Fotografia
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Trilogia dell’abisso. Capitolo 3: Increspature
Un disegno nell’aria: Vulnus. Questo articolo non è un pubbliredazionale. Il marketing non decide la mia linea editoriale. Un profumo non è cosa differente rispetto ad un’opera d’arte, è il tentativo di disegnare l’invisibile. Personaggi: Soggetto: accordo di ferro ossidato, vaniglia nera, cuoio. Contro Soggetto: Gelsomino, caramello bruciato. Coda: creme brulee, VoV. Qualche giorni fa è stato presentato a Firenze, Vulnus , di Filippo Sorcinelli. Ferita: parola difficile. Sa annullare il tempo, sovrapporre pezzi di vita come se tutto fosse avvenuto contemporaneamente. Questo articolo è un groviglio com’è il mio sentire, come se l’unico filo che salva dal vuoto fosse il movimento: Ferro ossidato: freddo; Vaniglia nera: morbido; Caramello bruciato:…
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Riesling, sole e idrocarburi
Se l’economia mondiale è appesa allo stretto di Hormuz e il petrolio “ l’erba voglio” del momento con un infinito lavorio di diplomazie, accordi commerciali, tentativi del governo di spuntare con l’unione europea il massimo aiuto possibile per spuntare i prezzi al consumo… al Riesling basta crogiolarsi al sole. Perché è tutta una questione di abbronzatura. (la fotografia di copertina è di Foto di Zbynek Burival su Unsplash) Intanto il vitigno, un incrocio di piante antichissime avvenuto nel Medioevo, la crema solare, ce l’ha naturalmente: i carotenoidi. L’acidità estrema innesca il processo e ci si trova davanti alla molecola della benzina. Certo spesso serve tempo, non dico centinaia di anni, come il Riesling…
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Ciò che la pioggia rivela
Ciò che la luce costruisce C’era una volta un pescatore, Urashima Tarō, che vede dei bambini molestare una tartaruga. Lui interviene e la salva. Qualche giorno dopo, la tartaruga, un essere quasi immortale che può attraversare i mondi, il nostro è quello del mare, torna. Per ringraziarlo, lo porta in un palazzo sottomarino costruito con coralli e pietre preziose. È la casa del Signore dell’acqua, delle maree e della fertilità: Riūgū-jo, il drago. Noi umani possiamo sentirne la presenza nella pioggia, nell’acqua dei fiumi, dei laghi, del mare. Si dice che in alcune stanze del suo palazzo convivano primavera, estate, inverno e autunno. Yoshinori Mizutani, japan 1987. Rain Series, 27…
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The Phair è una soglia da attraversare
Dal 22 al 24 maggio a Torino c’è The Phair, proprio oggi, mentre pubblico, l’anteprima stampa dell’edizione 2026. The Phair non è la solita fiera con un milione di stand. Di quelle dove ad un certo punto non si sa né dove andare né cosa guardare e la confusione scende come la nebbia. The Phair è un paesaggio da attraversare.Ci sono spazi vuoti per respirare, poi montagne, le profondità del mare. Non è una faccenda fisica, ma più un sentire. Marcorossi Artecontemporanea_ Rune Gunerriusen Le gallerie selezionate sono poche e posizionate in modo che progetti diversi dialoghino tra loro. Non c’è un tema, ma un immagine guida. L’unica cosa che si…
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Profumo di pane.
Il profumo del pane ha un qualcosa di atavico. E’ una sensazione indescrivibile che non è solo ‘buono’ o ‘fame’, ma essere nel punto di origine del bisogno di mangiare. Sicilia, Campofranco, 2019, @StefanoTorrione Quel piacere immenso di addentare un panino, sentire consistenze diverse, il sapore. E poi sentirsi attraversare da un boccone, un momento ‘animale’ e profondissimo. Quando un pezzo di pane si trasforma in abbondanza! L’appagamento. E’ un po’ come avere ragione: la stessa sensazione, il mondo che si sistema in un ordine che non è più minaccioso.A Milano è stata aperta una mostra fotografica sulle tradizioni del pane. Ma cosa significa pane? Stefano Torrione, l’artista, in “Sacred Bread, le…
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Le donne napoletane sono Dee. (“Essere” senza chiedere il permesso).
