Terra
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Champagne: le origini. Tra Reims, Ruinart e Ao Yun
Per rappresentare i sovrani di Francia ho scelto il re di picche di Emanuele Luzzati. Nei tarocchi sarebbe il seme delle spade. I tappi di sono di Champagne.fr, sito interessante se voleste andare per qualche giorno da quelle parti. Di fianco un disegno della Cattedrale di Reims, se interessa, la chiesa ospita le vetrate realizzate da Chagalle. La sensazione, quando si beve Champagne è casa. Per un momento il mondo gira nel verso giusto, il male è lontano. È qui che tutti i discorsi sulla memoria collettiva, la funzione della tradizione, l’identità cominciano a diventare inquietanti. Come se qualcuno ci spingesse oltre una soglia e, all’improvviso, ci si trovasse, all’incoronazione…
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Salon, champagne raro (& patate fritte)
La casa d’aste Pandolfini ha compiuto cento anni, e per l’occasione, il mese scorso, nelle due giornate di aste dedicate al “fine wine” (fruttate più di un milione di euro) ha offerto la degustastazione di uno Champagne che più di nicchia non si può. E arrivando le feste, ho pensato di pubblicare la storia di questo rarissimo Blanc de Blancs, che mi ha fatto ricordare le bottiglie di Veuve Clicquot trovate sul fondo del mar baltico dopo un naufragio avvenuto nel 1800. Si tratta del Salon e a proposito bisogna cominciare col dire, che è la prova provata per cui se una persona vuole fare bene qualcosa, l’opzione è: fare…
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Spiriti della foresta
C’è un limite a dove si estende una foresta? Si potrebbe pensare che le cose/ la vita intorno, hanno un ombra non sparisce mai? E se fossimo noi foresta?Perché noi non siamo così diversi da una pianta. Le nostre come le loro sono cellule procariote. Loro hanno bisogno di anidride carbonica, noi di ossigeno. Le piante emettono ossigeno, gli esseri umani anidride carbonica. Sembra che loro parlino attraverso le radici, mentre noi usiamo il suono, i gesti.A pensarci è come se, semplicemente, fossimo esseri viventi che arrivano da due paesi diversi con un’altra cultura, altri modi di vivere. Questa è la mia idea. Ma il comunicato stampa apre ad una…
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Anne Breton: “Derriere le mont de terre”
A volte mi chiedo se le opere d’arte e i personaggi dei romanzi, serie, film, esisteranno per davvero? Magari abitano un mondo parallelo oppure è un universo che aderisce così perfettamente al nostro che ne percepiamo le vicissitudini, usiamo le loro forme per esprimere quello che sentiamo. Vi immaginate se loro scrivessero e disegnassero di noi? Ma la vera domanda è: se avessero il potere di attraversare la barriera che ci divide? Anne Breton è riuscita a fare il viaggio all’opposto ed ha scorto un intero mondo di creature mai viste. Pare che questo esserini si nascondano dietro dei mucchietti di terra. Sono creature con un allure poetica, sensibile: verrebbe di abbracciarli.…
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Uccellini…
A volte capita che una storia cominci a raccontartela ‘il prima’, cioè… tutto il collaterale, più i vari pezzi di passato che accadono. Ma poi, a ripensarla, rimane in testa come un incastro indissolubile. Questo è uno dei casi. Per cui racconterò questa storia come un’operazione matematica. La scenografia è un edizione del Paris Deco Off, il salone internazionale della decorazione.
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Il potere degli oggetti: le ceramiche di Julie Spako
Difficile capire quale sia l’identità di una città. Pensate a New York con le sue tante anime. Eppure c’è un minimo comun denominatore: la terra. La scienza che studia il suolo, la posologia racconta che la terra è il risultato di un ecosistema quindi ogni posto nel mondo ha il suo. Dunque l’identità in un piatto di terracotta? Per me si. Meglio alcune ceramiche di Julie Spako sono New York. Ma quale relazione li leggerà ? Tra La a podologia, la scienza che studia la terra, e una favola russa.
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La versione di Emmanuel Babled.
Emmanuel Babled durante la Pandemia di e’ trovato bloccato in Tanzania. Cosi ha cominciato a lavorare con un collettivo di artigiani ed insieme hanno messo punto una sedia fatta di rami di un albero molto speciale…
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Clementine de Chebaneix e i suoi esserini
La pelle è il rivestimento più esterno di un corpo, diverso per ogni classe di vertebrati. Ci sono i pesci e i rettili che sono ricoperti di scaglie, i mammiferi di peli, noi che abbiamo sulla punta delle dita creste cutanee che disegnano le impronte digitali -come se ognuno di noi avesse la propria catena montuosa-. Poi ci sono gli invertebrati ancora più strani se si pensa che la pelle di alcuni di loro prende la forma di una conchiglia. Ma gli esserini di Clementine de Chabaneix sono davvero i più particolari: il loro rivestimento è fatto di ceramica e pittura. Tenendo presente che nel 2020 sono state scoperte 156…






















