Bei progetti
-
Van Gogh e Matthew Wong: ognuno fa quello che è
A Zurigo, al museo Kunsthaus, Van Gogh e Matthew Wong: meraviglia. Tutti ne hanno scritto. Van Gogh è Van Gogh e Matthew Wong uno dei più quotati artisti al mondo. Quando ancora in vita i suoi quadri venivano quotati cifre da capogiro (l’opera di fianco “mood room” é stata venduta nel 2018 per 848.000 dollari). Poi a 35 anni decise smettere di combattere contro solitudine ed emarginazione e si tolse la vita. Perché lui come Van Gogh era diverso e come l’atista olandese cercava e vivea secondo verità. Il punto è che ancora oggi molti ne scrivono, come se si trattasse di due disadattati, per dire tra le righe: “non erano come noi”, il…
-
Il senso della scrittura secondo Mikayel Ohanjanyan ed il mondo fluttuante.
L’altro giorno sono andata a vedere “Se non ci fosse la scrittura”, opere di Mikayel Ohanjanyan allo Spazio Assab di Milano. Intanto, l’artista è uno sculture: sincronia, perché il tema del progetto è il senso della scrittura, intesa come espressione umana, modo per mettere dei punti fermi ed è una bella associazione con la scultura. La sensazione era quella d’essere in balia di un oceano infinito e pericoloso punteggiato da qualche ancora di salvezza.Insomma la condizione umana. Ma mentre mi aggiravo tra le sculture, pensavo: i punti fermi, esistono per davvero? Perché c’è chi sostiene non esista un racconto, cioè non c’è un collegamento di causa/effetto tra passato, presente e…
-
Incontrare Fulvio Scavia
Premessa– ho incontrato Fulvio Scavia due volte nella mia vita, una durante una conferenza stampa della Milano Jewels Week, l’altra, il 7 novembre al Museo Bagatti Valsecchi per la presentazione di una mostra personale dedicata al Gioielliere, per i suoi 100 anni dall’apertura del primo negozio. Si tratta di “Il secolo d’oro di Scavia. Una bellezza che incanta”. È una mostra bellissima che dura un battito di ciglia (fino al 12 novembre), ma pare questa sia solo il primo atto.Sembra che la collaborazione continuerà. L’idea sarebbe è nata perché la gioielleria Scavia è alla quarta generazione mentre il museo Bagatti Valsecchi è diretto dall’erede dei due fratelli che diedero origine a…
-
Anelli: vichinghi, simboli e fedi
Questa storia comincia… con un antico vichingo, un certo Byolfur; di cui si dice abbia fondato un villaggio su un monte che porta il suo nome in Islanda. Ma soprattutto, pare che la terra del posto nasconda l’oro e l’argento che aveva sotterrato frutto delle sue razzie. E finisce con un anello. Combinazione il Comune di Mulaping in Islanda nel 2021 indisse un concorso per una terrazza panoramica. Vinse questo progetto che ricorda un anello. Le immagini sono di @archello)Un tributo ad un oggetto che hai tempi dei vichinghi si indossava per mostrare la fedeltà ad un conte. E che fatto così sembra un grazie con il sapore di un…
-
Quando si sceglie il nero
C’è stata una mostra quest’estate a cui continuo pensare. Si trattava dell’arte tra il “Perugino” e Burri; trait-d’union il colore nero. E ci penso ogni volta che guardo la vetrina di un negozio. Perché scegliere qualcosa rispetto a qualcos’altro ha a che fare con la nostra identità.E quando gli artisti sono di questo calibro realizzano opere che ti entrano nella pelle. Indipendentemente da quello che l’esercito degli intellettuali ci costruisce sopra. Siamo noi e loro. A proposito c’è chi dice che in questo colore ci si possa nascondere, oppure seguendo l’alfabeto dell’Occidente è il colore del lutto, del dolore. Sembra che la ragione di tutto sia la caratteristiche che assorbe…
-
Il labirinto più grande d’Europa
Che tutto sia iniziato a Milano? Franco Maria Ricci, in città, aveva una con piccolo giardino, circondato da alte mura. E, mentre pensava a cosa farci, succede che incontra un giardiniere giapponese, che gli suggerisce di piantare un boschetto di bambù. L’idea gli piace, addirittura associa questi alberi come il carattere Bodoni. Così Ricci parte per la Francia. La sua meta è la serra di Bambouseraie d’Anduze, in Provenza, il più grande vivaio d’Europa con circa 200 specie diverse di Bambú.Gli anni passano, la vita con i suoi intrighi gli fanno risvegliare una passione sopita: i labirinti. Sembra che ad averla fatta affiorare siano stati gli incontri con Jorge Luis…
-
Friuli Venezia Giulia. La via dei sapori
Il progetto “La Via dei Sapori” è bellissimo. Sono 8 ristoranti, 19 vignaioli ed undici artigiani del gusto che raccontano la loro regione attraverso ciò che da’ la terra e l’inventiva dell’uomo.
