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Sulle tracce di un bestseller rinascimentale. Isabella Cortese, le tipografie clandestine e Venezia
Importante: una parte dell’articolo è impaginato su due colenne. Se mi leggete da un cellulare credo che scompagini tutto. Questa è la storia di un sapere segreto e di una passeggiata tra le tipografie clandestine di Venezia.In pieno rinascimento Isabella Cortese scrive un bestseller: Secreti. Stampato più volte, vendutissimo. Il Canal Grande da Fondaco dei Tedeschi. La fotografia è di Luca Esenco. Ma che solo a Venezia avrebbe potuto entrare in circolo. Tra l’altro Isabella Cortese è una delle alchimiste a cui Kiefer ha dedicato l’ “Opera” monumentale a Palazzo Reale. Il mio articolo parte da qui, dalla copia dei “Secreti” che ho cercato e trovato alla Biblioteca Trivulziana di…
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Una passeggiata per la Milano alchemica.
La prima sfoglia è la materia. Quella grezza che arrivava dai navigli; piuttosto che i corpi intaccati dalla malattia. Cá Granda fu il primo ospedale pubblico organizzato scientificamente di fine 1400. Le fotografie sono mie. L’ultima è stata scattata alla Milan Academy Of Art, durante il corso di Figura dal Vero. Poi c’è il fuoco; la seconda sfoglia, l’elemento che consente la trasformazione. Gli alchimisti allo scopo, avevano un forno che chiamava “Athanor”. E se lo si volesse vedere tramutato in luogo, ai tempi sarebbe stato il Castello Sforzesco. Qui c’erano ingegneri, architetti, artisti, scienziati, medici. Anche se gli esperimenti e le metamorfosi, per via del rumore, della polvere, del…
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Meccanismi di esperienza. Sara Abdu a Desert x e il carnevale di Mamoiada.
Importante: una parte dell’articolo è impaginato su due colonne. Non so se il telefono tiene la formattazione. Lo scorso 21 gennaio, ad Aiula ha aperto Desert X, la manifestazione che si tiene ad anni alterni, in Arabia Saudita e in California, andrà avanti fino al 28 febbraio. Di base l’idea è portare installazioni artistiche nel deserto, facendolo diventare un museo en plein air. Ma è immensamente di più. C’è un modo diverso di essere deserto. Se in America quel mare di sabbia è stato mitizzato ed è diventato un luogo dove si proiettano storie, quello in Arabia Saudita è prima di tutto un’area archeologica. Qui si sono susseguite per più di…
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Venezia sotto pelle.
C’è un té nero, l’Assam, che funziona come un ostrica: il sapore arriva dopo. La prima cosa che si sente è uno superficie d’acqua calma, poi arriva la profondità. E allora bisogna scegliere, se tuffarcisi o passare oltre prendendo un altro sorso.E’ lo stesso anche Venezia. Monet nel 1908 passó un periodo a Venezia. Sembra avesse paura di dipingerla ma ad un certo punto ruppe gli indugi. Fu ospite a Palazzo Barbaro,di una mecenate incontrata a Londra, Mary Hunter. La Serenissima è una città di acqua e di nebbia, che sia la bruma del mattino o quella densa tipica delle giornate più fredde dell’anno. Ma se ci si inoltra, magari…
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Il pianeta terra è un tortellino, l’universo il brodo
Dopo un giro immenso sono arrivata alla conclusione che è tutto un tortellino. C’è una leggenda, secondo cui, Venere si fermò, per una notte,in un hotel a Castelfranco Emilia. Il proprietario, dal buco della serratura, vede il suo ombelico. Folgorato lo scolpisce, rifacendolo con la pasta ripiena. Dunque tutto dipende da cosa si intenda per tortellino. Il vuoto o il pieno? La tradizione? o nessuna delle precedenti, ma un tortellino libero ed indipendente che cammina per il mondo?Sembrano domande che lasciano il tempo che trovano, invece ognuna è una teoria dei massimi sistemi. Leggere per credere. 1- Il partito del vuoto. Penso a Daniele Robecchi – lo chef che d’estate lavora…
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Ricordi quando giocavi? (I gioielli di David Bielander e viaggi – escamotage- cortissimi)
C’è una storia, che fa parte dell’Archive Mass Observation. (Se interessa questi archivi si trovano presso l’Università del Sussex a Brighton).Un progetto inglese particolarissimo, che prese vita nel 1937, e consiste nella raccolta di diari e testimonianze orali su colazioni, paure, sogni, lavoro, amore delle persone comuni. Niente soliti noti, niente statistiche.E la storia che riporto parla di la gioia, non intesa come felicità, ma quella che scaturisce dal sublime. Il perfetto allineamento tra quello che siamo, sentiamo e facciamo. Una Signora racconta che da bambina stava giocando in cortile con sua cugina. Succede che l’altra bambina prende un fiore e lo piega lentamente. Ma senza l’intenzione di fare un…
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Due case, due modi di vivere: Rembrandt e Bol.
