Arazzi, tappeti (o intrecci di fili per qualunque altra cosa li si usi) d’artista
Difficile parlare di tappeti piuttosto che arazzi, perché alla fine non sono altro che supporti. L’intenzione fa la differenza, forse addirittura in chi compra. Ecco magari storicamente no, a proposito ho scoperto una notizia curiosissima. Sembra che usava che tra l’arazzo e la parete lasciassero un intercapedine dove poteva nascondersi una persona. Ma al di là, la rigidità è una brutta malattia. Sono pitture di stoffa ed il bello è che c’è tanta sperimentazione. In merito, a Parigi c’é una manifestazione che raduna un gruppetto di artisti del settore.
Questi i miei preferiti a cui vorrei fare un mare di pubblicità; non perché le persone comprassero ma vedessero la bellezza (secondo me).

Adoro, adoro, adoro Claudy Jongstra. Ho visto dal vivo una sua opera da Masterly, The Dutch in Milan, allo scorso fuori salone (secondo me l’unico appuntamento davvero imperdibile della manifestazione).
Lei…praticamente dipinge con la lana o la seta che colora con la buccia delle cipolle, piuttosto che con fiori e piante ed il risultato è magico.


La prima fotografia è stata scattata durante la Davos Exhibition per il G.7. L’altra dove l’artista compone l’opera e’ di @Willer. L’opera con il cielo fu esposta alla mostra “The earts matter”


Sienna Martz é incredibile, nessuna fotografia può renderle giustizia, sulla sua pagina web ci sono dei video e danno un po’ più il senso . Lei una scultrice “di stoffa ed è rappresentata dalla Galleria Soapbox Arts. Un posto particolarissimo dove c’è un miscuglio di tutto quello che s’intende per arte e dove non solo si guarda ma si fa, si discute, ci sono concerti e via così.




C’è un artista Australiana, Maryanne Moodie che al contrario delle prime due non può fare a meno del telaio. È lo strumento attraverso la quale si esprime. Tanto che nonostante i premi internazionali ed una carriera super consolidata gira per il mondo facendo workshop per diffondere il verbo.


Quando si pensa a qualcosa di sensuale…. tappeti paragonabili ad un sottilissimo drappo di seta. Certo la tradizione indiana, Unknown Carpet fa i tappeti come cen’anni fa (e forse di più), uniche eccezioni: seta e lana riciclata, colori fatti con spezie, minerali e piante, collaborazioni con artisti contemporanei per i soggetti.



Da ultimo Solstys collection, mi ha fatto tornare ad una certa New York,
Il loro soggetto e’ la luce che viene scolpita annodando a mano nelle loro manifatture in Nepal. L’ispirazione è la fotografia.
Elisabetta Guida
IMPORTANTE: L’immagine di copertina appartiene a @Willer


