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C’era una volta. (Storie: tra l’arazzo di Bayeux e quelli di Claudy Jongstra)
Pecore, piante tintorie, lana lavorata a mano e una storia. Quella di Bayeux, lunga quasi 70 metri: è fatta per creare consenso. Tutte le immagini dell’arazzo di Bayeux sono una cortesia del British Museum e promozionali alla mostra che espone l’arazzo a partire dal prossimo settembre fino a luglio 2027. Anche oggi si usano le stesse tecniche, si ripete una narrazione fino a quando diventa realtà. Si lavora sull’ambiguitá, si sceglie, si estrapola. Dall’anno 1000 la verità era incarnata dalla cattedrali. Particolare della Cattedrale di Bayeux.La fotografia è di: PMRMaeyaert, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons Le storie, come quella che racconta la conquista del trono inglese da parte di Guglielmo…
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Sulle tracce di un bestseller rinascimentale. Isabella Cortese, le tipografie clandestine e Venezia
Importante: una parte dell’articolo è impaginato su due colenne. Se mi leggete da un cellulare credo che scompagini tutto. Questa è la storia di un sapere segreto e di una passeggiata tra le tipografie clandestine di Venezia.In pieno rinascimento Isabella Cortese scrive un bestseller: Secreti. Stampato più volte, vendutissimo. Il Canal Grande da Fondaco dei Tedeschi. La fotografia è di Luca Esenco. Ma che solo a Venezia avrebbe potuto entrare in circolo. Tra l’altro Isabella Cortese è una delle alchimiste a cui Kiefer ha dedicato l’ “Opera” monumentale a Palazzo Reale. Il mio articolo parte da qui, dalla copia dei “Secreti” che ho cercato e trovato alla Biblioteca Trivulziana di…
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Veri aristocratici. (Il Pomerol e Charlotte Perrin)
Importante: questo articolo è i impaginato su due colonne perché sono due facce della stessa medaglia: l’aristocrazia vera. Probabilmente se mi leggete da un cellulare non li avete affiancati. Ma sappiate che i due testi devono dialogare- L’aristocrazia non ha bisogno di un titolo: é il modo in cui si abita il mondo. Chateau Petrus, EnotecaSanPietro.it Nobiltà, semplicità, mistero. Poco importa che sia un terra o persona. Per me il Pomerol ha la stessa grazia di Charlotte Perrin. Così le ho chiesto un intervista e lei mi ha risposto con ‘un lettre e quelque piste’. Ho tradotto solo qualche estratto, perché le parole tintinnano. Non volevo che si perdesse la…
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Punctum
(Questo articolino è il mio punctum. Il termine arriva da un libro Roland Barthes sulla fotografia – “Camera Lucida”- ed è la percezione soggettiva, quello che “punge”) Non avevo in programma di scrivere di Giovanni Cerri, almeno non subito.Ma non posso aspettare. Ho l’urgenza di condividere quello che sento davanti ai quadri di Giovanni Cerri.Le pennellate suonano e contemporaneamente sento l’odore dei luoghi.Non sento una musica arrangiata da potere definire brano. Ma più come un musicista jazz che prima delconcerto accorda lo strumento. Sento l’odore della Scala, l’elettricità sulla pelle, quasi il brivido appena primache si alzi il sipario. Il sole, la brezza sulla pelle. Come quando leggo qualche libro…
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Le donne napoletane sono Dee. (“Essere” senza chiedere il permesso).
I tacchi sono divertenti. Il passo diventa più corto (si osserva di più) il corpo cambia, un po’ ondeggia. Lapercezione di essere sopra, dá il senso di attraversare l’aria.Si cambia il modo di sentire il mondo, laprospettiva diventa più centrata. Il problema è il giudizio degli altri. Non è un discorso di comodità é che ti mettono in un cliché. A proposito, domandona: cos’è la seduzione? Un dispositivo, o un’energia chepromana da noi? Perché tacco o no é la punta dell’iceberg. Il problema è ‘essere”. E la soluzione -con la “S” maiuscola- è imparare dalle donne napoletane fotografate da Keila Guilarte.Un’artista che vive tra Milano e Parigi e lavora su…
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I talismani di William Harper e i manoscritti medievali. Storia di un architettura
La storia comincia quando l’artista che si trova a fronteggiare il distacco della retina dell’occhio destro a cui sono seguite sette operazioni chirurgiche e vari interventi laser condito da quel l’impasto di angoscia e senso perdita. (Ancora non ha la visione periferica). Da prenettere che William Harper, uno dei protagonisti della Studio Jewelry americana, crea gioielli lavorando su soglie, campi energetici, oggetti che modificano uno spazio. E così attraversando, si é chiesto quando un gioiello smette di essere decorativo e diventa un talismano? Per entrare nel discorso bisogna immaginare di seguire un filo che si srotola. Imbattersi nella seconda legge della termodinamica, che poi è semplicemente la regola per cui l’universo…
















