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La pelle è il confine. Capitolo 1. Movimento: da Giotto a Shara Hughes e poi al contrario.
Questo articolo è un omaggio agli 800 anni di Francesco ed è costruito su tre movimenti. Immaginatelo come un pop-up. La relazione Sotto il cielo di Giotto Siamo organismi dentro altri organismi. Horemhat, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons. I quartieri di Firenze nel Medioevo Quando Firenze, tra il 1200 ed il 1300 si svegliava, spalancava porte e finestre. Sentiva il rumore che arrivava dalle strade (le sue orecchie). E poi un miscuglio di odori. Lentamente, mentre usciva dal torpore della notte, tornava a toccare i confini esterni con le sue mura, le rive dell’Arno con i ponti, i quartieri con le case, le persone, le vie. Sopra: mercanti, contadini appena…
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Pieter Brueghel è un panettone
Il banchetto dei “si dice”. Nb- Bruegel e Brughel: non sono errori di battitura. A un certo punto della sua vita cominció a firmarsi togliendo l’ “h”. La struttura intima delle cose è un panettone. Ogni persona è un panettone e in alcuni casi come quello di Brueghel è panettone dentro un panettone: un miscuglio di ingredienti diversi che non si sa come o perché danno come risultato un certo individuo. La fetta di panettone è della Pasticceria Crem. (@pasticceriacrem instagram). Ho scelto il loro perché è quello che compro e poi sono sulla guida Gambero Rosso. Qui a Milano sono o troppi ricchi o troppo poveri, il loro è…
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Trilogia dell’abisso. Capitolo 1: Abyss e Nick Tosches
Forse l’universo è iniziato con un sospiro.Brezza- Respiro- Anima (fonte: il documentatissimo romanzo di Nick Tosches “La mano di Dante”). Ma io non le interpreterei in senso ristretto. Tutto è vivo e tanti sono i mondi dentro i mondi. Vorrei che questo articolo fosse come una pagina che galleggia tra le onde prima di affondare. Nelle profondità dell’Oceano. (Abyss lo Champagne di Leclerc Briant) Di rado la verità appare chiara. É più una sensazione di cui si ignora la provenienza, una percezione sotto pelle a cui bisogna dare forma. Per Hervé Jestin, lo chef de cave della Maison Leclerc Briant, forse è iniziata cosi. Entrare nella sua cantina dá l’impressione…
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La mia Firenze. La festa di San Lorenzo
Questo articolo è dedicato a Ada, una signora fiorentina, e alle sue Lasagne. Ovunque tu sia. L’articolo non è un pubbliredazionale. Mi scuso in anticipo con le realtà del Rione San Lorenzo di cui non so e di conseguenza non sono entrate nell’articolo. Ho impaginato su due colonne affiancate quindi se leggete da un telefono le vedete una sotto l’altra. Tutte i disegni sono miei. Proprio, proprio il 10 Agosto Dopo più di seicento anni il significato profondo della festa di San Lorenzo a Firenze non cambia. Per un giorno mangiare non è un problema per nessuno. Se mai vi capitasse di visitare le cappelle medicee nella Basilica, Michelangelo, per…
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Riesling, sole e idrocarburi
Se l’economia mondiale è appesa allo stretto di Hormuz e il petrolio “ l’erba voglio” del momento con un infinito lavorio di diplomazie, accordi commerciali, tentativi del governo di spuntare con l’unione europea il massimo aiuto possibile per spuntare i prezzi al consumo… al Riesling basta crogiolarsi al sole. Perché è tutta una questione di abbronzatura. (la fotografia di copertina è di Foto di Zbynek Burival su Unsplash) Intanto il vitigno, un incrocio di piante antichissime avvenuto nel Medioevo, la crema solare, ce l’ha naturalmente: i carotenoidi. L’acidità estrema innesca il processo e ci si trova davanti alla molecola della benzina. Certo spesso serve tempo, non dico centinaia di anni, come il Riesling…
