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Ciò che la luce costruisce
Ciò che la pioggia rivela. Fino sherry è una lama. Tagliente. Asciutto È… camminare sotto il sole con il vento che sferza la pelle ma che non riesce a portare via la sensazioni che bruci. È l’estate andalusa: le temperature altissime, l’assenza di pioggia. Quella sensazione di vita. Intendo,la fatica che ti fa percepire di essere nel flusso. Fino sherry è così. Ricorda un panetteria appena aperta. Infatti si si apre una bottiglia il profumo è quello di pane, mandorla, pasta fermentata. Non c’è zucchero. La prima cosa che colpisce quando lo si assaggia è la secchezza assoluta. Subito arriva un sapore salato, ma che in realtà è un illusione. É…
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Respiro. Annodati ai polmoni e Vita da ostrica
Importante: Questi due articoli sono impaginati su due colonne, perché rappresentano la stessa questione vista da due punti di vista. Annodati ai polmoni Vita da ostrica Respiro. Sembra che quello che ci lega al corpo sia esattamente questo. L’artista è Katrin Koetzer, l’opera Babanangu – le mie braccia sono troppo corte, ma le mie ali sono gloriose-. La sua pagina web è Katrin.co.za, mentre la pagina Instagram @trini_prins. Come se i nostri strati sottili fossero annodati ai polmoni. L’aria entra, l’aria esce; respiriamo mondo e buttiamo fuori noi. Si dice che il respiro sia un atto automatico, si sa é inevitabile. In realtà è una soglia. Mi viene in mente il …
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L’Etna bianco e la sua rete
1- Il Vino Il bianco dell’Etna è così particolare che è diffiile parlare di singolarità. E’ come se anche loro fossero in movimento. Niente è mai uguale, a cominciare dalle colate laviche che diventano terreno. Intanto l’Etna è un vulcano diffuso, non c’è una bocca unica. In aggiunta una colata del 1400 è diversa da una del 1700. Certo il tempo, quindi pioggia, vento, caldo, freddo e più possibilità per la lava di sgretolarsi e diventare casa per piante e animaletti. Un canale lavico, fotografato da Antonio Zimbome, Photoartland, via Wikipedia. Ma anche la qualità del magma è differente, la percentuale di silice, il gas. Poi ci sono le colate…
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The Phair è una soglia da attraversare
Dal 22 al 24 maggio a Torino c’è The Phair, proprio oggi, mentre pubblico, l’anteprima stampa dell’edizione 2026. The Phair non è la solita fiera con un milione di stand. Di quelle dove ad un certo punto non si sa né dove andare né cosa guardare e la confusione scende come la nebbia. The Phair è un paesaggio da attraversare.Ci sono spazi vuoti per respirare, poi montagne, le profondità del mare. Non è una faccenda fisica, ma più un sentire. Marcorossi Artecontemporanea_ Rune Gunerriusen Le gallerie selezionate sono poche e posizionate in modo che progetti diversi dialoghino tra loro. Non c’è un tema, ma un immagine guida. L’unica cosa che si…
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Strati invisibili. L’arte astratta e le facoltà medianiche. Ma soprattutto cos’è uno e cos’è l’altro. Georgina Houghton
Nel 1871 Georgina Houghton affitta una prestigiosa sala londinese per esporre circa 155 opere. Erano legate da un unico significato: insieme disegnavano il mondo com’è, la struttura invisibili della materia. Ci sono tanti modi di intendere la sua cosmologia, quanti quelli di definire cosa sia davvero una medium.Per Georgiana Houghton si trattava di parlare con persone che erano passate oltre ed essere il tramite della conoscenza più preziosa, quella che non si riesce mai a raggiungere. Di fianco: ‘Flower and Fruit of Henry Lenny’ 1861, pubblico dominio via wikimedia. Per Georgiana Houghton questo era il ritratto spirituale del suo primo spirito guida. pensava che fiori e frutti fossero forme reali…
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Noto è un organismo.
