Casa
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Risonanze. Rita Sabo, Palazzo Bembo e il ‘De Philosophia Occulta’.
Ma ci tiene ancorati a cose, luoghi e persone che ci permettono un confronto. Le nostre soglie.Forse ,in questo caso, con Rita Sabo e Palazzo Bembo – il nove maggio aprirà la sua personale ‘Unison- The fusion of high culture’- è stato fatto apposta. L’artista lavora sulla risonanza, il palazzo è uno snodo, un luogo di passaggio usato spesso nelle esposizioni per il fuori biennale.Lei è un artista sulla cresta dell’onda non per i premi o per la critica. E credo ancora meno per i mi piace o meno. Perché i suoi quadri sono come una brezza leggera che un po’ avvolge, un po’ colpisce. Rita Sabo dipinge la vibrazione.…
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Le tre stanze segrete di Palazzo Visconti. Eternità, profumi, luci e ombre.
Dentro ogni casa esiste un altra casa. Invisibile, ma più reale di un mattone. É l’impressione, quell’attimo fugace: quando si smette di guardare e si comincia ad ascoltare quello che dice il corpo. Una traccia che Palazzo Visconti porta a tre stanze segrete. La prima stanza : l’eternità. … Ma c’è un eccezione: L’unica costante nel cambiamento é il cioccolato: l’eternitá è sua. Gli antichi sbagliavano a fare affidamento sull’oro. Il cioccolato rimane un imperituro punto di riferimento, nonostante appartenga all’immateriale categoria de “I gusti sono gusti”. Poltrone, abiti, appartamenti e la vasta categoria degli oggetti che ci circondano funzionano come spugne. Accumulano: abitudini, giorni storti, impegni disattesi. In poche parole riflettono…
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Due case, due modi di vivere: Rembrandt e Bol.
La colazione era un avanzo, del pane raffermo, oppure un pezzo di aringa. Poi, Ferdinand Bol. usciva di casa, inoltrandosi per le strade di Amsterdam. ( questa e la fotografia con la bolla di sapone è mia) Appena ventenne abitava vicino al porto interno, nel Damrak. Oggi in quei luoghi c’è la stazione centrale, ma allora camminarci prevedeva attraversare nuvole di polvere che scappavano dai sacchi, sentire un odore misto di spezie e pesce, fare attenzione a non andare a sbattere contro chi trasportava le merci più improbabili, vedere stoffe preziosissime. Da qui si dirigeva verso Piazza Dam: il centro del potere, dove si commerciava, contrattava, giudicava. Per di…
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Progettare un pavimento
Pavimento è ovunque mettiamo i nostri piedi. Il discorso è che ci si può fare ispirare da qualunque cosa. Per esempio il pavimento della cattedrale di Siena è un intarsio di simboli di altre culture. Tra i vari personaggi c’è l’oracolo di Delfi. La Sibilla era una signora con grandi capacità di chiaroveggenza per via del fatto che riusciva ad entrare in contatto con il Dio Apollo in persona. Sembra che riuscisse a vedere la trama nascosta della realtà. Così immaginate quanti greci andavano a farsi predire il futuro. E quando arrivavano all’entrata del tempio di Apollo si trovavano davanti la frase “conosci te stesso”.Tutto questo in salsa cristiana è…
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Ubuntu, vasi, vetro e Venezia
Ah se non ci fosse la forza vitale. Perché secondo la filosofia Ubuntu c’è un legame universale che unisce tutta l’umanità. Il ruolo della forza vitale e’ quello di funzionare come fosse corrente elettrica; da una parte anima la vita e dall’altra é il canale ancestrale: il luogo dove si trovano vivi, defunti e nascituri. Di base l’idea è ‘io sono perché noi siamo’. Parole che nascondono un modo di pensare curioso e diverso a cominciare dal modo di intendere il tempo. Il presente, inteso come qui e ora, che per noi occidentali il fondamento della nostra libertà e l’unico istante sulla quale abbiamo potere, non ha spazio. Nella tradizione…
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In movimento
Mi piace essere corpo. È la cosa più vicina al nostra essenza che possa esistere. Il corpo ci permette di non omologarci e di fare scelte strettamente legate alla nostra identità. Tutto merito del movimento che arriva prima di qualunque linguaggio. Perché è un sistema di espressione strettamente legato all’evoluzione anatomica e alla capacità di sentire e comunicare questa sensazione. Ohad Naharin lo scenografo che ha inventato il linguaggio Gaga dice che se impariamo a sentire il nostro corpo prima di dirgli cosa fare troviamo noi stessi, la nostra forma più pura, l’essenza del nostro vivere. Quello che trovo intrigante, è l’idea di comunicare il nostro essere senza compromessi. A proposito, il…
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Appesi
