerie locali La fotografia è di www.Scotchwhisky.com E se solo si fa un passo indietro, si vede come…
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Champagne: le origini. Tra Reims, Ruinart e Ao Yun
Per rappresentare i sovrani di Francia ho scelto il re di picche di Emanuele Luzzati. Nei tarocchi sarebbe il seme delle spade. I tappi di sono di Champagne.fr, sito interessante se voleste andare per qualche giorno da quelle parti. Di fianco un disegno della Cattedrale di Reims, se interessa, la chiesa ospita le vetrate realizzate da Chagalle. La sensazione, quando si beve Champagne è casa. Per un momento il mondo gira nel verso giusto, il male è lontano. È qui che tutti i discorsi sulla memoria collettiva, la funzione della tradizione, l’identità cominciano a diventare inquietanti. Come se qualcuno ci spingesse oltre una soglia e, all’improvviso, ci si trovasse, all’incoronazione…
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Il tempo è un respiro. Marshall Vernet e l’Etna.
Marshall Vernet -profilo Instagram: MarshallVernet1- e Stephanie Peters, un artista che ha dipinto una serie di opere intitolate “Vulcani”. La terra è un organismo vivente e Stephanie Peters dipingendo queste montagne infuocate ha voluto rendere visibile da una parte il respiro dall’altro il cambiamento di ciò che consideriamo immutabile. L’Etna e le fotografie di Marshal Vernet hanno una cosa in comune: il senso di eternità.Eppure c’è chi sostiene che l’unica certezza sia il cambiamento. In realtà é solo una questione di scala: il tempo dipende da come lo si guarda. E’ un po’ la sensazione di quando si cammina per strada immersi nei propri pensieri ed arriva una folata di…
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Passaggi.
Bel 2026. Rito Alchemico. Serve:– Una candela;– una chicchera o un bicchiere;– un oggetto metallico. Tempo: 30 minuti L’immagine a fianco è stata scelta per essere la guida di The Phair, dal 22 al 24 maggio 2026 a Torino; pratiche artistiche che sperimentano il linguaggio fotografico in chiave interdisciplinare. L’autrice è Nanda Lanfranco, lui Giuseppe Penone al Castello di Rivoli. 1- Fuoco.Accendo la candela e poi chiedo: “Cosa sta bruciando in me? Cosa sta nascendo?” Non cerco una risposta.Chiudo gli occhi e lascio salire la memoria più viva, più difficile, più urgente. Lascio affiorare.Dico “raccolgo il fuoco che consuma il mio piombo” 2- Acqua.Immergo le dita nell’acqua, le muovo lentamente. Sento…
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Il pianeta terra è un tortellino, l’universo il brodo
Dopo un giro immenso sono arrivata alla conclusione che è tutto un tortellino. C’è una leggenda, secondo cui, Venere si fermò, per una notte,in un hotel a Castelfranco Emilia. Il proprietario, dal buco della serratura, vede il suo ombelico. Folgorato lo scolpisce, rifacendolo con la pasta ripiena. Dunque tutto dipende da cosa si intenda per tortellino. Il vuoto o il pieno? La tradizione? o nessuna delle precedenti, ma un tortellino libero ed indipendente che cammina per il mondo?Sembrano domande che lasciano il tempo che trovano, invece ognuna è una teoria dei massimi sistemi. Leggere per credere. 1- Il partito del vuoto. Penso a Daniele Robecchi – lo chef che d’estate lavora…
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Ricordi quando giocavi? (I gioielli di David Bielander e viaggi – escamotage- cortissimi)
C’è una storia, che fa parte dell’Archive Mass Observation. (Se interessa questi archivi si trovano presso l’Università del Sussex a Brighton).Un progetto inglese particolarissimo, che prese vita nel 1937, e consiste nella raccolta di diari e testimonianze orali su colazioni, paure, sogni, lavoro, amore delle persone comuni. Niente soliti noti, niente statistiche.E la storia che riporto parla di la gioia, non intesa come felicità, ma quella che scaturisce dal sublime. Il perfetto allineamento tra quello che siamo, sentiamo e facciamo. Una Signora racconta che da bambina stava giocando in cortile con sua cugina. Succede che l’altra bambina prende un fiore e lo piega lentamente. Ma senza l’intenzione di fare un…











