Prima c’è la superficie. Il terremoto devastante del 1693, dove si stima morirono tra le 50.000 e le 60.000 persone. Noto fu letteralmente trasferita in una zona considerata più sicura. La ricostruzione: fatta di pietra, scale, prospettive: tentativi di mettersi alle spalle la paura. L’idea era usare la luce della ragione dentro una città costruita come il percorso di una processione. La morfologia del territorio ha aiutato, il popolo in basso, la nobiltà nella zona intermedia e la chiesa in alto sopra tutto. Da intendere come se ognuno all’interno del proprio mondo, avesse trovato il proprio senso. Ricorda la leggenda della Gerusalemme Celeste: più la casa di Dio, dove l’umanità…
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Profumo di pane.
Il profumo del pane ha un qualcosa di atavico. E’ una sensazione indescrivibile che non è solo ‘buono’ o ‘fame’, ma essere nel punto di origine del bisogno di mangiare. Sicilia, Campofranco, 2019, @StefanoTorrione Quel piacere immenso di addentare un panino, sentire consistenze diverse, il sapore. E poi sentirsi attraversare da un boccone, un momento ‘animale’ e profondissimo. Quando un pezzo di pane si trasforma in abbondanza! L’appagamento. E’ un po’ come avere ragione: la stessa sensazione, il mondo che si sistema in un ordine che non è più minaccioso.A Milano è stata aperta una mostra fotografica sulle tradizioni del pane. Ma cosa significa pane? Stefano Torrione, l’artista, in “Sacred Bread, le…
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Risonanze. Rita Sabo, Palazzo Bembo e il ‘De Philosophia Occulta’.
Ma ci tiene ancorati a cose, luoghi e persone che ci permettono un confronto. Le nostre soglie.Forse ,in questo caso, con Rita Sabo e Palazzo Bembo – il nove maggio aprirà la sua personale ‘Unison- The fusion of high culture’- è stato fatto apposta. L’artista lavora sulla risonanza, il palazzo è uno snodo, un luogo di passaggio usato spesso nelle esposizioni per il fuori biennale.Lei è un artista sulla cresta dell’onda non per i premi o per la critica. E credo ancora meno per i mi piace o meno. Perché i suoi quadri sono come una brezza leggera che un po’ avvolge, un po’ colpisce. Rita Sabo dipinge la vibrazione.…
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Equilibri instabili. Tra il vino di Silvio Jermann e l’arte di Marco Ferri
Importante– Questo articolo è impaginato su due colonne, perché vorrei l’effetto specchio. L’idea è partita da due pensieri che si sono sovrapposti. Certo è il mio punto di vista forse non il vostro. la verità è un accostamento, ognuno si fa il suo. Mentre scrivevo mi sono imbattuta nella pubblicità del nuovo libro di Stefano Rovelli “Sull’eguaglianze di tutte le cose” in cui si chiede cos’è la realtà? potremo un giorno dire ha un senso? chissa. Ma al di là, se mi leggete da un smartphones si scompaginerà tutto. Silvio Jermann non sopportava l’idea che il un bianco fosse considerato il figlio di un dio minore. Fino a lui, era…
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Le tre stanze segrete di Palazzo Visconti. Eternità, profumi, luci e ombre.
Dentro ogni casa esiste un altra casa. Invisibile, ma più reale di un mattone. É l’impressione, quell’attimo fugace: quando si smette di guardare e si comincia ad ascoltare quello che dice il corpo. Una traccia che Palazzo Visconti porta a tre stanze segrete. La prima stanza : l’eternità. … Ma c’è un eccezione: L’unica costante nel cambiamento é il cioccolato: l’eternitá è sua. Gli antichi sbagliavano a fare affidamento sull’oro. Il cioccolato rimane un imperituro punto di riferimento, nonostante appartenga all’immateriale categoria de “I gusti sono gusti”. Poltrone, abiti, appartamenti e la vasta categoria degli oggetti che ci circondano funzionano come spugne. Accumulano: abitudini, giorni storti, impegni disattesi. In poche parole riflettono…
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Prima di San Pietro. San Giovanni in Laterano e le sue storie in un menu.