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La mia Firenze. Cialdoni e Malvasia
Questo è uno di una serie di articoli della ‘mia Firenze’. L’idea mi è venuta andando alla conferenza stampa della Rivista Medicea. Arrivare a Firenze è stata una sfida ma sono contenta di esserci riuscita per i ‘Medici’. Nonostante il caldo infernale é una città in cui sto sempre bene, mi riallinea le energie. Anche se ho visto cose mi hanno intristito. Così ecco la mia Firenze. L’universo è un immenso organismo vivente e il sole, il cuore del mondo. L’astro ha un segreto: lo spiritus. Una nebbiolina collosa irradiata dal sole, che attraversa, e avvolge l’esistenza. Uno degli scopi é tenerci agganciati al corpo. Ma c’é anche quello di…
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Ciò che la luce costruisce
Ciò che la pioggia rivela. Fino sherry è una lama. Tagliente. Asciutto È… camminare sotto il sole con il vento che sferza la pelle ma che non riesce a portare via la sensazioni che bruci. È l’estate andalusa: le temperature altissime, l’assenza di pioggia. Quella sensazione di vita. Intendo,la fatica che ti fa percepire di essere nel flusso. Fino sherry è così. Ricorda un panetteria appena aperta. Infatti si si apre una bottiglia il profumo è quello di pane, mandorla, pasta fermentata. Non c’è zucchero. La prima cosa che colpisce quando lo si assaggia è la secchezza assoluta. Subito arriva un sapore salato, ma che in realtà è un illusione. É…
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L’Etna bianco e la sua rete
1- Il Vino Il bianco dell’Etna è così particolare che è diffiile parlare di singolarità. E’ come se anche loro fossero in movimento. Niente è mai uguale, a cominciare dalle colate laviche che diventano terreno. Intanto l’Etna è un vulcano diffuso, non c’è una bocca unica. In aggiunta una colata del 1400 è diversa da una del 1700. Certo il tempo, quindi pioggia, vento, caldo, freddo e più possibilità per la lava di sgretolarsi e diventare casa per piante e animaletti. Un canale lavico, fotografato da Antonio Zimbome, Photoartland, via Wikipedia. Ma anche la qualità del magma è differente, la percentuale di silice, il gas. Poi ci sono le colate…
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Profumo di pane.
Il profumo del pane ha un qualcosa di atavico. E’ una sensazione indescrivibile che non è solo ‘buono’ o ‘fame’, ma essere nel punto di origine del bisogno di mangiare. Sicilia, Campofranco, 2019, @StefanoTorrione Quel piacere immenso di addentare un panino, sentire consistenze diverse, il sapore. E poi sentirsi attraversare da un boccone, un momento ‘animale’ e profondissimo. Quando un pezzo di pane si trasforma in abbondanza! L’appagamento. E’ un po’ come avere ragione: la stessa sensazione, il mondo che si sistema in un ordine che non è più minaccioso.A Milano è stata aperta una mostra fotografica sulle tradizioni del pane. Ma cosa significa pane? Stefano Torrione, l’artista, in “Sacred Bread, le…
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Equilibri instabili. Tra il vino di Silvio Jermann e l’arte di Marco Ferri
Importante– Questo articolo è impaginato su due colonne, perché vorrei l’effetto specchio. L’idea è partita da due pensieri che si sono sovrapposti. Certo è il mio punto di vista forse non il vostro. la verità è un accostamento, ognuno si fa il suo. Mentre scrivevo mi sono imbattuta nella pubblicità del nuovo libro di Stefano Rovelli “Sull’eguaglianze di tutte le cose” in cui si chiede cos’è la realtà? potremo un giorno dire ha un senso? chissa. Ma al di là, se mi leggete da un smartphones si scompaginerà tutto. Silvio Jermann non sopportava l’idea che il un bianco fosse considerato il figlio di un dio minore. Fino a lui, era…
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Prima di San Pietro. San Giovanni in Laterano e le sue storie in un menu.