-
Anne Breton: “Derriere le mont de terre”
A volte mi chiedo se le opere d’arte e i personaggi dei romanzi, serie, film, esisteranno per davvero? Magari abitano un mondo parallelo oppure è un universo che aderisce così perfettamente al nostro che ne percepiamo le vicissitudini, usiamo le loro forme per esprimere quello che sentiamo. Vi immaginate se loro scrivessero e disegnassero di noi? Ma la vera domanda è: se avessero il potere di attraversare la barriera che ci divide? Anne Breton è riuscita a fare il viaggio all’opposto ed ha scorto un intero mondo di creature mai viste. Pare che questo esserini si nascondano dietro dei mucchietti di terra. Sono creature con un allure poetica, sensibile: verrebbe di abbracciarli.…
-
Graffiti
C’è chi considera le scritte sui muri come fossero gli antichi social. Secondo me no, i muri (a dispetto dei loro proprietari) sono molto più ambiti e non passano mai di moda. Pensate a Obey (pseudonimo di Shepard Fairey), l’artista che riprodusse sui muri il volto in quadricromia di Barak Obama, diventato poi il simbolo della sua campagna elettorale; oppure a Banksy. (Adesso entrambi espongono nei musei e chi ha un muro con un loro graffito, un bel vantaggio economico). Di recente ad Anversa gli Street artist hanno reso omaggio Van Eyck. Vale anche per le scritte, ce ne sono di antichissime, datate due o tre secoli fa o addirittura provenienti dalla…
-
Vermeer news…
Novità sulla vita di Vermeer. Un ricercatore, un ex archivista, mentre stava preparando “La Delft di Vermeer” , una mostra che aprirà il 10 febbraio nella città natale dell’artista, ha scoperto qualche nuova curiosità. La prima è il lussuoso funerale dell’artista; e non si capisce come. Intanto, Vermeer passò la vita protetto finanziariamente dalla moglie, almeno fino a dove riuscì, e da un mecenate che l’aiutò a pagare la quota di iscrizione alla corporazione dei pittori -la Gilda di San Luca- per potere dipingere e lavorare. A questo si aggiunge che, ad un certo punto, la Francia mosse guerra alle terre che allora erano considerate l’Olanda, dunque la borghesia dovette…
-
Casa Pananti: segreti e misteri di una casa d’aste e spunti per chi vorrebbe fondarne una.
Una web serie
-
D♠️artagnans e la ”tutela diffusa”.