Importante– l’articolo è impaginato su due colonne, se mi leggere da uno smartphone si scompaginerà. Il 18 Aprile 1506 fu posata la prima pietra della basilica di San Pietro, poi conclusa nel novembre 1626. Quest’anno compirà 400 anni: ma prima?Questa è una storia che comincia con una guerra. Ufficialmente sarebbe stata in gioco l’identità dell’impero: Roma avrebbe continuato a credere negli dei o sarebbe diventata cristiana? In realtà la solita una sordida guerra per la conquista del potere: propaganda, simboli, costruzione del consenso. Qualche secolo prima, una famiglia potentissima -i Laterani-, cadde in disgrazia-. Plauto coinvolto nella congiura contro Nerone, venne giustiziato e i beni di famiglia confiscati. Così l’area…
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Sulle nature morte. Un’indagine ad Haarlem e un paio di viaggi.
Perché è quella sensazione di presenza che assale, come se le cose avessero una vita segreta. Come seascoltando una natura morta fosse possibile scoprirne la traccia.Si pensa che gli oggetti servano a questo o a quello: ma se fosse solo una parte che interpretano? E seinvece ‘ gli strumenti’ fossimo noi? Immagino l’umanità come tante folate di vento che permettono alle cosedi spostarsi o quei tali elementi che gli permettono di trasformarsi a seconda del bisogno. Chissà. In Giappone c’è una teoria: il ‘ki’, qualcosa che in certe condizioni appare e mostra l’anima delle cose. La nebbia, il vapore che sale da una pentola che bolle, la vibrazione di un…
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Carema è un universo (come spesso il vino). Una storia di spazio e dimensioni.
Importante- Una parte dell’articolo è impaginato su due colonne perche voglio che arte e vino appaiono uno dentro l’altro o viceversa. Se mi leggete da cellulare scompagina. Lo spazio è sempre troppo poco. Prendete un bicchiere di vino rovesciato, esattamente l’istante in succede ildisastro. A volerlo dipingere potrá mai essere contenuto in una tela? L’opera è Flying Bye (1982) di Elizabeth Murray, quattro tele sovrapposte al centro mostrano un bicchiere di vino rovesciato. Attualmente visibile alla David Kordansky Gallery di Los Angeles – fino al 25 aprile 2026-. l’idea è riunire Elizabeth Murray con Betty Woodman per mettere in luce la loro capacità di pensare alle forme. Certo: la prospettiva…
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C’era una volta. (Storie: tra l’arazzo di Bayeux e quelli di Claudy Jongstra)
Pecore, piante tintorie, lana lavorata a mano e una storia. Quella di Bayeux, lunga quasi 70 metri: è fatta per creare consenso. Tutte le immagini dell’arazzo di Bayeux sono una cortesia del British Museum e promozionali alla mostra che espone l’arazzo a partire dal prossimo settembre fino a luglio 2027. Anche oggi si usano le stesse tecniche, si ripete una narrazione fino a quando diventa realtà. Si lavora sull’ambiguitá, si sceglie, si estrapola. Dall’anno 1000 la verità era incarnata dalla cattedrali. Particolare della Cattedrale di Bayeux.La fotografia è di: PMRMaeyaert, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons Le storie, come quella che racconta la conquista del trono inglese da parte di Guglielmo…
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Sulle tracce di un bestseller rinascimentale. Isabella Cortese, le tipografie clandestine e Venezia
Importante: una parte dell’articolo è impaginato su due colenne. Se mi leggete da un cellulare credo che scompagini tutto. Questa è la storia di un sapere segreto e di una passeggiata tra le tipografie clandestine di Venezia.In pieno rinascimento Isabella Cortese scrive un bestseller: Secreti. Stampato più volte, vendutissimo. Il Canal Grande da Fondaco dei Tedeschi. La fotografia è di Luca Esenco. Ma che solo a Venezia avrebbe potuto entrare in circolo. Tra l’altro Isabella Cortese è una delle alchimiste a cui Kiefer ha dedicato l’ “Opera” monumentale a Palazzo Reale. Il mio articolo parte da qui, dalla copia dei “Secreti” che ho cercato e trovato alla Biblioteca Trivulziana di…