La colazione era un avanzo, del pane raffermo, oppure un pezzo di aringa. Poi, Ferdinand Bol. usciva di casa, inoltrandosi per le strade di Amsterdam. ( questa e la fotografia con la bolla di sapone è mia) Appena ventenne abitava vicino al porto interno, nel Damrak. Oggi in quei luoghi c’è la stazione centrale, ma allora camminarci prevedeva attraversare nuvole di polvere che scappavano dai sacchi, sentire un odore misto di spezie e pesce, fare attenzione a non andare a sbattere contro chi trasportava le merci più improbabili, vedere stoffe preziosissime. Da qui si dirigeva verso Piazza Dam: il centro del potere, dove si commerciava, contrattava, giudicava. Per di…
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Come inventarsi un banchetto alla Rodolfo II (o trasformarlo in qualche giorno a Praga)
(Il tempo non esiste, per quanto mi riguarda credo alla fisica quantistica) Chi di voi arriva dal rinascimento sa che un volto nasce nella stessa maniera con la quale spunta una foresta. E’ tutta un’aggregazione di elementi minimi in continua trasformazione. (di fianco il Vertumnio di Arcimboldo rifatto con frutta e verdura vera da @KlausEnriqueGerdes Gli altri, per dare un banchetto alla Rodolfo II, come Dio comanda, devono partire dall’idea di mondo secondo Arcimboldo. Un uomo di corte, per niente eccentrico, più vicino ad un ingegnere delle meraviglie che all’individualismo artistico. Ma con un ossessione: i simboli.Certo le sue opere, la sua regia ad una festa erano atti di governo:…
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Nuove frontiere
C’è un pensiero che non mi lascia dalla scorsa settimana. Kant è il mio filosofo preferito perché è il manifesto della relatività, pone l’uomo come una specie tra le tante. Ognuno di noi ha una sua propria singolarità. E non smette di ripetere fino alla nausea: pensa con la tua testa, perché qualcosa è sempre stato fatto in un modo non significa che non ci possa essere un altro sistema.Insomma la parola sembra essere: consapevolezza di sé perché se riconosco il pensiero relativo riconosco anche me. (L’opera a fianco è di @ElenaMarkova) Provate a mettere questa idea nella fisica quantistica, esattamente nella teoria dell’entanglement. Fino a un po’ di tempo…
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Dentro
Prendete Tarquinia e Cerveteri, se fossero due persone la prima sarebbe una graphic novel, l’altro un architetto. Tarquinia si esprime con i colori, Cerveteri attraverso la pietra. Eppure sono a brevissima distanza l’una dall’altra e non stiamo parlando dell’attitudine di qualche persona ma il modo di esprimersi di un’intera comunità. Come se ognuna delle due città avesse una forza di gravità particolare che attrae chi è in linea con il loro sentire. (Certo c’è il discorso della persuasione indotta, ma quanto può essere coercitiva? voglio dire, dipende da quanto si è liberi). In tutto questo metteteci Sarah Meyohas, Desert X -manifestazione d’arte open air che ad anni alternativi si tiene…
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Labirinto contro Alba
Ho deciso di impaginare su colonne perché vorrei che fossero due pensieri che viaggiano uno accanto all’altro in contemporanea La nostra è una delle tante galassie nell’universo. Ma cosa c’è dopo lo spazio? Se l’universo si espande, cos’è il vuoto sulla quale esiste? Dove va? Poi, cosa si intende per infinito? C’è chi dice che lo spazio è un insieme di universi paralleli (idea anticipata da Giordano Bruno che per questo fu arso vivo a Campo dei Fiori e la Chiesa ancora non ha chiesto scusa) Ma pur ammettendone l’esistenza siamo daccapo. Perché è come se vivessimo sospesi sopra un fazzoletto di cui non si sa ne l’estensione, né la…
