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Armadi esoterici: lo “Studiolo” di Maurizio Barberis

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Gli armadi sono come grossi dei pacchi regalo, soprattutto questi, di Maurizio Barberis.
Lui li ha chiamati “Studiolo” e sono ispirati a quelli che durante il rinascimento contenevano oggetti misteriosi, opere d’arte, veleni… Di sicuro hanno un’allure molto, molto esoterica. Credo sarebbero il posto giusto per  trovarci manoscritti tipo il Codex Gigas -il manoscritto scritto in una sola notte da un monaco per sfuggire alla condanna, essere murato vivo, per avere rotto i voti religiosi- piuttosto che quei “manuali” scritti Jhon Dee, un matematico inglese che visse tra il 1500 e il 1600, vere proprio grammatiche di Enochiano, la lingua degli angeli a cui fu rivelata, per parlarci ed evocarli. Ma anche qualcosa di assolutamente sinistro in stile “La nona porta”… Premesso che ognuno dei quattro lati è diverso, mentre il dipinto sullala parte anteriore ammicca -sensualissimo- alludendo ad un piacere incommensurabile, quella sul retro mostra dove si finirà se si cederà: dritti nelle braccia del maligno. Viene da pensare ad  Eva che morde la mela. 

Beh questa è senz’altro la filosofia  che la Chiesa Cattolica portava avanti sul sapere: “seguimi o brucia all’inferno”.

Però c’è una storia che la smentisce.

Mentre lavoravo ad una puntata del mio podcastle strade di Parigi”, sui libri online di Gallicabnf, mi ero imbattuta, in “Les sectes et les societes secrets”, un libro del 1863.

Intanto, due parole su Abramo che non possono essere altro che orrifiche. Basta pensare che la sua prima moglie, Lilith fu tramutata in mostro solo perché gli disobbedì. Funzionava che quando non gli stava bene qualcosa andava a piagnucolare da Dio è quello disponeva. Ovvio che per marito di Eva, evidentemente anche per comodo, vigeva lo stato encefalogramma piatto, faceva tutto quello che gli si diceva.

Ma andiamo al libro. 

Un giorno Eva ed il Dio Egizio della creatività, protettore di poveri ed oppressò, Amon, si incontrano. Amore folle e assoluto. Tradisce quell’Abramo. Eva ed Amon hanno un figlio, Caino, è un gigante ed è intelligentissimo. Abramo va a lamentarsi da Dio, creano Abele che non è proprio una cima… ma per punire Eva, sottomettono Caino e tutta la sua progenie al figlio di Dio e di Abramo. Ma Caino non si arrende, comincia a lavorare ed ad aiutare gli uomini creando l’arte, l’industria, l’architettura. Dio ed Abramo sono irremovibili, i rapporti con Abele si fanno tesi ed in uno scatto d’ira lo uccide, inventando la morte. Arriva il diluvio universale, tutti i giganti, tranne uno, periscono nel disastro.  Costui e la seconda figlia di Noé si innamorano, ma non hanno fatto i conti con Dio che per impedire che la dinastia dei giganti si salvi ne sparge i geni. Ma il diavolo (perché spesso con la religione quando si fa politica e potere organizzato non si sa dove stia) fa le pentole e dimentica i coperchi; così della strabiliante intelligenza dei discendenti di Eva ed Amon rimane la scintilla che alcuni umani hanno.

Vero, non vero, chi lo sa? Pare che questo racconto sia la narrazione dell’origine dei Fratelli Muratori. Rimane che questo  “Studiolo” mi ha ricordato questa storia. La fatica di sapere, la libertà di essere necessaria per superare il cosiddetto “stato dell’arte” e portare l’umanità ad un altro livello. Sarà che è stato pensato per custodire oggetti che rappresentano il sunto della ricerca di vite intere.
Elisabetta Guida