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Veri aristocratici. (Il Pomerol e Charlotte Perrin)
Importante: questo articolo è i impaginato su due colonne perché sono due facce della stessa medaglia: l’aristocrazia vera. Probabilmente se mi leggete da un cellulare non li avete affiancati. Ma sappiate che i due testi devono dialogare- L’aristocrazia non ha bisogno di un titolo: é il modo in cui si abita il mondo. Chateau Petrus, EnotecaSanPietro.it Nobiltà, semplicità, mistero. Poco importa che sia un terra o persona. Per me il Pomerol ha la stessa grazia di Charlotte Perrin. Così le ho chiesto un intervista e lei mi ha risposto con ‘un lettre e quelque piste’. Ho tradotto solo qualche estratto, perché le parole tintinnano. Non volevo che si perdesse la…
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Punctum
(Questo articolino è il mio punctum. Il termine arriva da un libro Roland Barthes sulla fotografia – “Camera Lucida”- ed è la percezione soggettiva, quello che “punge”) Non avevo in programma di scrivere di Giovanni Cerri, almeno non subito.Ma non posso aspettare. Ho l’urgenza di condividere quello che sento davanti ai quadri di Giovanni Cerri.Le pennellate suonano e contemporaneamente sento l’odore dei luoghi.Non sento una musica arrangiata da potere definire brano. Ma più come un musicista jazz che prima delconcerto accorda lo strumento. Sento l’odore della Scala, l’elettricità sulla pelle, quasi il brivido appena primache si alzi il sipario. Il sole, la brezza sulla pelle. Come quando leggo qualche libro…
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Le donne napoletane sono Dee. (“Essere” senza chiedere il permesso).
I tacchi sono divertenti. Il passo diventa più corto (si osserva di più) il corpo cambia, un po’ ondeggia. Lapercezione di essere sopra, dá il senso di attraversare l’aria.Si cambia il modo di sentire il mondo, laprospettiva diventa più centrata. Il problema è il giudizio degli altri. Non è un discorso di comodità é che ti mettono in un cliché. A proposito, domandona: cos’è la seduzione? Un dispositivo, o un’energia chepromana da noi? Perché tacco o no é la punta dell’iceberg. Il problema è ‘essere”. E la soluzione -con la “S” maiuscola- è imparare dalle donne napoletane fotografate da Keila Guilarte.Un’artista che vive tra Milano e Parigi e lavora su…
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I talismani di William Harper e i manoscritti medievali. Storia di un architettura
La storia comincia quando l’artista che si trova a fronteggiare il distacco della retina dell’occhio destro a cui sono seguite sette operazioni chirurgiche e vari interventi laser condito da quel l’impasto di angoscia e senso perdita. (Ancora non ha la visione periferica). Da prenettere che William Harper, uno dei protagonisti della Studio Jewelry americana, crea gioielli lavorando su soglie, campi energetici, oggetti che modificano uno spazio. E così attraversando, si é chiesto quando un gioiello smette di essere decorativo e diventa un talismano? Per entrare nel discorso bisogna immaginare di seguire un filo che si srotola. Imbattersi nella seconda legge della termodinamica, che poi è semplicemente la regola per cui l’universo…
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Il “Rossini Tournedos” alla mia maniera
C’è la tradizione, preziosa come un tartufo. Una ricetta che nel tempo si deve scontrare con un numero infinito di variabili.L’equilibrio è un incantesimo. Impossibile da ottenere, ma altrentattanto complicatissimo da spezzare. Per questo motivo inizio dall’originale. 1- Prendete un affetta tartufi e tagliate a scaglie il classico Rossini Tournedos, da distribuire poi generosamente sul piatto.Il fondamento: Nel 1855 Gioacchino Rossini si trasferisce a Passy. Non proprio un sobborgo di Parigi, più un margine raffinato, una soglia elegante -case borghesi,una moltitudine di giardini- ad un passo dalla vita mondana. Passy, diventata il sedicesimo arrondissmant, è ancora cosi, fosse solo per l’energia che irradia. Quando qualcosa è decisamente Chic, a Parigi c’è un modo…












