Ci sono ancora una manciata di ore per diventare co-proprieterari di La Mothe Chandeniers; un castello costruito su uno specchio d’acqua, dentro un bosco della Nuova Acquitania -il dipartimento che ha per capitale Bordeaux-. La quota è all’incirca di 100 euro ( se si ha un indirizzo di posta in Francia meno), perché dentro ci sono le spese di spedizione dei documenti che rendono proprietari a tutti gli effetti (con tanto di notaio e diritto successorio). In pratica succede che ci si trova in società con altri (tantissimi) co-castellani e si acquisisce il diritto di voto (pesante quanto il numero delle quote che si sono acquistate) e, nel caso ce ne…
-
18 km quadrati di tetti e 130 progetti (Rotterdam)
Un villaggio sui tetti… o una città millefoglie
-
Che bella l’anarchia
Karl Fritsch dice che si impara a fare ’davvero’ un gioiello: ‘dopo’. Cioè dopo avere studiato gioielleria classica e dopo avere appreso tutte le possibili tecniche per creare un monile. Parola interessante “l’esperienza”. Perché in genere te la fanno passare per comprovata obbedienza & fare le cose come gli altri; moneta di scambio per ottenere prestigio. Invece, quella di Karl Fritsch -e del vero significato del termine (scientificamente ‘esperienza’ significa esperimento)- è: una volta saputo il come, c’è la libertà di fare, e con dentro tutto, compreso quello di decidere di andare verso altre direzioni rispetto alle conosciute. L’inizio del tutto è partito dalla domanda “cos’è un anello?” Da qui l’inizio della visione, perché…
-
I tulipani di Bibi Smit
Capita di mettere un mazzo di tulipani in casa e dopo qualche giorno vedere i petali appassire. Bibi Smit, che è un artista del vetro e che lo scorso hanno ha ricreato il cielo olandese, ne ha fatto l’oggetto della sua nuova opera, ”Maru Mori”. (Lei e’ una persona super interessante, nel senso che ha ‘la visione’ del mondo, sua unica e totalmente indipendente. -Per leggere l’intervista: ‘Bibi Smit ed il tempi che non esiste’-) In questo caso e’ come se avesse scannerizzato una stanza e individuato i fiori un po’ ammaccati, magari caduti. Ed avesse detto ’questa e’ la bellezza’. A proposito, secondo me l’idea da abbandonare e’ quella del…
-
Coltivare il deserto. (La Dubai Design Week)
A Dubai il cambiamento parte dall’ identità. Ed è curioso che la città che è stata sempre identificata con il lusso e la ricchezza, è invece una delle più profonde e vere. Le cose non sono mai come appaiono.
-
La versione di Emmanuel Babled.
Emmanuel Babled durante la Pandemia di e’ trovato bloccato in Tanzania. Cosi ha cominciato a lavorare con un collettivo di artigiani ed insieme hanno messo punto una sedia fatta di rami di un albero molto speciale…
-
Una chiacchierata con Lizan Freijsen: il tempo, gli arazzi & le novità.
A ‘Masterly, the Dutch in Milan’ gli arazzi di Lizan Freijsen erano esposti sulle scalone che porta al piano Nobile. vederli dal vero è stata un emozione così come incontrare l’artista. Così abbiamo fatto due chiacchiere, ma veramente due chiacchiere senza impegno, parlando di novità, tempo e fare arazzi .
-
Il tributo alla curiosità di Arnout Visser
L’idea di partenza per Arnout Visser è che la plasticità e la trasparenza del vetro sono perfette per raccontare una scoperta, quasi meglio delle lettere dell’alfabeto. E non si ferma davanti a niente. Per arrivare a mostrare quello che vuole dire,ha creato dei nuovi modi di lavorazione del vetro. Quest’anno, per Masterly the Dutch in Milan, ha creato un opera ispirata al telescopio.
-
Bibi Smit e il tempo che non esiste
La parola attorno alla quale tutto gira è: movimento. Cos’è per lei il movimento? Bibi Smit- il modo in cui si manifesta la vita. Dunque come si pone rispetto al tempo? Cos’è per lei? Bibi Smit- Per me il tempo non esiste, abbiamo solo il presente. Vede? Io non indosso l’orologio.










