Importante– l’articolo è impaginato su due colonne, se mi leggere da uno smartphone si scompaginerà. Il 18 Aprile 1506 fu posata la prima pietra della basilica di San Pietro, poi conclusa nel novembre 1626. Quest’anno compirà 400 anni: ma prima?Questa è una storia che comincia con una guerra. Ufficialmente sarebbe stata in gioco l’identità dell’impero: Roma avrebbe continuato a credere negli dei o sarebbe diventata cristiana? In realtà la solita una sordida guerra per la conquista del potere: propaganda, simboli, costruzione del consenso. Qualche secolo prima, una famiglia potentissima -i Laterani-, cadde in disgrazia-. Plauto coinvolto nella congiura contro Nerone, venne giustiziato e i beni di famiglia confiscati. Così l’area…
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Carema è un universo (come spesso il vino). Una storia di spazio e dimensioni.
Importante- Una parte dell’articolo è impaginato su due colonne perche voglio che arte e vino appaiono uno dentro l’altro o viceversa. Se mi leggete da cellulare scompagina. Lo spazio è sempre troppo poco. Prendete un bicchiere di vino rovesciato, esattamente l’istante in succede ildisastro. A volerlo dipingere potrá mai essere contenuto in una tela? L’opera è Flying Bye (1982) di Elizabeth Murray, quattro tele sovrapposte al centro mostrano un bicchiere di vino rovesciato. Attualmente visibile alla David Kordansky Gallery di Los Angeles – fino al 25 aprile 2026-. l’idea è riunire Elizabeth Murray con Betty Woodman per mettere in luce la loro capacità di pensare alle forme. Certo: la prospettiva…
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Veri aristocratici. (Il Pomerol e Charlotte Perrin)
Importante: questo articolo è i impaginato su due colonne perché sono due facce della stessa medaglia: l’aristocrazia vera. Probabilmente se mi leggete da un cellulare non li avete affiancati. Ma sappiate che i due testi devono dialogare- L’aristocrazia non ha bisogno di un titolo: é il modo in cui si abita il mondo. Chateau Petrus, EnotecaSanPietro.it Nobiltà, semplicità, mistero. Poco importa che sia un terra o persona. Per me il Pomerol ha la stessa grazia di Charlotte Perrin. Così le ho chiesto un intervista e lei mi ha risposto con ‘un lettre e quelque piste’. Ho tradotto solo qualche estratto, perché le parole tintinnano. Non volevo che si perdesse la…
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Il “Rossini Tournedos” alla mia maniera
C’è la tradizione, preziosa come un tartufo. Una ricetta che nel tempo si deve scontrare con un numero infinito di variabili.L’equilibrio è un incantesimo. Impossibile da ottenere, ma altrentattanto complicatissimo da spezzare. Per questo motivo inizio dall’originale. 1- Prendete un affetta tartufi e tagliate a scaglie il classico Rossini Tournedos, da distribuire poi generosamente sul piatto.Il fondamento: Nel 1855 Gioacchino Rossini si trasferisce a Passy. Non proprio un sobborgo di Parigi, più un margine raffinato, una soglia elegante -case borghesi,una moltitudine di giardini- ad un passo dalla vita mondana. Passy, diventata il sedicesimo arrondissmant, è ancora cosi, fosse solo per l’energia che irradia. Quando qualcosa è decisamente Chic, a Parigi c’è un modo…
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Chi è oltre l’errore (il Qveri) e chi, un cavaliere senza macchia e paura (Vouette e Sorbeé).