I tacchi sono divertenti. Il passo diventa più corto (si osserva di più) il corpo cambia, un po’ ondeggia. Lapercezione di essere sopra, dá il senso di attraversare l’aria.Si cambia il modo di sentire il mondo, laprospettiva diventa più centrata. Il problema è il giudizio degli altri. Non è un discorso di comodità é che ti mettono in un cliché. A proposito, domandona: cos’è la seduzione? Un dispositivo, o un’energia chepromana da noi? Perché tacco o no é la punta dell’iceberg. Il problema è ‘essere”. E la soluzione -con la “S” maiuscola- è imparare dalle donne napoletane fotografate da Keila Guilarte.Un’artista che vive tra Milano e Parigi e lavora su…
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Il “Rossini Tournedos” alla mia maniera
C’è la tradizione, preziosa come un tartufo. Una ricetta che nel tempo si deve scontrare con un numero infinito di variabili.L’equilibrio è un incantesimo. Impossibile da ottenere, ma altrentattanto complicatissimo da spezzare. Per questo motivo inizio dall’originale. 1- Prendete un affetta tartufi e tagliate a scaglie il classico Rossini Tournedos, da distribuire poi generosamente sul piatto.Il fondamento: Nel 1855 Gioacchino Rossini si trasferisce a Passy. Non proprio un sobborgo di Parigi, più un margine raffinato, una soglia elegante -case borghesi,una moltitudine di giardini- ad un passo dalla vita mondana. Passy, diventata il sedicesimo arrondissmant, è ancora cosi, fosse solo per l’energia che irradia. Quando qualcosa è decisamente Chic, a Parigi c’è un modo…
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Il tempo è un respiro. Marshall Vernet e l’Etna.
Marshall Vernet -profilo Instagram: MarshallVernet1- e Stephanie Peters, un artista che ha dipinto una serie di opere intitolate “Vulcani”. La terra è un organismo vivente e Stephanie Peters dipingendo queste montagne infuocate ha voluto rendere visibile da una parte il respiro dall’altro il cambiamento di ciò che consideriamo immutabile. L’Etna e le fotografie di Marshal Vernet hanno una cosa in comune: il senso di eternità.Eppure c’è chi sostiene che l’unica certezza sia il cambiamento. In realtà é solo una questione di scala: il tempo dipende da come lo si guarda. E’ un po’ la sensazione di quando si cammina per strada immersi nei propri pensieri ed arriva una folata di…
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Passaggi.