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Chi ha ucciso Tycho Brahe? Idea per un weekend a Copenaghen
Quello che si sa sulla morte di Tycho Brahe fu che morì il 24 ottobre 1601 a seguito di un banchetto. La leggenda racconto che dopo avere ingerito una quantità esagerata di alcolici (a Praga in queste occasioni non veniva servita acqua), si trattenne dall’alzarsi da tavola e si provocò un blocco urinario. Ma andò davvero così? La pista danese. Per credere alla morte naturale, la sua salute avrebbe dovuto essere molto compromessa. Certo aveva 54 anni, quindi età presumibilmente compatibile con prostata ingrossata, calcoli. Tuttavia nessuna cronaca anteriore all’episodio che lo portò alla morte parla di problemi urinari o renali. Anzi, lo descrivevano come un uomo forte e robusto…
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Il cielo come un foglio di carta; stelle per vedere cosa si nasconde.
La notte appena passata (12/ 13 agosto) dovrebbe essere stata quella in cui si sono viste più stelle cadenti in tutta l’estate: il motivo è che la terra ha incontrato uno sciame di meteoriti ed al 4 di stamane pare abbiano dato il loro meglio. Ma le stelle cadono tutto l’anno. Segnalo a proposito le visite notturne all’osservatorio della Val d’Aosta perché è il primo Stellar Park riconosciuto dall’Unesco, è a più di 1500 metri di altezza e a settembre ci sono i tre giorni della festival dell’astronomia, un’occasione per gli appassionati di incontrarsi. Al di là, perché il punto di questo articolo è un altro. Avete presente quel gioco…
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Un piede e una passeggiata sul Palatino
Alle volte ci sono dei pensieri che restano dentro dentro, come se si trovassero in un labirinto da cui non riescono ad uscire. . E’ il caso degli oggetti a forma di piede: perché? perché proprio il piede? Caso vuole che da Subert Antiquari, mi sia imbattuta in un calamaio di maiolica -manifattura di Faenza- del 1500. Allora averlo significava essere davvero alla moda, “cool” come diremmo oggi, perché questi tipi di oggetti pescavano nell’Antica Roma. C’era la febbre della scoperta. Dunque il piede: per i romani aveva tutta una sua ragione d’essere che spesso prendeva forma nelle lucerne, ulteriormente decorate con occhi, visi, falli. La ragione è che i…
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Un bicchiere di vino
L’idea è bere un bicchiere di vino. L’obiettivo è fare come dice Kurt Vonnegut “quando sei felice facci caso”. E se fosse il peggiore giorno della vostra vita pensate a Caligola. Una volta andò in un santuario per farsi fare una profezia -forse dalla sibilla cumana?- e gli dissero che avrebbe avuto la stessa possibilità di diventare imperatore che di farsi una cavalcata sull’acqua del porto di Baia. Così quando lo divenne organizzò una festa memorabile. Creò un ponte da Baia a Puteoli (la nostra Pozzuoli) con centinaia di navi da coprire quattro chilometri. Li fece ricoprire di terra battuta e tavolati per dare l’idea proprio del ponte e per…
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Il solstizio d’estate, Firenze e lo gnomone
