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Passaggi.
Bel 2026. Rito Alchemico. Serve:– Una candela;– una chicchera o un bicchiere;– un oggetto metallico. Tempo: 30 minuti L’immagine a fianco è stata scelta per essere la guida di The Phair, dal 22 al 24 maggio 2026 a Torino; pratiche artistiche che sperimentano il linguaggio fotografico in chiave interdisciplinare. L’autrice è Nanda Lanfranco, lui Giuseppe Penone al Castello di Rivoli. 1- Fuoco.Accendo la candela e poi chiedo: “Cosa sta bruciando in me? Cosa sta nascendo?” Non cerco una risposta.Chiudo gli occhi e lascio salire la memoria più viva, più difficile, più urgente. Lascio affiorare.Dico “raccolgo il fuoco che consuma il mio piombo” 2- Acqua.Immergo le dita nell’acqua, le muovo lentamente. Sento…
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Il pianeta terra è un tortellino, l’universo il brodo
Dopo un giro immenso sono arrivata alla conclusione che è tutto un tortellino. C’è una leggenda, secondo cui, Venere si fermò, per una notte,in un hotel a Castelfranco Emilia. Il proprietario, dal buco della serratura, vede il suo ombelico. Folgorato lo scolpisce, rifacendolo con la pasta ripiena. Dunque tutto dipende da cosa si intenda per tortellino. Il vuoto o il pieno? La tradizione? o nessuna delle precedenti, ma un tortellino libero ed indipendente che cammina per il mondo?Sembrano domande che lasciano il tempo che trovano, invece ognuna è una teoria dei massimi sistemi. Leggere per credere. 1- Il partito del vuoto. Penso a Daniele Robecchi – lo chef che d’estate lavora…
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Ricordi quando giocavi? (I gioielli di David Bielander e viaggi – escamotage- cortissimi)
C’è una storia, che fa parte dell’Archive Mass Observation. (Se interessa questi archivi si trovano presso l’Università del Sussex a Brighton).Un progetto inglese particolarissimo, che prese vita nel 1937, e consiste nella raccolta di diari e testimonianze orali su colazioni, paure, sogni, lavoro, amore delle persone comuni. Niente soliti noti, niente statistiche.E la storia che riporto parla di la gioia, non intesa come felicità, ma quella che scaturisce dal sublime. Il perfetto allineamento tra quello che siamo, sentiamo e facciamo. Una Signora racconta che da bambina stava giocando in cortile con sua cugina. Succede che l’altra bambina prende un fiore e lo piega lentamente. Ma senza l’intenzione di fare un…
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l’opera di Ferruccio Ascari e Piazza Fontana
‘Non dimenticarmi’ è un opera dura. 137 Steli, a cui, per ognuno è sospesa una campana che mossa dal vento diventa la voce di una vittima dei tanti crimini ancora avvolti in una nebulosa di omissioni, depistaggi, verità mai dette. Oggi 12 dicembre ricorre il 56 anniversario dell’attentato nella sede della Banca Nazionale dell’agricoltura. Era il 1969, il pomeriggio di un venerdì, i pensieri ai regali da comprare, il pranzo di Natale, il weekend che sarebbe arrivato tra qualche ora. Ma alle 16.30 scoppió una bomba che fece 88 feriti e 17 morti. (La fotografia è di @MariodeBiasi)) Il motivo fu la cosiddetta strategia della tensione, un’etichetta talmente astratta che…
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Due case, due modi di vivere: Rembrandt e Bol.
La colazione era un avanzo, del pane raffermo, oppure un pezzo di aringa. Poi, Ferdinand Bol. usciva di casa, inoltrandosi per le strade di Amsterdam. ( questa e la fotografia con la bolla di sapone è mia) Appena ventenne abitava vicino al porto interno, nel Damrak. Oggi in quei luoghi c’è la stazione centrale, ma allora camminarci prevedeva attraversare nuvole di polvere che scappavano dai sacchi, sentire un odore misto di spezie e pesce, fare attenzione a non andare a sbattere contro chi trasportava le merci più improbabili, vedere stoffe preziosissime. Da qui si dirigeva verso Piazza Dam: il centro del potere, dove si commerciava, contrattava, giudicava. Per di…
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Come inventarsi un banchetto alla Rodolfo II (o trasformarlo in qualche giorno a Praga)
(Il tempo non esiste, per quanto mi riguarda credo alla fisica quantistica) Chi di voi arriva dal rinascimento sa che un volto nasce nella stessa maniera con la quale spunta una foresta. E’ tutta un’aggregazione di elementi minimi in continua trasformazione. (di fianco il Vertumnio di Arcimboldo rifatto con frutta e verdura vera da @KlausEnriqueGerdes Gli altri, per dare un banchetto alla Rodolfo II, come Dio comanda, devono partire dall’idea di mondo secondo Arcimboldo. Un uomo di corte, per niente eccentrico, più vicino ad un ingegnere delle meraviglie che all’individualismo artistico. Ma con un ossessione: i simboli.Certo le sue opere, la sua regia ad una festa erano atti di governo:…
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Il Domaine di Alexandre Bonnet ed il suo Champagne, Blanc de Noires.
Prima ancora di capirlo, il corpo sente il suono. Da qui si cominciano a costruire i significati con l’esperienza, poi c’é il fonosimbolismo, cioè il cervello che cerca i pattern: es. suoni morbidi associati a parole affettive, suoni duri a parole pericolose, anche inconsapevolmente. E niente è più vero come quando si parla del Domaine Alexandre Bonnet, 488 ettari di Vigne a Riceys, tra la Borgogna e lo Champagne, coltivate con i vitigni del Pinot Noir. Ma non ha né il sapore fresco e acido della regione dello Champagne, nè quello pieno e rotondo della Borgogna. E’ più una via di mezzo ed il motivo sta nel tipo di vitigno…


