La vita non è prevedibile e la perfezione un punto di vista.. Ma quando si parla di vino, l’errore può essere un problema. Il sapore della bottiglia preferita deve coincidere con quello su cui si è immaginato. Facile parlare di piccola variazione; delle volte una cosina minuscola, senza importanza rovina una giornata. Altre, un sapore che vira anche sololeggermente fa sembrare che si sta bevendo un altro vino. Il Qvevri -il vino georgiano- è oltre. Ma davvero, davvero. Nel 2017 nei villaggi neolitici del Caucaso meridionale sono stati trovati vasi di terracotta con residui di vino -acido tartarico e polline di vite-. La scoperta, datata a ottomila anni fa, è…
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La Burns Night sta arrivando. Tra Scozia e Giappone (Il karuizawa)
Il whisky è davvero un punto di vista? Forse si, forse no. Forse può essere contemporaneamente cose diverse. Certo non in Scozia. La fotografia è di www.findingtheuniverse.com Secondo lo Scottish Governement – Agricoltural Census-, oltre allo Scotch Whisky Association, circa un quarto delle terre stimate, tra 180.000 e 220.000 ettari, sono coltivate ad orzo. Una parte considerevole di questi appezzamenti è contrattualizzata, selezionata e controllata, allo scopo di produrre whisky o birra. Dentro questo dato c’è, non solo un paesaggio disegnato dalle distese d’orzo ma Il legame delle piccole comunità rurali alle distillerie locali La fotografia è di www.Scotchwhisky.com E se solo si fa un passo indietro, si vede come…
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Champagne: le origini. Tra Reims, Ruinart e Ao Yun
Per rappresentare i sovrani di Francia ho scelto il re di picche di Emanuele Luzzati. Nei tarocchi sarebbe il seme delle spade. I tappi di sono di Champagne.fr, sito interessante se voleste andare per qualche giorno da quelle parti. Di fianco un disegno della Cattedrale di Reims, se interessa, la chiesa ospita le vetrate realizzate da Chagalle. La sensazione, quando si beve Champagne è casa. Per un momento il mondo gira nel verso giusto, il male è lontano. È qui che tutti i discorsi sulla memoria collettiva, la funzione della tradizione, l’identità cominciano a diventare inquietanti. Come se qualcuno ci spingesse oltre una soglia e, all’improvviso, ci si trovasse, all’incoronazione…
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Il pianeta terra è un tortellino, l’universo il brodo
Dopo un giro immenso sono arrivata alla conclusione che è tutto un tortellino. C’è una leggenda, secondo cui, Venere si fermò, per una notte,in un hotel a Castelfranco Emilia. Il proprietario, dal buco della serratura, vede il suo ombelico. Folgorato lo scolpisce, rifacendolo con la pasta ripiena. Dunque tutto dipende da cosa si intenda per tortellino. Il vuoto o il pieno? La tradizione? o nessuna delle precedenti, ma un tortellino libero ed indipendente che cammina per il mondo?Sembrano domande che lasciano il tempo che trovano, invece ognuna è una teoria dei massimi sistemi. Leggere per credere. 1- Il partito del vuoto. Penso a Daniele Robecchi – lo chef che d’estate lavora…
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Come inventarsi un banchetto alla Rodolfo II (o trasformarlo in qualche giorno a Praga)
(Il tempo non esiste, per quanto mi riguarda credo alla fisica quantistica) Chi di voi arriva dal rinascimento sa che un volto nasce nella stessa maniera con la quale spunta una foresta. E’ tutta un’aggregazione di elementi minimi in continua trasformazione. (di fianco il Vertumnio di Arcimboldo rifatto con frutta e verdura vera da @KlausEnriqueGerdes Gli altri, per dare un banchetto alla Rodolfo II, come Dio comanda, devono partire dall’idea di mondo secondo Arcimboldo. Un uomo di corte, per niente eccentrico, più vicino ad un ingegnere delle meraviglie che all’individualismo artistico. Ma con un ossessione: i simboli.Certo le sue opere, la sua regia ad una festa erano atti di governo:…
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Il Domaine di Alexandre Bonnet ed il suo Champagne, Blanc de Noires.
Prima ancora di capirlo, il corpo sente il suono. Da qui si cominciano a costruire i significati con l’esperienza, poi c’é il fonosimbolismo, cioè il cervello che cerca i pattern: es. suoni morbidi associati a parole affettive, suoni duri a parole pericolose, anche inconsapevolmente. E niente è più vero come quando si parla del Domaine Alexandre Bonnet, 488 ettari di Vigne a Riceys, tra la Borgogna e lo Champagne, coltivate con i vitigni del Pinot Noir. Ma non ha né il sapore fresco e acido della regione dello Champagne, nè quello pieno e rotondo della Borgogna. E’ più una via di mezzo ed il motivo sta nel tipo di vitigno…










