Penso all’Orlando Furioso. Un tipo da incubo: casto, austero, coraggioso e devoto. Santo Cielo. E se sentite vi manca l’aria, dal punto di vista di Orlando è tutto il contrario. Tanto che si riteneva un uomo così valoroso che non si capacitava di come Angelica si fosse innamorata di Medoro. Morale: impazzì. Ma l’altro pezzo della storia racconta che, un bel giorno, mentre cavalcava per una delle tante foreste del mondo, trovò ristoro in un castello che dava ospitalità a tutti viandanti. La particolarità era che chiunque vi entrasse perdeva la capacità di parlare. L’unico modo che avevano per esprimersi era usare un mazzo di tarocchi. Così Orlando cominciò ad…
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I tulipani di Bibi Smit
Capita di mettere un mazzo di tulipani in casa e dopo qualche giorno vedere i petali appassire. Bibi Smit, che è un artista del vetro e che lo scorso hanno ha ricreato il cielo olandese, ne ha fatto l’oggetto della sua nuova opera, ”Maru Mori”. (Lei e’ una persona super interessante, nel senso che ha ‘la visione’ del mondo, sua unica e totalmente indipendente. -Per leggere l’intervista: ‘Bibi Smit ed il tempi che non esiste’-) In questo caso e’ come se avesse scannerizzato una stanza e individuato i fiori un po’ ammaccati, magari caduti. Ed avesse detto ’questa e’ la bellezza’. A proposito, secondo me l’idea da abbandonare e’ quella del…
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Uccellini…
A volte capita che una storia cominci a raccontartela ‘il prima’, cioè… tutto il collaterale, più i vari pezzi di passato che accadono. Ma poi, a ripensarla, rimane in testa come un incastro indissolubile. Questo è uno dei casi. Per cui racconterò questa storia come un’operazione matematica. La scenografia è un edizione del Paris Deco Off, il salone internazionale della decorazione.
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Il potere degli oggetti: le ceramiche di Julie Spako
Difficile capire quale sia l’identità di una città. Pensate a New York con le sue tante anime. Eppure c’è un minimo comun denominatore: la terra. La scienza che studia il suolo, la posologia racconta che la terra è il risultato di un ecosistema quindi ogni posto nel mondo ha il suo. Dunque l’identità in un piatto di terracotta? Per me si. Meglio alcune ceramiche di Julie Spako sono New York. Ma quale relazione li leggerà ? Tra La a podologia, la scienza che studia la terra, e una favola russa.
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La versione di Emmanuel Babled.
Emmanuel Babled durante la Pandemia di e’ trovato bloccato in Tanzania. Cosi ha cominciato a lavorare con un collettivo di artigiani ed insieme hanno messo punto una sedia fatta di rami di un albero molto speciale…
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Una chiacchierata con Lizan Freijsen: il tempo, gli arazzi & le novità.
A ‘Masterly, the Dutch in Milan’ gli arazzi di Lizan Freijsen erano esposti sulle scalone che porta al piano Nobile. vederli dal vero è stata un emozione così come incontrare l’artista. Così abbiamo fatto due chiacchiere, ma veramente due chiacchiere senza impegno, parlando di novità, tempo e fare arazzi .
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Il tributo alla curiosità di Arnout Visser
L’idea di partenza per Arnout Visser è che la plasticità e la trasparenza del vetro sono perfette per raccontare una scoperta, quasi meglio delle lettere dell’alfabeto. E non si ferma davanti a niente. Per arrivare a mostrare quello che vuole dire,ha creato dei nuovi modi di lavorazione del vetro. Quest’anno, per Masterly the Dutch in Milan, ha creato un opera ispirata al telescopio.
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Bibi Smit e il tempo che non esiste
La parola attorno alla quale tutto gira è: movimento. Cos’è per lei il movimento? Bibi Smit- il modo in cui si manifesta la vita. Dunque come si pone rispetto al tempo? Cos’è per lei? Bibi Smit- Per me il tempo non esiste, abbiamo solo il presente. Vede? Io non indosso l’orologio.
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Una Storia di muffa
La muffa è un mondo. Esattamente come l’umanità e i suoi generi, con ognuno le sue caratteristiche, i suoi modi di fare, le sue credenze. Pensate che ne sono state individuate 100.000 specie e probabilmente molte sono ancora da scoprire. Lizan Freijsen ne ha fatto una serie di arazzi. Intrighi di lana, cardata a mano, che fanno pensare al lavoro di una cartografa. Mappe dell’infinitamente piccolo che raccontano storie di altre culture, altri mondi dove si può solo immaginare di andare.
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Dire Tappeto…
Mi piace Christoph Hefti. E’ una persona che non si lascia governare dal marketing, ma usa gli intrecci di lana e seta nepalese, per esprimere se’ stesso. Certo bisogna vivere, e a proposito nel suo curriculum ci sono collaborazioni con Lanvin, Balenciaga, Acne Studio, al momento disegna per Mugler. Ma lui, proprio lui, si trova nei suoi tappeti, nel colore, nella cultura e nelle storie mistiche che raccontano. Si dice che la sua particolarità sia quella di usare metodi tradizionali in un contesto contemporaneo. Non so, non mi sento, d’accordo. Tanti ormai lo fanno. C’era un marchio di moda che usava un telaio del 1700 per produrre borse. Secondo me,…




































