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Uno sciame di vespe. Capitolo 3, due pr indagano…
Ondina e luce salutarono Chic con una colazione nella pasticceria più rinomata di Milano. Ma i discorsi non verterono certo, sui bei vecchi tempi.“Ondina hai sentito che hanno usato le bacche del vischio?”“Si l’ho letto ”“A me l’ha raccontato Anna Laura, la figlia di Marella”.“Ahhh… dimenticavo che ho davanti l’Ansa in persona. Comunque è la conferma che non possono essere stati quei due schiocchi. Lo zio di Celeste ha un impresa, fa finiture, per lucidare i metalli usa la stricnina. E’ un mio cliente e lo so bene. Perché avrebbero dovuto usare le bacche di vischio? Suonano complicate e rischiose, non trovi? E poi come avrebbe fatto ad entrare? Nessuna delle…
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Uno sciame di vespe. Capitolo 2, Dopo.
Dopo Il marito di Chic, arrivò a Milano quando ormai era spuntata l’alba. (Entrambi erano originari di Firenze dove peraltro vivevano – almeno ufficialmente per quanto riguardava Chic).Mai persone erano state più diverse.Lui, Neri Bacci, amava numeri e concretezza, dicevano che era la reincarnazione di suo nonno, il quale aveva dato origine alla dinastia. Erano i proprietari della friggitoria più antica di Firenze. Ed ora stavano studiando di aprire dei franchising in tutta Europa con le specialità fiorentine.Chic, era Chic. Erano un cliché ambulante dell’espressione “gli opposti si attraggono”. Forse entravano in gioco i lati oscuri… chissa. niente di più falso.Resta che si amavano.Neri rimase nell’appartamento di Chic per il…
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Uno sciame di vespe. Capitolo 1, I’assassinio.
Cosima Cappellini Ciampi, detta “Chic”, lasciò questo mondo all’evento dell’anno.La prima cosa saltava agli occhi ad incontrarla era il suo aspetto, decisamente in contrasto con l” atteggiamento; proprio inteso come l’insieme di energie che sprigionava, l’allure, direbbero i francesi.Infatti a fronte di un corpo magrissimo, sproporzionato e da lineamenti così duri da sembrare cattivi, lei, si sentiva niente meno che la Venere di Botticelli. Associatelo al suo bisogno di stare sul palcoscenico e al non essere abituata ad essere contraddetta. Certo, a proposito, niente è come nascere in una di quelle famiglie da 5 nomi e 4 cognomi, perché c’era sempre una convenienza a farsela amica, ad essere compiacenti. .Rimane…
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Uno sciame di vespe
“Uno sciame di vespe” è il mio giallo di Natale. Lo dedico ai momenti perfetti. Niente di quello che scrivo è reale, tutto è frutto della mia immaginazione. Ho dato a giornali e riviste nomi latini, perché ogni volta che ne dovevo inventare uno scoprivo che esisteva. Probabilmente al mondo ci sarà qualche pubblicazione che si chiama allo stesso modo: l’omonimia non è voluta. Su Instagram pubblico giorno per giorno, qui ad ogni capitolo.Elisabetta Guida@ Disegni e testi sono miei.



