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  • Arte,  Bei progetti

    Van Gogh e Matthew Wong: ognuno fa quello che è

    Ottobre 29, 2024 /

    A Zurigo, al museo Kunsthaus, Van Gogh e Matthew Wong: meraviglia. Tutti ne hanno scritto. Van Gogh è  Van Gogh e Matthew Wong uno dei più quotati artisti al mondo. Quando ancora in vita i suoi quadri venivano quotati cifre da capogiro (l’opera di fianco “mood room” é stata venduta nel 2018 per 848.000 dollari). Poi a 35 anni decise smettere di combattere contro solitudine ed emarginazione e si tolse la vita. Perché lui come Van Gogh era diverso e come l’atista olandese cercava e vivea secondo verità. Il punto è che ancora oggi molti ne scrivono, come se si trattasse di due disadattati, per dire tra le righe: “non erano come noi”, il…

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    La pelle è il confine. Capitolo 1. Movimento: da Giotto a Shara Hughes e poi al contrario.

    Ottobre 3, 2026
  • Arte,  Bei progetti

    Il senso della scrittura secondo Mikayel Ohanjanyan ed il mondo fluttuante.

    Ottobre 13, 2024 /

    L’altro giorno sono andata a vedere “Se non ci fosse la scrittura”, opere di Mikayel Ohanjanyan allo Spazio Assab di Milano. Intanto, l’artista è uno sculture: sincronia, perché il tema del progetto è il senso della scrittura, intesa come espressione umana, modo per mettere dei punti fermi ed è una bella associazione con la scultura. La sensazione era quella d’essere in balia di un oceano infinito e pericoloso punteggiato da qualche ancora di salvezza.Insomma la condizione umana. Ma mentre mi aggiravo tra le sculture, pensavo: i punti fermi, esistono per davvero? Perché c’è chi sostiene non esista un racconto, cioè non c’è un collegamento di causa/effetto tra passato, presente e…

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Gentili, intanto grazie per essere qui.
Non faccio profilazioni o qualunque altra cosa sia fare Marketing. Non ho collegato il mio progetto a nessun strumento tipo Google analytics o simili. Non ho tempo, non ho voglia. La linea editoriale la faccio io, non il marketing.
Sappiate però che se proseguite nella lettura il mio  piano Hosting ha un limite di accessi al mese. Quindi loro danno il numero degli utenti, le pagine lette (ma ad esempio non so quale sia la più letta), abitudini. Sono pagine che cerco di evitare  perché inevitabilmente influenzano. La domanda quando decido cosa scrivere è ‘cosa vale la pena raccontare? qual è la mia urgenza? e indipendente da quanti mi leggono. Sarà folle ma troverei ancora più assurdo scrivere qualcosa correndo dietro al piacere dei più. Che senso avrebbe aprire uno spazio e lavoraci? Le parole sarebbero appiccicate come fossero etichette. Io non voglio plastica ma qualcosa di vero.

Frequenza articoli

Pubblico circa due volte a settimana, all’inizio e alla fine. E non a caso. Quindi a volte capita che esca un articolo solo. O perché la ricerca mi porta davanti a un muro e la mia idea non regge, o proprio non ce la faccio in termini di tempo.

Il mio podcast

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