Andare
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Il Bois de Boulogne: tra Neully sur Seine, Puteaux e la colonna sonora del Barocco.
Questo articolo è fatto di quelle storie che ho dovuto tagliare dalla puntata del podcast sul Bois de Boulogne. Intanto: Claude Bordard de Saint James. Per prima cosa il nome, quello vero era “de Saint Gemme”, ma amava l’Inghilterra, così se lo fece cambiare. Non per niente chiese all’architetto paesaggista che gli fece fece il parco del suo Castello un’architettura anglo / cinese (la moda dell’epoca). Certo fino ad un certo punto c’era una parte puantumata ad alberi esotico e rari. Insomma tutto quello che faceva scalpore. Ma dicevo nel podcast, lui ricchissimo, aveva addirittura finanziato la fondazione di una banca. Eppure fa bancarotta, perché non approvano il bilancio di…
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Le strade di Parigi: tra la Salpetriere e l’Arco di Trionfo. Il Tao del potere?
La nuova puntata del mio podcast
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Friuli Venezia Giulia. La via dei sapori
Il progetto “La Via dei Sapori” è bellissimo. Sono 8 ristoranti, 19 vignaioli ed undici artigiani del gusto che raccontano la loro regione attraverso ciò che da’ la terra e l’inventiva dell’uomo.
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Anne Breton: “Derriere le mont de terre”
A volte mi chiedo se le opere d’arte e i personaggi dei romanzi, serie, film, esisteranno per davvero? Magari abitano un mondo parallelo oppure è un universo che aderisce così perfettamente al nostro che ne percepiamo le vicissitudini, usiamo le loro forme per esprimere quello che sentiamo. Vi immaginate se loro scrivessero e disegnassero di noi? Ma la vera domanda è: se avessero il potere di attraversare la barriera che ci divide? Anne Breton è riuscita a fare il viaggio all’opposto ed ha scorto un intero mondo di creature mai viste. Pare che questo esserini si nascondano dietro dei mucchietti di terra. Sono creature con un allure poetica, sensibile: verrebbe di abbracciarli.…
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La vita nascosta delle cose
Uno studente di una scuola media, durante un’escursione, scopre uno scarabeo di oltre 3000 anni nel sito archeologico di Azor a Tel Aviv.
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D♠️artagnans e la ”tutela diffusa”.
Ci sono ancora una manciata di ore per diventare co-proprieterari di La Mothe Chandeniers; un castello costruito su uno specchio d’acqua, dentro un bosco della Nuova Acquitania -il dipartimento che ha per capitale Bordeaux-. La quota è all’incirca di 100 euro ( se si ha un indirizzo di posta in Francia meno), perché dentro ci sono le spese di spedizione dei documenti che rendono proprietari a tutti gli effetti (con tanto di notaio e diritto successorio). In pratica succede che ci si trova in società con altri (tantissimi) co-castellani e si acquisisce il diritto di voto (pesante quanto il numero delle quote che si sono acquistate) e, nel caso ce ne…
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18 km quadrati di tetti e 130 progetti (Rotterdam)
Un villaggio sui tetti… o una città millefoglie
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Che fine a fatto Elisabetta Dolfin? (eh… i pettegoli)
Si dice che a Villa Foscari, appaia il fantasma di Elisabetta Dolfin. Ma c’è qualcosa che non va…
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Uccellini…
A volte capita che una storia cominci a raccontartela ‘il prima’, cioè… tutto il collaterale, più i vari pezzi di passato che accadono. Ma poi, a ripensarla, rimane in testa come un incastro indissolubile. Questo è uno dei casi. Per cui racconterò questa storia come un’operazione matematica. La scenografia è un edizione del Paris Deco Off, il salone internazionale della decorazione.
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Coltivare il deserto. (La Dubai Design Week)
A Dubai il cambiamento parte dall’ identità. Ed è curioso che la città che è stata sempre identificata con il lusso e la ricchezza, è invece una delle più profonde e vere. Le cose non sono mai come appaiono.
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La natura misteriosa di Iaia Filiberti
A volte basta un giardino. Ma non nel senso del solito ‘anche poco è bello’: perché qui non si tratta di accontentarsi, piuttosto, tutto il contrario. La protagonista di questa articolo è Iaia Filiberti. La storia comincia in pieno lock-down, nel giardino della casa di Iaia Filiberti sul lago Maggiore. Le sessanta micro- fotografie montate all’interno di cubi di metallo bianchi o neri -l’effetto è quello di guardare da un cannocchiale- documentano il mistero della natura. Forse, quello che c’è dietro la realtà che vediamo. Argomento questo, che rimanda a Maya, una parola che in sanscrito significa creazione e si traduce nel potere di dare una forma alle cose. (…)
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Una Storia di muffa
La muffa è un mondo. Esattamente come l’umanità e i suoi generi, con ognuno le sue caratteristiche, i suoi modi di fare, le sue credenze. Pensate che ne sono state individuate 100.000 specie e probabilmente molte sono ancora da scoprire. Lizan Freijsen ne ha fatto una serie di arazzi. Intrighi di lana, cardata a mano, che fanno pensare al lavoro di una cartografa. Mappe dell’infinitamente piccolo che raccontano storie di altre culture, altri mondi dove si può solo immaginare di andare.
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Passeggiate
Niente valorizza più il territorio della sua cura. Certo bisogna farci qualcosa così da permettere alle persone di viverlo. A questo serve l’architettura. Questi i progetti più strani e più belli
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Dire Tappeto…
Mi piace Christoph Hefti. E’ una persona che non si lascia governare dal marketing, ma usa gli intrecci di lana e seta nepalese, per esprimere se’ stesso. Certo bisogna vivere, e a proposito nel suo curriculum ci sono collaborazioni con Lanvin, Balenciaga, Acne Studio, al momento disegna per Mugler. Ma lui, proprio lui, si trova nei suoi tappeti, nel colore, nella cultura e nelle storie mistiche che raccontano. Si dice che la sua particolarità sia quella di usare metodi tradizionali in un contesto contemporaneo. Non so, non mi sento, d’accordo. Tanti ormai lo fanno. C’era un marchio di moda che usava un telaio del 1700 per produrre borse. Secondo me,…
