Un’idea per il solstizio di mezza estate è Firenze, esattamente l’interno di Santa Maria del Fiore, ma niente paura, nulla di religioso (qualunque sia la storia che arrivati a destinazione potrebbero raccontare). Piuttosto è una storia di scoperte e della meraviglia di sbagliare. Tornando al punto, al tempo la cupola del Brunelleschi era l’edificio più alto della città. Ancora non era finita e l’artista che voleva sbaragliare, frequentava un gruppo di amici che si occupavano di scienza nel significato che poteva avere nel 1400 (da non intendere in senso spregiativo, anzi: erano più scienza loro di noi, avevano meno muri mentali e per arrivare a nuove scoperte erano disposti a rischiare…
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Un quadro di Rembrandt per guida turistica. (La ronda di notte)
Stavo parlando con un’amica di cosa faccia la grandiosità di un artista. Secondo noi la risposta è la capacità di mettere l’infinito nell’opera. Cioè quell’eternitá che ti permette di identificarti, dunque di amare ma anche detestare perché è come se l’ eternità e l’identità andassero di pari passo e servisse l’una per capire l’altra ed ogni artista avesse la sua particolarissima specializzazione. Ma il punto in questo articolo è Rembrandt, con la sua “Ronda di notte”. Intanto il potere speciale dell’artista è il dramma. Non che la cosa fosse -all’epoca- universalmente riconosciuta. Proprio i protagonisti di questo ritratto di gruppo ebbero qualcosa da dire visto che pagarono 100 fiorini (un…
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Anelli: vichinghi, simboli e fedi
Questa storia comincia… con un antico vichingo, un certo Byolfur; di cui si dice abbia fondato un villaggio su un monte che porta il suo nome in Islanda. Ma soprattutto, pare che la terra del posto nasconda l’oro e l’argento che aveva sotterrato frutto delle sue razzie. E finisce con un anello. Combinazione il Comune di Mulaping in Islanda nel 2021 indisse un concorso per una terrazza panoramica. Vinse questo progetto che ricorda un anello. Le immagini sono di @archello)Un tributo ad un oggetto che hai tempi dei vichinghi si indossava per mostrare la fedeltà ad un conte. E che fatto così sembra un grazie con il sapore di un…
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Le mura di Filippo Augusto
La nuova puntata del podcast, dedicata alle mura di Filippo Augusto del 1190. Anche se in realtà sono tre: visto che l’argomento lo consentiva ho deciso di spezzarle, per renderle più leggere. Qui vorrei fare una riflessione su di un argomento in cui mi sono imbattuta mentre preparavo la puntata . Riguarda Folco il Giovane. Ora un po’ perché non aveva ne arte né parte (era solo duca di Normandia), quindi non poteva avere pretese, un po’ perché combatteva bene ma soprattutto era diventato ricco, riuscì a sposare la figlia del re di Gerusalemme. Così ad un certo punto diventa sovrano! (Non che non avesse brigato…] Ma il punto è…
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Il caffè ristorante Laperouse e quello del Museo Carnavalet
Proprio ieri è uscito il mio nuovo episodio delle strade di Parigi. L’ho dedicato tutto al Caffè Procope. L’idea era che fosse la continuazione del ‘Tao del potere’ vale a dire la Salpetriere ed Arco di Trionfo. Perché mi piaceva mettere in luce la grandezza dei caffè come luoghi di incontro dove ci si poteva confrontare e quindi fare fronte a chi vuole imporre le proprie decisioni sugli altri. Mi hanno detto che non ci sono molto riuscita. Pazienza farò meglio nella prossima puntata, la prima dedicata alle mure di Parigi. Resta che qui volevo parlare di due argomenti ho tenuto in chiusura. Da una parte il caffè/ ristorante Laperouse…






