Bel 2026. Rito Alchemico. Serve:– Una candela;– una chicchera o un bicchiere;– un oggetto metallico. Tempo: 30 minuti L’immagine a fianco è stata scelta per essere la guida di The Phair, dal 22 al 24 maggio 2026 a Torino; pratiche artistiche che sperimentano il linguaggio fotografico in chiave interdisciplinare. L’autrice è Nanda Lanfranco, lui Giuseppe Penone al Castello di Rivoli. 1- Fuoco.Accendo la candela e poi chiedo: “Cosa sta bruciando in me? Cosa sta nascendo?” Non cerco una risposta.Chiudo gli occhi e lascio salire la memoria più viva, più difficile, più urgente. Lascio affiorare.Dico “raccolgo il fuoco che consuma il mio piombo” 2- Acqua.Immergo le dita nell’acqua, le muovo lentamente. Sento…
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Essere Michel Haddi
L’altra sera, alla galleria 29 arts in progress “un talk” meraviglioso. Protagonista Michel Haddi, intervistato da Tiziana Castelluzzo ( non la solita giornalista – con tanti agganci e poco sapere-,ma un’esperta d’arte che assiste privati e imprese nell’acquisto di opere uniche). E dove, durante la chiacchierata l’arte di Michel Haddi si è liberata nell’aria come un profumo. Intanto: lui.Michel Haddi è francese ma nato da una famiglia algerina. In due parole: vita difficile che fa rima con periferia, delinquenza, opportunità che ci sono solo si è abbastanza bravi da crearsele. Aggiungete che ha vissuto per un periodo in un orfanotrofio cattolico, dove però ha potuto studiare. Ha fatto una serie…
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Spiriti della foresta
C’è un limite a dove si estende una foresta? Si potrebbe pensare che le cose/ la vita intorno, hanno un ombra non sparisce mai? E se fossimo noi foresta?Perché noi non siamo così diversi da una pianta. Le nostre come le loro sono cellule procariote. Loro hanno bisogno di anidride carbonica, noi di ossigeno. Le piante emettono ossigeno, gli esseri umani anidride carbonica. Sembra che loro parlino attraverso le radici, mentre noi usiamo il suono, i gesti.A pensarci è come se, semplicemente, fossimo esseri viventi che arrivano da due paesi diversi con un’altra cultura, altri modi di vivere. Questa è la mia idea. Ma il comunicato stampa apre ad una…
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Ognuno ha la sua pioggia
Ci sono tanti modi di disegnare la pioggia, quante maniere di interderla. La cosa curiosa e’ lo stretto legame tra lo stile, l’inquadratura che si decide di dare al disegno è l’opinione sul tema in una varietà infinita di sfumature. Difficile farne un’equazione perfetta: siamo un impasto di culture ed individualità, dove il minimo comune denominatore è l’inconscio collettivo, un luogo senza confini identitari o temporali che non sia l’umanità considerata in se’. Si potrebbe dire che ognuno ha la sua pioggia. Prendete la storia più antica che mai ci sia giunta, “L’epopea di Gilgamesh” -scritta in lingua accadica, nel III secolo A.C – ed il suo diluvio. Il protagonista…
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Il potere degli oggetti: le ceramiche di Julie Spako
Difficile capire quale sia l’identità di una città. Pensate a New York con le sue tante anime. Eppure c’è un minimo comun denominatore: la terra. La scienza che studia il suolo, la posologia racconta che la terra è il risultato di un ecosistema quindi ogni posto nel mondo ha il suo. Dunque l’identità in un piatto di terracotta? Per me si. Meglio alcune ceramiche di Julie Spako sono New York. Ma quale relazione li leggerà ? Tra La a podologia, la scienza che studia la terra, e una favola russa.
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La natura misteriosa di Iaia Filiberti
A volte basta un giardino. Ma non nel senso del solito ‘anche poco è bello’: perché qui non si tratta di accontentarsi, piuttosto, tutto il contrario. La protagonista di questa articolo è Iaia Filiberti. La storia comincia in pieno lock-down, nel giardino della casa di Iaia Filiberti sul lago Maggiore. Le sessanta micro- fotografie montate all’interno di cubi di metallo bianchi o neri -l’effetto è quello di guardare da un cannocchiale- documentano il mistero della natura. Forse, quello che c’è dietro la realtà che vediamo. Argomento questo, che rimanda a Maya, una parola che in sanscrito significa creazione e si traduce nel potere di dare una forma alle cose. (…)
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Il mondo intorno. (Marshall Vernet)
Cosa è vivo e cosa è inanimato? A guardare le fotografie di Marshall Vernet mi ritrovo nello stesso stato d’animo in cui capita di vedere un animale selvaggio. Quella vita, altro da me. Settimana scorsa il fotografo americano era al Mia, a Milano, con la Casagalleria Montegeneroso (un progetto particolarissimo), così l’ho incontrato e gli ho chiesto come vede il mondo.





































